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Zuncheddu acquista Sardegna 1

Nasce un polo televisivo e informativo privato regionale che comprende anche Unione Sarda e Videolina

Cagliari. Sardegna 1 è stata acquistata dal Gruppo Zuncheddu. La televisione fondata negli anni ’80 dall’imprenditore Ragazzo e poi passata negli anni prima a Mazzella e successivamente a una cordata di imprenditori tra i quali l’ultimo direttore delle news Mario Tasca è adesso controllata dagli stessi proprietari di Unione Sarda e Videolina. Nasce così un unico polo televisivo e informativo privato regionale, che mette insieme le uniche due tv che diffondono il segnale nell’intera isola con il quotidiano più letto in Sardegna. Una novità che non poteva non attirare l’attenzione dell’Assostampa e dell’Ordine dei giornalisti, in prima linea nella difesa dei posti di lavoro. Sardegna 1 infatti già nel 2014, al momento del passaggio di proprietà da Mazzella alla cordata di imprenditori che adesso hanno ceduto la tv a Zuncheddu, aveva attraversato una grave crisi, con 16 dipendenti licenziati, tra giornalisti e tecnici.

Assostampa e Ordine dei giornalisti hanno affidato la loro posizione a un comunicato congiunto. «L’editore di Videolina, proprietario anche dell’Unione Sarda, con l’acquisizione della tv Sardegna 1 rafforza la propria posizione nell’editoria di informazione isolana, già estremamente significativa – si legge nella nota –. La liceità di questa operazione, compatibile con i limiti di legge per le concentrazioni nell’editoria locale, non ne cancella gli oggettivi, potenti effetti politici, con la riduzione dei margini di pluralismo e di concorrenza fra testate, in un territorio che non può augurarsi l’oligopolio informativo, anche per aver conosciuto in passato la realtà del monopolio editoriale e i suoi effetti. Ma a meritare una riflessione è anche il fatto che tale acquisizione sia avvenuta attraverso un’asta giudiziaria che in prima battuta non aveva visto alcun partecipante e in seconda uno soltanto. I giornalisti e i tecnici che ancora lavorano per Sardegna 1, e quelli che anni fa una insopportabile campagna di licenziamenti trasformò in disoccupati e creditori, oggi hanno in misura diversa tra loro motivo di sollievo, ma fino all’ultimo sono stati a un passo dal ritrovarsi nelle condizioni dei loro colleghi della tv gallurese 5 Stelle, spenta dai debiti senza che l’imprenditoria locale avesse l’intuizione, l’orgoglio o il senso di responsabilità di scommettere su un rilancio. Il sindacato dei giornalisti non può sostituirsi al legislatore né all’imprenditoria: continuerà insieme ai propri iscritti a vigilare sulla completezza dell’informazione, sollecitando la Giunta regionale al confronto su una riforma della legge sull’editoria che valorizzi i passi avanti fatti nel campo dell’online e faciliti nell’interesse dei cittadini la composizione di un panorama informativo più ampio e ricco».

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