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Un “Procurad’e moderare” matriarcale

Arrangiamento per coro a voci miste del brano proposto quale inno della Sardegna. Il ruolo solista è affidato ad una voce femminile

 

AntonioDeiara
Antonio Deiara

È stata la richiesta del direttore del Coro “Nova Euphonia”, Vincenzo Cossu, a spingermi verso un sentiero che speravo di poter esplorare da tanti anni: diffondere l’arrangiamento per coro polifonico a voci miste, quindi maschili e femminili, del brano proposto quale inno della Sardegna, il “Procurad’e moderare” con il testo di Francesco Ignazio Mannu e la musica popolare tratta dai “Gosos”. I Cori polifonici sardi, da non confondere con quelli “polivocali sardi” maschili o femminili, eseguono i canti della tradizione della Sardegna utilizzando elaborazioni “classiche”, cioè rispettose delle regole dell’armonia che si studia in Conservatorio. L’effetto, all’orecchio dell’ascoltatore, risulta gradevole ed accattivante; non posso dimenticare che, negli anni Ottanta, la neonata “Biennale Ozieri” per cori tradizionali sardi si dovette confrontare con il pregiudizio dei maestri che concepivano la polivocalità sarda “nobilitata” da inserti sempre più numerosi estrapolati dalla polifonia classica. Secondo costoro, bisognava “correggere” gli “errori ritmici e armonici” dei canti della tradizione della Sardegna.

Lo spartito e l’mp3 allegati al presente scritto nascono seguendo tre linee guida: 1. rispetto della metrica, del ritmo e della musicalità della lingua sarda; 2. impiego delle strutture armoniche proprie del canto polivocale sardo senza stravolgere l’equilibrio delle voci del coro polifonico classico; 3. scelta del solista adatto a “declamare in musica” i versi del Mannu. Quest’ultimo elemento si è rivelato importantissimo: il solista, che nel mio arrangiamento originario ha la funzione di “guidare” il coro nei cambi di tonalità non rispettosi delle regole dell’armonia classica (s’asciàda e s’abbasciàda), in questa nuova versione è stato affidato ad una voce femminile, ad un contralto. La voce intonata della donna guida il coro così come la voce prosodica della “mater familias”, peculiare della cultura sarda, regge con mano ferma il timone della famiglia nelle tempeste piccole e grandi della vita quotidiana. I versi di Francesco Ignazio Mannu assumono una nuova connotazione dal gusto antico: non fu la voce di una donna, Eleonora d’Arborea, a dettare ai sardi regole comuni? Non furono le parole scritte di un’altra donna, Grazia Deledda di Nuoro, a dar voce ai sardi del suo tempo? Non risuonarono nel mondo le melodie di Sardegna grazie alla voce di Maria Carta di Siligo?

L’arrangiamento del “Procurad’e moderare”, costruito sulla linea melodica codificata da Gian Battista Ledda, docente del Conservatorio “Luigi Canepa” di Sassari, e che mi onoro di firmare insieme ad un giovane laureato proveniente dallo stesso Conservatorio, Silvio Bossi, è adatto a tutti i cori, quelli dal grande organico e dalla lunga esperienza e quelli nati da poco tempo ma ricchi di entusiasmo e voglia di costruire un grande futuro. Auspico che il brano proposto come inno della Regione Sardegna, “Procurad’e moderare”, possa essere cantato senza difficoltà tecniche dai cittadini di ogni età della nostra Isola, secondo lo stile preferito; l’importante è non dimenticare che la lingua sarda e le varietà alloglotte possiedono una metrica, un ritmo e una musicalità uniche al mondo. Non abbiamo bisogno di alcuna forma di “colonialismo musicale”.

Antonio Deiara

A questo link è possibile ascoltare l’mp3 e leggere lo spartito in pdf: http://www.antoniodeiara.it/pubblicazioni-articoli/166-il-%E2%80%9Cprocurad%E2%80%99e-moderare%E2%80%9D-matriarcale.html

 

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