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Un consiglio comunale su energia e metano

Lo richiede il gruppo del Pd a Palazzo Ducale. Fabio Pinna (primo firmatario dell’ordine del giorno): «Poniamo fine a questa ennesima situazione di stallo»

Sassari. «È giunto il momento di porre fine a questa ennesima situazione di stallo che si registra in questi giorni nella vertenza sull’Energia in Sardegna». Il gruppo consiliare del Pd a Palazzo Ducale ha presentato un ordine del giorno, primo firmatario Fabio Pinna, insieme a Giuseppe Masala, Giuseppe Mascia e Carla Fundoni. «Regione, amministrazioni comunali, sindacati e associazioni di categoria hanno già espresso la propria posizione, chiara ed unanime, nel corso delle riunioni convocate al Mise per affrontare la “cessazione dell’uso del carbone per la produzione di energia elettrica – Centrali termoelettriche di Fiumesanto e del Sulcis». Ora i territori della Sardegna devono fare altrettanto, facendo sentire la propria voce e rivolgere un appello unanime al Governo perché dia il via libera a quanto atteso da troppo tempo. Perché la Sardegna non può più sopportare l’attuale gap che registra con il resto del Paese e l’Europa in termini di competitività, compromessa dall’elevato costo dell’energia attualmente sostenuto dal sistema produttivo sardo. Perché raggiungere la perequazione delle tariffe per gli utenti sardi, discriminati e penalizzati rispetto al resto d’Italia, è da ritenersi un vero atto di giustizia, seppur tardivo. Perché non si può non essere preoccupati per la sorte e il futuro di 158 unità lavorative dirette e 150 indirette per la centrale Enel di Portoscuso e 200 unità lavorative dirette e 200 indirette per la centrale Ep di Fiume Santo. Ecco perché riteniamo che anche i consigli comunali della Sardegna debbano approvare un ordine del giorno come quello che proponiamo per il Consiglio di Sassari, per rafforzare e sostenere politicamente la posizione assunta fin qui da regione, comuni e sindacati».

 

 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI SASSARI

ORDINE DEL GIORNO
Dei Consiglieri Fabio Pinna, Giuseppe Masala, Giuseppe Mascia, Carla Fundoni

CESSAZIONE DELL’USO DEL CARBONE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA E SOSTEGNO ALL’USO DEL METANO IN RETE QUALE INFRASTRUTTURAZIONE INDISPENSABILE PER IL FUTURO SISTEMA ENERGETICO DELLA SARDEGNA

PREMESSO
Ø  Che a dicembre 2019, l’Italia ha inviato alla Commissione Europea il Piano Nazionale Integrato per l’Energia ed Clima (PNIEC) dopo oltre un anno di elaborazione per adeguarlo alle Linee Giuda emanate da Bruxelles, confermando l’obiettivo del 30% di consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili entro il 2030 e si pone un importante traguardo: RICORRERE AD ENERGIE PULITE COME ALLEATE PER UNA RICONVERSIONE INDUSTRIALE ED ECOLOGICA DEL NOSTRO PAESE.

Ø  Che il PNIEC dedica un significativo spazio alla Sardegna con un esplicito riferimento alla Phase out dal carbone avendo l’Isola due Centrali Termoelettriche alimentate con il combustibile fossile, il cui utilizzo deve cessare entro il 2025.

Ø  Che il PNIEC, nella parte che interessa la Sardegna, si esprime chiaramente sul futuro energetico dell’Isola, strettamente legato all’addio al carbone, stabilendo la necessità di una perequazione delle tariffe per gli utenti sardi che dovranno essere collegati alla nuova Rete di distribuzione Italgas e al resto d’Italia. Lo stesso documento, nell’aggiornamento finale prima dell’invio a Bruxelles, apre alla realizzazione della dorsale sarda per il metano (progetto Snam‐Sgi), previa verifica dei costi benefici.

Ø  Che, dopo il deposito del PNIEC, vista l’importanza strategica per il futuro Energetico della Sardegna connesso al Phase out dal carbone, il Governo e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno aperto un tavolo di confronto che vede coinvolti Istituzioni locali, Sindacati, Società produttrici di energia elettrica localizzate in Sardegna e Associazioni Ambientaliste, con all’ordine del giorno la “Cessazione dell’uso del carbone per la produzione di energia elettrica – Centrali termoelettriche di Fiumesanto e del Sulcis”.

Ø  Che durante le interlocuzioni fin qui avute per arrivare al Phase out dal carbone, al tavolo si sono registrate due posizioni distinte che vedono, da un lato, il Governo, rappresentato dalla Sottosegretaria di Stato Ing. Alessandra Todde, orientato a perseguire la strada del “Triterminale”(il nuovo cavo Sicilia‐Sardegna‐Continente) mentre, all’opposto, R.A.S, Comuni interessati e Sigle Sindacali, compattamente determinati ad ottenere il definitivo via libera per la realizzazione della rete del metano da utilizzare per scopi industriali e civili quale unica via certa, vantaggiosa nel rapporto costi‐benefici, con tempi di realizzazione decisamente più brevi rispetto all’impianto del “Triterminale” e perfettamente in linea con gli obiettivi del PNIEC;

