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Vaccinazioni, somministrato il 78 per delle scorte

Prime dosi al 50 per cento degli over ottanta. Il presidente Solinas: «Sistema sanitario forte, grandi passi in avanti ma manteniamo prudenza»

Cagliari. Prosegue la campagna di vaccinazione anti-Covid in Sardegna. A oggi, nell’Isola sono state somministrate oltre 215mila dosi su 274mila consegnate, pari al 78,5 per cento, con una forte accelerazione nell’ultima settimana. La prima dose di vaccino è stata somministrata al 50 per cento degli ultraottantenni e sono in corso le vaccinazioni dei pazienti fragili, contattati direttamente dalle strutture che li hanno in cura; oltre un migliaio i vaccinati negli ultimi due giorni.

Nell’Isola è attesa la consegna di 77.080 dosi entro il 31 marzo, di cui 28.080 del siero Pfizer, 13.100 Moderna e 35.900 AstraZeneca.

«La Sardegna ha impresso un’importante accelerazione alla campagna di vaccinazione anti-Covid – dichiara il presidente della Regione, Christian Solinas – a testimonianza della capacità del nostro sistema, altamente efficiente, e che sarebbe in grado di procedere ancora più velocemente se il quantitativo di dosi a nostra disposizione fosse più elevato». Nell’Isola sono ancora bloccate 13 mila dosi del siero AstraZeneca poste sotto sequestro, che continuano però, sottolinea il presidente Solinas, a essere computate fra le dosi a nostra disposizione. A oggi se la quota di questi vaccini fosse scorporata dal totale, il dato della Sardegna supererebbe l’80 per cento delle dosi inoculate su quelle ricevute. «La macchina è efficiente – prosegue il presidente Solinas – ma il vero tema resta quello del numero di vaccini distribuiti alla nostra Regione, inferiore alle aspettative e ancora troppo esiguo. Con un numero più congruo di dosi potremmo veramente immunizzare l’intera popolazione in tempi rapidi, consentendo un ritorno a una nuova normalità, con grande beneficio in termini sanitari ed economici», conclude Solinas, che ricorda anche come la Sardegna sia tra le poche Regioni ad avere immunizzato tutto il personale sanitario.

Alla Sardegna meno dosi del previsto. «Dall’inizio della campagna – dichiara l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, facendo il punto sulla distribuzione – registriamo un 5 per cento di dosi in meno consegnate alla Sardegna, rispetto al criterio di ripartizione basato sul peso della popolazione. Di tutte le dosi arrivate in Italia, l’Isola avrebbe dovuto riceverne il 2,7 per cento, ma oggi ci troviamo con una quota inferiore. Abbiamo iniziato a intaccare le scorte del 30 per cento per garantire le seconde dosi basandoci sulle prospettive di distribuzione a breve termine, ma non intendiamo esporci al rischio di vanificare il lavoro fatto finora nel caso in cui la Sardegna non dovesse ricevere abbastanza dosi».

La Regione, intanto, amplia la platea dei soggetti vaccinabili nella fase in corso. Il personale docente e non docente delle scuole statali, inclusi i supplenti, d’età superiore ai 65 anni, non affetti da gravi patologie, potranno, dal 30 marzo, aderire alla campagna di vaccinazione tramite l’apposito portale vaccinocovid.sardegnasalute.it. A partire dalla stessa data potrà manifestare il proprio consenso sulla piattaforma anche il personale docente e non docente delle scuole paritarie.

Dal 31 marzo, inoltre, sarà il turno dei cittadini nati dal 1942 al 1944 (dai 77 ai 79 anni d’età) che non soffrono di gravi patologie, che potranno quindi manifestare il proprio consenso sulla piattaforma.

Personale scolastico e over 77 registrati al portale saranno successivamente contattati per la comunicazione dell’appuntamento per la seduta di vaccinazione, che avverrà con il farmaco AstraZeneca.

«Tutti i vaccini anti-Covid oggi utilizzati sono sicuri. Purtroppo la campagna sta scontando le preoccupazioni sollevate su AstraZeneca, dove, per la Sardegna, le persone che stanno rifiutando il siero sono circa il 30 per cento. I vaccini – conclude l’assessore – sono la nostra arma più potente contro il Covid, a tutti l’invito è quello di sottoporsi alla vaccinazione. Solo così potremo tornare alla normalità nei tempi più brevi possibili».

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