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Turismo, stagione estiva sotto esame

Indagine condotta presso le aziende aderenti al Consorzio del Golfo dell’Asinara. Trasporti, lavoro, burocrazia: tutti rimandati a settembre

Gli esami nelle scuole sono finiti ed iniziano quelli della stagione turistica estiva ancora in corso. Gli operatori turistici del Golfo dell’Asinara si sono adoperati da tempo per predisporre l’apertura delle rispettive aziende in tempo di Covid 19 mettendo a dura prova la propria capacità organizzativa, professionale ed economica per arrivare in tempo all’inizio delle attività. Lo sforzo è stato importante ma l’obiettivo era a portata di mano e non lo si poteva mancare.

Da un’indagine condotta presso le aziende aderenti al Consorzio del Golfo dell’Asinara emergono alcune considerazioni importanti che influiscono in maniera decisiva sulla economia aziendale e sulla evoluzione del turismo della ricettività e della ristorazione di questa stagione. Forse per la prima volta, quest’anno si assiste ad una penuria considerevole di forza lavoro. Gli operatori sono alla continua ricerca di collaboratori, soprattutto nel settore della cucina, della sala ristorante, del bar, ma anche in altri ambiti lavorativi. Anche l’istituto del part-time viene rifiutato.

Sembra che la causa di tutto ciò – spiega in una nota il presidente del Consorzio, Gianni Russo – sia da attribuirsi al cosiddetto “reddito di cittadinanza”, provvedimento del governo italiano messo in campo per dare sostegno alle categorie più deboli, in tempi di epidemia da virus, e che ha avuto, come effetto secondario, ma non per questo meno importante, la indisponibilità dei percipienti tale reddito a trovare collocazione presso le aziende vista la differenza minima fra ciò che percepiscono attualmente e ciò che percepirebbero lavorando sotto contratto. A questo riguardo, occorre sfatare, la voce ricorrente che attribuirebbe agli operatori commerciali la responsabilità di ciò che accade. Va detto, una volta per tutte, che ciò accade nel pieno rispetto delle norme di contratto nazionale del lavoro e che gli imprenditori nulla hanno a che vedere con questi “fenomeni distorsivi”, del mercato del lavoro. Inoltre, ci pare inammissibile che lo stato ricorra allo strumento del reddito di cittadinanza attingendo al fondo pensioni dei lavoratori, fondo che ha ben altre finalità. Sarebbe più opportuno che lo stato reperisse altrove i fondi da destinare al sostegno della povertà e che le associazioni imprenditoriali e dei lavoratori vigilassero con più attenzione e determinazione su questi temi. La scarsità di manodopera, fa pensare ad una revisione totale dell’approccio a questo elemento vitale per le aziende. Vengono proposte soluzioni che mirano a puntare, in maniera decisiva e consistente, sulla formazione della forza lavoro. Si chiede il coinvolgimento dei comuni e della regione affinché vengano predisposti piani a sostegno di una formazione mirata per il turismo. Facciamo crescere i nostri collaboratori insieme a noi, solleviamo l’asticella della preparazione professionale e della qualità dei servizi che si andranno a rendere.

Uno degli aspetti che emergono dall’indagine, riguarda la lentezza della burocrazia degli enti pubblici. Il Fondo Resisto, avviso pubblico a sportello per la concessione di sovvenzioni a favore delle imprese e dei lavoratori autonomi, per favorire la permanenza al lavoro e la ricollocazione dei lavoratori coinvolti in situazioni di crisi, per sostenere e/o salvaguardare l’occupazione, pare vada molto a rilento. Le graduatorie vengono stilate molto lentamente e le aziende faticano, in attesa dei provvedimenti, ad andare avanti.

Quanto all’andamento degli arrivi e delle prenotazioni turistiche, l’indagine mette in evidenza che, mentre nel mese di giugno si è registrato un meno 50% rispetto allo stesso mese del 2019, nei mesi di luglio e agosto si registra un meno 10%-20% nelle prenotazioni, ma permane un certo ottimismo sul recupero sotto data.

La clientela, al momento è prevalentemente italiana, fatta eccezione per alcune strutture che lavorano esclusivamente con l’estero. Si prevede comunque, per i mesi di luglio e agosto, un recupero nelle prenotazioni dai paesi esteri.

Nel contempo, si osserva una maggiore ricerca, da parte della clientela, di luoghi più piccoli e di eccellenza e questo aspetto riguarda, in parti uguali, sia la clientela italiana che quella estera.

Il problema dei problemi rimane, comunque, sempre quello dei trasporti. Il caro prezzi delle navi di questi ultimi giorni è sotto gli occhi di tutti e ciò non giova certamente all’andamento positivo della stagione. Non solo, ma si rischia che diventi un messaggio negativo anche per il futuro. A questo riguardo, gli operatori turistici chiedono a gran voce che si vigili sui trasporti e che si mettano in campo risorse regionali che vadano nella direzione giusta per ridurre questo onere, che rappresenta una vera tassa in più, che i turisti devono pagare per raggiungere la Sardegna. Ricordiamo a chi ci governa e che ha il compito di programmare le iniziative e le attività che favoriscono la crescita del turismo, con tutti i risvolti di tipo economico che ne derivano e che vanno a ripercuotersi sul Pil regionale, di adoperarsi in maniera energica e significativa per ridurre l’handicap che ci distingue rispetto ai nostri competitors turistici del Mediterraneo e non solo.

Dando uno sguardo al futuro prossimo e alle cose da fare, gli operatori suggeriscono di investire adeguatamente, per il 2022, sui trasporti, sugli eventi e sulla comunicazione, anche attraverso l’utilizzo dei social network che stanno rappresentando, sempre di più, un canale di conoscenza e sviluppo rapido ed immediato.

Ci rivediamo agli esami di riparazione di settembre.

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