Algherosalute

Torna la Giornata della prevenzione dei tumori del cavo orale

Venerdì 1 aprile la seconda edizione. Screening gratuito all’Ospedale Civile di Alghero

 

 

layout_locandina_A3_mattina.inddSassari. Dopo il grande successo della prima edizione, venerdì 1 aprile ritorna la 2° Giornata della prevenzione AOOI dedicata alla diagnosi precoce dei tumori del cavo orale organizzata dagli specialisti AOOI – Associazione Otorinolaringologi Ospedalieri Italiani, con il patrocinio del Ministero della Salute, della Società di Chirurgia Maxillo Facciale e del Collegio dei Docenti Universitari di Odontostomatologia. All’iniziativa partecipa l’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Civile di Alghero. Nella mattinata di venerdì 1 aprile dalle 10 alle 13 sarà possibile partecipare allo screening gratuito presso l’ambulatorio del reparto diretto da Sebastiano Carboni per fare chiarezza sulle possibili malattie del cavo orale e valutare il proprio stato di salute. Sono molti e diffusi, infatti, i fattori che possono provocare l’insorgenza di tumori del cavo orale, ma la prevenzione può essere un’ottima alleata.

Dall’istantanea effettuata a livello nazionale durante la prima edizione, è emerso che il 33% dei pazienti rischia questo genere di tumori a causa del tabagismo, il 16,4% per microtraumi delle mucose, il 12,3% per cattiva igiene orale, il 7,9% per una dieta povera di frutta e verdura, il 7,1% per alcolismo, il 6,6% per una eccessiva esposizione al sole, il 3,9% per il virus del Papilloma e il 3,5% per l’eruzione cutanea Lichen ruber planus. Fattori molto diffusi tanto che tra i pazienti visitati nel corso della mattinata, si è riscontrato l’11,9% di patologie evidenti e che al 19,3% sono state consigliate visite di approfondimento. Il tumore del cavo orale, infatti, presenta 12 nuovi casi all’anno ogni 100mila abitanti e ha un picco di massima incidenza intorno ai 50-60 anni di età. Non a caso i circa 7.000 pazienti visitati nella precedente edizione, avevano un’età media di 58,9 anni e per il 52% erano donne.

«La prevenzione, soprattutto in una società come la nostra, sempre più esposta a stress e a cattive abitudini di vita, può fare davvero la differenza», spiega Sebastiano Carboni.

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