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Zone F4, interviene Nicola Sanna

L’ex primo cittadino mette in evidenza due aspetti relativi alla proposta di bocciatura presentata dal sindaco Campus

Nicola Sanna

Riceviamo e pubblichiamo

Sulla proposta di deliberazione del Consiglio Comunale sulle zone F4 presentata dal Sindaco Campus alla Commissione Urbanistica ci sono due aspetti di assoluta rilevanza che occorre mettere in evidenza: il primo, di carattere squisitamente tecnico-amministrativo ed il secondo, politico.

L’istruttoria tecnica dei progetti presentati dagli operatori privati risulta carente e confusa: il procedimento amministrativo è in capo al dirigente del settore urbanistica il quale ha la responsabilità legale di emettere una determinazione con la quale deve elencare puntualmente le motivazioni che conducono ad una decisione di rigetto. Invece si legge che molte delle proposte, nove, sono “astrattamente ammissibili”, un termine assolutamente ambiguo che induce a pensare che ci sia una fattibilità tecnica nelle singole proposte dei privati, del resto rispetto agli otto criteri da rispettare enunciati nel bando, si da conto di un solo e parziale criterio: quello della contiguità dell’area d’intervento con agli ambiti già antropizzati e/o agli insediamenti esistenti ma, del resto lo studio tecnico preliminare individuando le macroaree, certifica che all’interno delle stesse macroaree il criterio della contiguità è assorbito in quanto, all’articolo 51 delle Norme Tecniche di Attuazione del PUC, è consentita la realizzazione di nuovi insediamenti con destinazione turistico-ricettiva localizzati prevalentemente nelle borgate, al fine della loro rivitalizzazione e valorizzazione e in contiguità e integrazione con gli insediamenti urbani.

Quindi l’istruttoria degli uffici avrebbe dovuto elencare a quali degli altri sette criteri indicati nel bando le proposte non risultano ammissibili. Infatti nulla si dice se le proposte dei privati contengano o meno una elevata o bassa qualità architettonica, se si utilizzano tecniche di bioedilizia, risparmio energetico; se siano o meno inserite nel contesto territoriale e quali relazioni inneschino con le aree più interne, e quale valore aggiunto e processi economici determino nelle aree contermini; se gli insediamenti sono o meno in relazione con le reti degli itinerari archeologici, naturalistici e storico culturali; se siano previste o meno dotazioni infrastrutturali e intergrazioni dei servizi; se gli interventi siano in grado o meno di determinare crescita economica, culturale e sociale; se la tipologia costruttiva fosse coerente o meno con il dettato dell’art. 14 e 15 della legge regionale n. 16/2017, vale a dire se siano alberghi o alberghi residenziali o villaggi alberghi o alberghi diffusi o alberghi rurali.

Insomma di tutto le valutazioni da fare come previsto dal bando, non c’è traccia nella relazione degli uffici comunali. Ci si aspettava perciò una istruttoria compiuta con un provvedimento conclusivo di rigetto, che è di esclusiva competenza dirigenziale e non del consiglio comunale, motivato individuale per ciascuna delle proposte “astrattamente ammissibili”.

Su questo aspetto della competenza del consigliere comunale è consigliabile che ciascuno stia sull’avviso, infatti se come appare, il provvedimento di denegazione viene iscritto all’ordine del giorno del consiglio, questi rischia di commettere seriamente un abuso di potere in quanto viene impropriamente chiamato a decidere sulla conclusione di un procedimento amministrativo di competenza del dirigente, procedimento avviato con la determina dirigenziale n.4222 del 12/12/2017, e mai concluso con un provvedimento definitivo. Tale circostanza, se dovesse verificarsi comporterebbe anche il rischio in capo al consigliere di dover eventualmente indennizzare il privato cittadino, che immotivatamente ritiene di aver subito un danno dalla decisione di un organo non deputato a decidere.

Sull’aspetto politico sorprende che impropriamente nella istruttoria tecnica, si citi un articolo di un disegno di legge regionale il 409/2017, mai divenuto legge, proposto dalla giunta Pigliaru, che guarda caso intende trasformare in norma le previsioni del PUC di Sassari sulle procedure a bando per l’individuazione delle zone suscettibili di nuovi interventi turistici. Quindi ciò significherebbe che la struttura comunale in primis ed il Sindaco implicitamente di conseguenza condivida la procedura adottata dalla mia Giunta, in coerenza con il PUC, ma chissà perché il Sindaco Campus giunge alla irrazionale conclusione di “affondare” un procedimento che a ben vedere può certamente essere salvato, salvaguardando le prescrizioni e le tutele di tipo paesaggistico e ambientale.

Sassari, 22.03.2022                                                                         Nicola Sanna, già Sindaco di Sassari

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