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Ti racconto una sedia

La mostra-progetto ideata dall’artista Vittoria Nieddu approda ad Arzachena, nella sala delle Cantine Surrau sino a fine novembre

SediaCantineSurrau6Arzachena. Resterà aperta al pubblico sino a fine novembre la mostra-progetto “Ti racconto una sedia”, ideata dall’artista Vittoria Nieddu, che giunge nella sala esposizioni delle Cantine Surrau nel territorio del comune di Arzachena dopo aver toccato La Maddalena e Nule. “Ti racconto una sedia” è un progetto fortemente identitario che, attraverso un oggetto solo apparentemente anonimo, si propone di valorizzare la nostra terra di Sardegna esaltandone la cultura, le tradizioni e vieppiù le eccellenze, riducendo le distanze tra zone costiere ed entroterra. In questa terza esposizione è stata integrata la settima sedia degli artisti Pierpaolo e Michele Marche che, con la loro creazione in granito hanno arricchito il carico artistico del progetto. La serata di inaugurazione è stata arricchita dallo scrittore Giampaolo Cassitta, che con la sua splendida penna ha donato storia e preziosità ad ogni singola sedia. Artisti partecipanti Antonella Canu, Roberto Curotto, Valeria Masala, Michele Mura e Antonella Muresu. La prossima tappa si terrà a Sorso, presso il prestigioso Palazzo Baronale che vedrà protagoniste le sette cantine del territorio e si arricchirà con gli artisti Antonello Roggio e Angelo Maggi con le loro sedie narranti.

«Sospesi tra la terra e il cielo; la sedia è trono dei Re e sgabello del buffone di corte… ci racconta storie di vita e storie di morte: rappresenta forse la vita stessa». Così Giampaolo Cassitta descrive ed esalta “Ti racconto una sedia” un progetto ideato da Vittoria Nieddu che, dopo le tappe di La Maddalena e Nule nel 2018, prosegue il suo percorso itinerante sino a fine novembre in Arzachena presso la sala esposizioni delle Cantine Surrau ed il 20 dicembre 2019 sino al 27 dicembre in Sorso presso la suggestiva e prestigiosa sede del Palazzo Baronale.

Con Vittoria Nieddu, Antonella Canu, Michele Mura e Antonella Muresu, tutti artisti originari di Ossi e poi Valeria Masala da Nule, Roberto Curotto da Lavagna ed i “nuovi acquisti” Pietro Paolo e Michele Marche, padre e figlio, originari di Nule, ormai trapiantati in Arzachena, Antonello Roggio di Sorso ed Angelo Maggi, notissimi pittori della nostra isola.

Un progetto identitario, ma, al tempo stesso, divulgativo della storia, della cultura, delle tradizioni della nostra isola nel connubio indissolubile tra il mare, la costa e le zone interne con l’obiettivo di rendere “una” la nostra terra e di congiungerne i poli, solo apparentemente opposti, per poi varcare il mare sino a raggiungere e contagiare il “continente”, un filo sottile che lega i disegni della vita e dell’identità.

Con le tappe di Arzachena e Sorso si coniugheranno, ancora una volta, realtà e culture profondamente differenti.

“Ti racconto una sedia” è proprio questo; sei artisti iniziali, che, nelle tappe successive alle prime diventeranno sette, otto, poi dieci, dodici; ogni volta due paesi e due realtà così, apparentemente, “lontani” tra loro che si avvicineranno, mantenendo ciascuno la propria vocazione, ritrovando nella terra di Sardegna, rappresentata dalla sedia, il luogo di incontro, di dialogo, di scambio di e tra concetti profondi da esportare, divulgare, e condividere. Un modo come un altro per utilizzare uno strumento semplice e complesso nello stesso tempo: utilizzato per narrare e ascoltare, giocare e contemplare. Uno strumento che è cultura dei popoli, luogo d’incontri e di avvicinamenti. La sedia serve a raccogliere le parole e i silenzi, ad unirli e plasmarli, a camminare sulla cresta della vita, con leggerezza e con sincerità.

La mostra-progetto già arricchita ed impreziosita dai tappeti provenienti dal Museo del Tappeto Tradizionale di Nule e presentata attraverso un reading di Giampaolo Cassitta, padrino della manifestazione, che, nelle due occasioni, racconterà il connubio abbinando a ciascuna sedia un vino diverso caratterizzante le realtà territoriali nelle quali ci si troverà. Il vino rappresenta un modo per unire le culture contadine e identitarie: la vigna, i colori dell’uva, il miracolo di un mosto che attraverso intrecci sottili diventa vino. La sedia e il vino diventano la fusione di un amore per la contemplazione, per l’allegria, per il gusto di stare insieme intorno ad un tavolo con diversi tipi di vino e molte forme di sedie. Quella diversità di uvaggi, quella differenza di legni e corde costruiscono la bellezza della casa, dell’aia colorata, dell’orizzonte colmo di opportunità. Per apprezzare la vita si beve seduti osservando la voglia di esserci. Il vino e la sedia sono racconto tra la fantasia dei gesti e la realtà della vita.

Dopo La Maddalena e Nule si approda appunto ad Arzachena e Sorso per poi proseguire, in altre località dell’Isola secondo la consueta formula del “gemellaggio”, per poi varcare il mare per raggiungere la Liguria ed infine Roma.

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