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Treno della Memoria, Sassari non c’è

L’Amministrazione comunale è sempre stata presente. Per la prima volta, quest’anno, non ha partecipato. Interpellanza del Pd, prima firmataria Carla Fundoni

Sassari. Per la prima volta l’Amministrazione comunale di Sassari non ha partecipato al progetto “Treno delle Memoria”, che ogni anno ricorda la tragedia dello sterminio ad opera dei nazisti di milioni di ebrei, zingari, omosessuali, testimoni di Geova e oppositori politici e di tutti quegli altri soggetti etichettabili dall’ideologia nazista come “diversi”. Quali sono i motivi della mancata presenza del Comune? È quanto chiedono con una interpellanza i consiglieri comunali del Pd, prima firmataria Carla Fundoni.

Il Progetto Treno della Memoria nasce nel 2004 dalla profonda convinzione che la costruzione di una cittadinanza attiva e consapevole non possa prescindere dalla conoscenza della Storia e della memoria dei momenti che hanno cambiato il volto dell’Europa in cui viviamo e dall’ascolto delle testimonianze dei protagonisti di questi cambiamenti. Non c’è dubbio che i fatti avvenuti ad Auschwitz, massima e più terribile espressione dell’odio e della discriminazione, rappresentino in questo senso uno snodo storico fondamentale. Lo sterminio di milioni di ebrei, zingari, omosessuali, testimoni di Geova e oppositori politici – e di tutti quegli altri soggetti etichettabili dall’ideologia nazista come “diversi” – rappresenta ad oggi il punto più basso toccato dalla civiltà occidentale. Un massacro paragonabile a pochi altri eventi della storia dell’umanità, reso ancor più terribile dalla sua razionale organizzazione e dalla sua vicinanza.

Carla Fundoni (Pd)

Colpisce il fatto che una così grande tragedia si sia potuta consumare nell’indifferenza generale. Se è vero che la spirale di odio, violenza e discriminazione che travolse l’Europa affondò profondamente le proprie radici nella subdola azione della propaganda, nel rapporto malato tra masse e leader carismatici, bisogna riconoscere che fu la scelta di non vedere e non capire quello che stava succedendo a rendere possibile la costruzione di un luogo come Auschwitz, simbolo stesso dello sterminio.

La costruzione di una nuova dimensione della cittadinanza, consapevole e impegnata, non può che partire dalla riflessione sull’indifferenza e sulle scelte individuali che resero possibile la barbarie.

All’obiettivo primario del progetto, che è quello di creare una rete di giovani che vivano i maniera attiva la vita della loro comunità, educandoli all’importanza della partecipazione, se ne lega quindi strettamente un secondo: quello di educare i giovani alla conoscenza della Storia, della Memoria e delle Testimonianze. In un momento in cui un intero patrimonio di ideali e sofferenze rischia di andare perduto con la progressiva e inesorabile scomparsa dei testimoni diretti, il “passaggio di testimone” tra vecchie e nuove generazioni diventa uno snodo fondamentale per costruire una società migliore a partire da un tragico fallimento della natura umana.

Ultimo passaggio è quello dell’Impegno: se infatti conoscenza e partecipazione possono essere le molle che spingono il ragazzo a diventare protagonista della vita della propria comunità, è nell’impegno quotidiano che queste idee trovano la loro sostanza.

Il Treno della Memoria è uno spazio di conoscenza, un viaggio che va dalla Storia alla Memoria, dalla Testimonianza all’Impegno. Il Comune di Sassari fino all’anno scorso, si è reso sempre partecipe e promotore, per i giovani tra i 18 e 25 anni, di questa importante iniziativa. Il progetto “Viaggi della memoria” gode del riconoscimento dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, del patrocinio del Parlamento europeo, della Camera dei Deputati e del Ministero per le Politiche giovanili.

Alla luce di quanto sopra riportato, si chiede al Sindaco e all’Assessore di competenza, le motivazioni che hanno portato questa amministrazione a non presenziare, da quest’anno, a questo importante progetto.

Carla Fundoni, Giuseppe Masala, Fabio Pinna e Giuseppe Mascia

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