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Una targa per ricordare Stefano Mario Mundula

A lui è stata intitolata la palestra del plesso scolastico di via De Carolis, storica sede dell’Istituto Professionale per il Commercio, oggi struttura del Liceo Azuni

Il figlio di Stefano Mario Mundula, Franco, e la vedova di Stefano Mario Mundula, signora Maria Antonietta, con il dirigente scolastico del Liceo Azuni, Roberto Cesaraccio

Sassari. È stata intitolata a Stefano Mario Mundula, docente, dirigente scolastico e avvocato, la palestra della sede dei corsi musicale e coreutico di via De Carolis del Liceo Azuni. Lunedì mattina, in occasione di una cerimonia alla presenza dei familiari, è stata scoperta una targa all’ingresso della struttura. Sono intervenuti i familiari del professor Mundula, tanti colleghi che lo hanno voluto ricordare, l’amministratore straordinario della Provincia Pietrino Fois, gli assessori Rosanna Arru e Antonello Sassu per l’Amministrazione comunale e altre autorità.

L’edificio di via De Carolis, oggi uno dei plessi del Liceo Azuni, è il frutto del lavoro del professor Mundula e ha ospitato fino a qualche anno fa l’Istituto Professionale per il Commercio, del quale era stato preside per ben 34 anni. Emozione insomma, non solo professionale, perché l’Istituto, dedicato a Giovanni XXIII, era una vera e propria famiglia, come ha rimarcato il dirigente scolastico Roberto Cesaraccio alla vigilia del suo pensionamento (dal 1 settembre il Liceo Azuni sarà diretto dal professor Antonio Deroma, che già negli ultimi mesi aveva assunto la reggenza). Il legame di Stefano Mario Mundula (scomparso nel 2019 a 89 anni) con il mondo della scuola è stato solido per tutta la vita, come quello per lo sport. Fu infatti anche presidente della società sportiva “Studium et Stadium” dal 1970 al 1990. E poi la politica: assessore comunale alla cultura e allo sport tra il 1985 e il 1990, in coincidenza con il secondo mandato da consigliere. Non furono meno stimolanti gli anni alla presidenza dell’Aci di Sassari, dal 1996 al 2016. Si spese con grande energia per il ritorno sugli sterrati isolani di due eventi motoristici di altissimo livello come il Rally di Sardegna e il Rally Costa Smeralda.

«Una grande parte della sua vita professionale, nonostante gli altri importanti impegni – ha ricordato Roberto Cesaraccio –, Stefano Mario Mundula l’ha dedicata alla scuola, prima come insegnante di materie giuridiche ed economiche e poi da dirigente scolastico, in oltre quarant’anni di attività che lo hanno visto sempre attento e disponibile nei confronti dei docenti, dei vari operatori scolastici e soprattutto degli alunni, molti dei quali hanno continuato ad avere in lui un punto di riferimento anche dopo aver concluso gli studi». Nella didattica come docente, e nella gestione della scuola come preside, Mundula ha portato la sua esperienza di giurista, iscritto dal 1956 all’Ordine degli Avvocati, tanto che il Consiglio dell’Ordine Forense nel 2006 gli aveva consegnato una targa in occasione dei cinquant’anni di appartenenza all’organismo di categoria, un anno dopo aver ricevuto la prestigiosa onorificenza di Cavaliere della Repubblica.

Ma l’uomo Mundula era apprezzato anche per il suo carattere aperto e ironico, tanto che sulla targa di commemorazione è stato ripreso un suo motto, riferito a se stesso ma consigliato a tutti: “Poco se mi considero, molto se mi confronto”.

Subito dopo la benedizione della targa da parte del parroco di Mater Ecclesiae don Massimiliano Salis, l’orchestra d’archi degli studenti del liceo musicale, diretta dal docente Alessio Manca, ha eseguito di Antonio Vivaldi il Concerto in sol maggiore per archi e basso continuo RV 150 e il Concerto in re maggiore RV 230 Op 3 No 9 tratto dalla raccolta L’Estro Armonico e di Edvard Grieg Due melodie elegiache per archi, op. 34, melodie che hanno accompagnato l’esibizione di alcune danzatrici del liceo coreutico coordinate dalla docente Alessandra Biancareddu.

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