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Useri (M5S): «La Regione disapplica la legge sulle barriere architettoniche»

Protocollata una mozione sull’argomento. Gli uffici comunali non possono accogliere domande di contributo per edifici costruiti dopo il 1989

Laura Useri e Federico Sias

Sassari. «Grazie alla segnalazione di un cittadino venuto a trovarci allo Sportello del Cittadino, attivato da qualche mese presso la Consulta del Volontariato Sassarese, siamo venuti a conoscenza di una grave situazione riguardante un’errata applicazione della Legge nazionale 13/89, relativa al superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche, da parte della Regione Sardegna». Lo spiega in una nota la capogruppo del M5S in Consiglio comunale Laura Useri, che racconta il caso di un disabile che non riesce a vedere riconosciuti i propri diritti. Sulla vicenda il gruppo pentastellato ha protocollato un’apposita mozione.

«La Regione, con la circolare dell’assessore dei Lavori pubblici n. 5094 del 06/02/2017 “Istruzioni per la corretta applicazione della normativa”, dispone che la domanda di contributo deve avere ad oggetto interventi su edifici privati, già esistenti alla data di entrata in vigore della L. 13/1989 (10.02.1989) e che pertanto il comune non può ammettere domande che riguardino edifici costruiti successivamente a tale data. Il cittadino disabile – prosegue Laura Useri – ha richiesto l’autorizzazione per la trasformazione di una vasca in doccia accessibile e utilizzabile con limitate funzionalità motorie e ha ottenuto risposta di diniego in quanto il lavoro si sarebbe dovuto realizzare in un immobile costruito in data posteriore al 1989, come da disposizioni inviate ai Comuni con circolare regionale di cui sopra. Tutto ciò è in netto contrasto con quanto previsto dal decreto ministeriale n. 236/89, il quale recita quanto segue: “Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale”».

«Con la mozione – conclude la capogruppo del M5S a Palazzo Ducale – si chiede quindi che il sindaco si renda portavoce, presso gli organi competenti, delle istanze di tutti i disabili che da troppi anni ormai sono vittime di questa errata applicazione normativa, precludendo agli stessi un diritto riconosciuto dalla legge».

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