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Vivo. Come una statua

Da venerdì 15 dicembre una mostra su Enrico Costa all’Archivio storico comunale di Sassari. È promossa dal Circolo Culturale Aristeo in vista della realizzazione di un monumento al celebre cantore della città

VivocomeunastatuaSassari. Enrico Costa, la figura dello storico e del letterato e le atmosfere della città da lui narrate rivivono dal 15 dicembre al 15 gennaio 2018 all’Archivio storico comunale nella mostra “Vivo. Come una statua”: un percorso espositivo che esplora il tema della statuaria urbana a Sassari e le sue possibili evoluzioni e sviluppi.

L’iniziativa, patrocinata dalla Regione Sardegna, dal Comune di Sassari e dal Comitato per un monumento a Enrico Costa, è ideata e promossa dal Circolo Culturale Aristeo in collaborazione con l’Archivio Storico comunale. L’allestimento è curato graficamente da Stefano Serio, il percorso espositivo da Simonetta Castia, Stefania Bagella e Paolo Cau.

In questi anni Aristeo, in sinergia con importanti istituzioni cittadine, ha svolto un’intensa attività di analisi storica e socio-economica della Sassari di fine Ottocento, in particolare delle dinamiche che hanno interessato il centro urbano tra il Risorgimento e l’inizio del Novecento. Un ricco lavoro che ha trovato il minimo comun denominatore nell’immagine e nell’opera del Costa, tramite mostre, convegni e viaggi emozionali come le celebri “passeggiate”, ideate nel 2004.

La mostra intende evidenziare il valore civico delle sculture a tutto tondo, opere che, nell’ottica degli organizzatori, proiettano nell’eternità i personaggi raffigurati, icone senza tempo e oggetto dello sguardo e percezione, nella loro bellezza e soggettività, legata all’emozione di chi osserva.

Ad accompagnare la lettura d’insieme dei pannelli, all’interno delle teche espositive, sarà un percorso creato attraverso interessanti proposte di realizzazione di monumenti e di opere in città, progetti talvolta mai attuati.

Il tema della statuaria urbana a Sassari sarà esplorato con sguardo attento alla volontà, da parte del neonato “Comitato cittadino”, di realizzare una statua in Piazza Fiume per “Enrichetto”: un’icona fuori dagli schemi di un’immobilità solenne e retorica, ma capace di descrivere il personaggio in modo dinamico e reale, quasi fosse vivo, nell’atto di passeggiare in un luogo simbolo, al centro delle Appendici e di fronte alla sua “casetta”.

Per comprendere meglio l’idea, un video presenterà in successione esempi significativi di statue urbane contemporanee non monumentali, che raffigurano personaggi famosi e a volte anonimi, da Umberto Saba a Trieste alla figura di Pessoa a Lisbona.

Enrico Costa è una delle più grandi figure di intellettuale che la città di Sassari abbia mai espresso, e incarna, al contempo, le istanze progressiste, di crescita culturale ed economica proprie del suo tempo. Il riferimento alla sua figura, testimone silente delle attività di ricerca e divulgazione di Aristeo, è stato evidenziato nel marchio che ha contraddistinto tutte le attività del Circolo, la cui sagoma è ispirata al ritratto in proporzioni quasi naturali oggi esposto nelle sale della Biblioteca Comunale.

«Aristeo ha scelto questa ‘buona figura pensosa’ per trarne l’icona di un testimone-testimonial sassarese, ruolo meritato sul campo che, ci piace pensare, Enrico Costa avrebbe gradito – ha spiegato Simonetta Castia –. Questo perché si avverte la sensazione e l’emozione di un Costa che racconta, come una persona che conosce bene le storie ufficiali e le mescola con i ‘pettegolezzi’, con l’entusiasmo partecipe del compagno di una passeggiata e in maniera non sempre storicamente ineccepibile, come opinano i critici». Per questo, per l’amore per “la sua diletta Sassari” e l’orgoglio di essere cittadino sassarese, Enrico Costa esprime il genius loci della città vecchia e, trasportato al presente, impersona una figura simbolica piena di spirito civico.

«L’Archivio Storico comunale è lo spazio e la sede ideale per la mostra – afferma Paolo Cau –, perché indirettamente dedicata alla figura di Enrico Costa, che fu direttore dell’Archivio, e perché il percorso espositivo è arricchito, in maniera sostanziale, dalle carte qui custodite». L’ingresso è gratuito, con orari di apertura dal lunedì al venerdì, in mattinata dalle 9 alle 13 e nel pomeriggio dalle 16 alle 19.

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