Ø  Che si ritiene la prima posizione, quella attualmente sostenuta della Sottosegretaria di Stato, puramente ideologica, con tempi per la realizzazione dell’infrastruttura incompatibili con le moderne esigenze di sviluppo della Sardegna, incapace di rispondere alla richiesta di certezze formulata dai produttori di energia che devono investire nella conversione degli impianti delle termo centrali di Fiume Santo e Portoscuso e che mette a serio rischio l’attuale livello occupazionale del settore e dell’idotto (che ricordiamo essere di 158 unità dirette e 150 indirette per la centrale Enel di Portoscuso e 200 unità dirette e 200 indirette per la centrale Ep di Fiume Santo);

Ø  Che la seconda posizione, sostenuta da R.A.S, Comuni interessati e Sigle Sindacali, risulta invece più chiara e pragmatica, la strada più breve valutando i tempi di realizzazione della infrastruttura, economicamente vantaggiosa, compatibile con la tutela dell’ambiente e, soprattutto, capace di mantenere l’attuale carico occupazionale oggi garantito dalla produzione di energia elettrica da combustile fossile;

CONSIDERATO
Ø  Che la Sardegna non può più sopportare l’attuale gap che registra con il resto del Paese e l’Europa in termini di competitività, compromessa dall’elevato costo dell’energia;

Ø  Che il Sistema Paese deve perseguire in tempi rapidi gli obiettivi del PNIEC, senza che la Sardegna sia per l’ennesima volta esclusa o danneggiata da scelte miopi e scollegate dal quadro d’insieme Nazionale;

Ø  Che, in particolare, si ritiene strategico per le politiche di sviluppo della Sardegna, soddisfare nel più breve tempo possibile la necessità di garantire una perequazione delle tariffe per gli utenti sardi e quelli del resto del Paese, ottenibile solo se collegati alla nuova Rete di distribuzione Italgas e al resto d’Italia;

PRESO ATTO
Ø  Che in data 31 gennaio 2020 si è tenuta presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico l’ultima riunione con all’ordine del giorno “Cessazione dell’uso del carbone per la produzione di energia elettrica – Centrali termoelettriche di Fiumesanto e del Sulcis.

Ø  Che all’incontro, convocato dalla DIREZIONE GENERALE PER L’APPROVVIGIONAMENTO, L’EFFICIENZA E LA COMPETITIVITÀ ENERGETICA del MISE, erano presenti: REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA‐ASSESSORATO DELL’INDUSTRIA, COMUNE DI PORTOSCUSO, COMUNE DI SASSARI, COMUNE DI PORTO TORRES, SOCIETÀ TERNA SPA, ENEL S.P.A., EP PRODUZIONE SPA, INVITALIA, FILCTEM‐CGIL, FLAEI CISL, FEMCA CISL, UILTEC, UGL ‐ FEDERAZIONE NAZIONALE CHIMICI, USB – LAVORO PRIVATO, CISAL FEDERENERGIA, LEGAMBIENTE, WWF ITALIA, ITALIA NOSTRA, GREENPEACE;

Ø  Che, durante il confronto, le Società Enel SpA per Portoscuso ed Ep Produzione SpA per Fiume Santo (attuali proprietarie degli impianti che producono energia in Sardegna) chiedono al Governo di avere le medesime certezze al fine di prepararsi al Phase out dal carbone fissato per il 2025, avviare la progettazione per il revamping delle rispettive centrali, approntare i rispettivi piani industriali futuri e rispondere alla domanda dei Sindacati preoccupati per la tutela dell’attuale carico occupazionale diretto ed indiretto sostenuto dal settore della produzione di energia;

Ø  Che l’incontro, dopo oltre 4 ore di confronto fra le parti, invece che essere risolutivo ha fatto registrare l’ennesima fase di stallo, con il Governo che ancora rimanda la decisione a data da destinarsi;

Tutto ciò premesso e considerato
 Il Consiglio Comunale di Sassari sostiene:

1.       Che la Sardegna non può più sopportare l’attuale gap che registra con il resto del Paese e l’Europa in termini di competitività, compromessa dall’elevato costo dell’energia attualmente sostenuto dal sistema produttivo sardo;

2.       Che valuta dannoso per la Sardegna rimandare, ancora una volta, ogni decisione in merito alla vertenza Energia a data da destinarsi;

3.       Di ritenere strategico per la Sardegna allacciare l’Isola alla nuova Rete Nazionale Italgas al fine di raggiungere in tempi certi e rapidi l’attesa perequazione delle tariffe per gli utenti sardi;

4.       Che la realizzazione del metanodotto sardo progettato da Snam‐Sgi rappresenta la soluzione che risponde in maniera adeguata:

a)      alla valutazione costi‐benefici richiesta dal PNIEC;

b)      alle Società produttrici di energia operanti in Sardegna, che chiedono tempi certi in merito alle scelte strategiche che il Governo dovrà prendere così da avviare la stesura dei rispettivi piani industriali;

c)       Ai lavoratori del comparto Energetico e dell’indotto, (che ricordiamo essere di 158 unità dirette e 150 indirette per la centrale Enel di Portoscuso e 200 unità dirette e 200 indirette per la centrale Ep di Fiume Santo) le cui preoccupazioni sul loro futuro sono state ben rappresentate, in maniera univoca e compatta, dalle sigle sindacali che li rappresentano;

e pertanto chiede, al Governo e alla R.A.S di abbandonare ogni indugio e aderire alla richiesta che arriva da tutti i territori della Sardegna e dalle parti sociali approvando celermente il Phase out dal carbone, dichiarando strategico per la Sardegna il passaggio all’uso del metano per scopi energetici e dare il via libera alla realizzazione della dorsale sarda.

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