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Udu: Cardiologia, Scuola di specializzazione a rischio

Anche l’Unione degli Universitari di Sassari manifesta preoccupazione e sostiene la posizione degli specializzandi. Gravissime le ripercussioni di un’eventuale chiusura

Sassari. Pochi giorni fa è stato reso pubblico un comunicato stampa degli allievi della Scuola di Specializzazione di Cardiologia di Sassari riguardante il rischio chiusura della stessa. L’Unione degli Universitari di Sassari ritiene di dover esprimere la preoccupazione dei propri rappresentanti degli studenti, che, a sostegno della posizione espressa dagli specializzandi, reputa gravissime le ripercussioni di un’eventuale chiusura della scuola, sia sulla compagine studentesca che sui servizi assistenziali ad essa legati.

Infatti – scrive in una nota stampa Giovanni Sotgiu, coordinatore UDU Sassari –, la Scuola di Cardiologia rappresenta un’eccellenza nella formazione post lauream dell’Ateneo turritano. Infatti, chi accede ai pochissimi posti disponibili può usufruire di buone strutture, una strumentazione all’avanguardia e docenti estremamente preparati (qualità confermate dai numerosi riconoscimenti ottenuti). La possibile chiusura della scuola rappresenta non solo per gli specializzandi, ma anche per le e gli studenti di medicina, un’eventualità che impoverisce gravemente il sistema della formazione medica a Sassari; gli studenti che volessero intraprendere questo percorso saranno costretti a farlo presso altri Atenei. Questi futuri specialisti saranno difficili da riattrarre per il nostro territorio, e si rischierà quindi di lasciare scoperto un importante ambito dell’assistenza medica.

La popolazione del Nord Sardegna ha già avuto modo di preoccuparsi, anche recentemente, delle criticità della sanità sassarese. Una chiusura della scuola rappresenterebbe un ulteriore allarme per i cittadini; infatti, come già fatto notare dagli specializzandi, si avrebbe una forte carenza nei servizi assistenziali di questo tipo. Viene quindi spontaneo chiedersi se, in una situazione che ha già una possibile soluzione, di cui si è a conoscenza da tempo e che già vedeva il nostro rettore e il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera impegnati in un dialogo, non sia il caso di accelerare i tempi nel prendere le decisioni di rispettiva competenza per non lasciare scoperto un settore fondamentale come quello della cardiologia.

È infatti proprio questo che ci lascia più sgomenti e amareggiati: la situazione che solo ora è stata portata all’attenzione di studenti e non, è in realtà immobile da più di un anno e mezzo, quando fu emanato il decreto interministeriale recante gli standard necessari per le scuole di specializzazione, che richiederebbe nel nostro caso che la struttura complessa di Cardiologia Clinica e Interventistica passasse dalla direzione ospedaliera a quella universitaria, attraverso una modifica dell’atto aziendale che regola i rapporti tra azienda ospedaliera e Uniss.

Per i motivi sopracitati – conclude Giovanni Sotgiu –, ribadendo la nostra assoluta contrarietà all’immobilismo che ha colpito le rispettive amministrazioni nella mancata modifica, ci uniamo alla richiesta fatta dagli specializzandi di un provvedimento immediato che garantisca la sopravvivenza di una delle più rinomate scuole di specializzazione dell’ateneo turritano.

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