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Tende in piazza fa il bis

Sabato 22 maggio ancora in piazza d’Italia. Insieme (per ricominciare) a Tazenda, Pino e gli Anticorpi, Beppe Dettori, Maria Giovana Cherchi e tanti altri

Sassari. Il comitato “Tende In piazza” riparte dal successo della manifestazione messa in campo 19 giorni fa a Sassari, in piazza d’Italia. Il nuovo appuntamento con la manifestazione “Tende in Piazza bis – Insieme per ricominciare” è fissato per le 16 di sabato prossimo 22 maggio. Riparte da “Tende in piazza bis – Insieme per ricominciare”. Insieme ai Tazenda, Benito Urgu e Pino e gli Anticorpi, ai Train To Roots e Beppe Dettori, Maria Giovanna Cherchi, Maria Luisa Congiu, Istentales, Tressardi, Claudia Aru. E ancora Lello Fadda, Creuza de Ma, Puro Malto due terzi, Davide Caddeo con coppia del gruppo folk Bonorva, Davide Caddeo con Franco Denanni, Gianni Denanni e Nino Manca, Laura Spanu, Daniele Monachella, Luca Tilocca, Francesca Sassu, Daniele Deiana, Brinca, Giuseppe Masia, il Conservatorio di Sassari con Francesco Fadda (violino), Samuele Cossu (violino), Francesca Tedde (viola) e Alessandro Dore (violoncello), Senza Base e Unidos.

Cambiando l’ordine dei fattori, l’obiettivo non cambia. Titolari di partita IVA e dipendenti, insieme. Persone appartenenti a tutte le categorie produttive e di settore. Lavoratori e datori di lavoro “andranno a braccetto. Una cosa bella e rara che ha un suo peso specifico e fa la differenza”.

«Una protesta, condivisa. Una protesta che se civile e rispettosa delle regole e dell’opinione altra, ha senso di esistere. Ha diritto di essere. Ha il compito di stimolare i dibattito, di ribadire il concetto e di ripetersi dando forma nuove forme di civile e rispettoso manifestare. Chiediamo che sia posta l’attenzione su tre punti essenziali: possibilità di lavorare con continuità nel rispetto delle prescrizioni anti Covid-19; ristori e cassa integrazione concessi ed erogati in misura più congrua e in tempi più rapidi, abolizione del coprifuoco».

Ancora a Sassari. Ancora in piazza d’Italia. Le attività si concluderanno per le ore 22. Protagonisti sulla scena saranno ancora una volta i rappresentanti delle varie categorie maggiormente penalizzate a causa delle restrizioni. Ci saranno ristoratori, baristi, parrucchieri, gestori e istruttori di palestre, titolari di attività commerciali, operatori culturali, addetti alla sicurezza dei locali notturni, cabarettisti, attori, musicisti, gestori e istruttori delle scuole di ballo e musica, tecnici del suono e delle luci. «Sì perché anche la Cultura e l’arte sono state colpite dalla pandemia che tutto ha messo in pausa, in attesa di poter tornare a sollevare responsabilmente sipari e volumi delle casse, di poter mettere in play il quotidiano vivere, suonare, recitare, cantare, raccontare».

E proprio il mondo della Cultura e dell’arte, in tante delle sue più floride espressioni, sarà presente (dal vivo, in collegamento streaming o anche con un contributo video) il 22 maggio al fianco dei manifestanti. Le Forze dell’Ordine hanno richiesto agli organizzatori di adottare tutte le misure e prescrizioni legate allo svolgersi di un concerto – a livello di gestione sicurezza e in contrasto al Covid-19 – con il Comitato ad adeguarsi pur «ribadendo con la massima serenità che si tratta di una manifestazione, e non di un concerto. Di un evento che rientra quindi fra quelli previsti dall’articolo 21 della Costituzione secondo cui tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. In tale senso, quindi, un artista può lecitamente manifestare il suo disagio mettendo in piazza la sua arte, senza che questa esternazione debba necessariamente essere classificata come concerto. Accettiamo comunque le regole, ovviamente».

Una manifestazione che poggia sul principio del massimo e assoluto rispetto dei distanziamenti, dall’imprescindibile utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, dal rispetto delle norme e delle prescrizioni anti Covid-19.

«Gli artisti racconteranno in parole e musica questi 14 mesi di pandemia e di condivisa sofferenze, ognuno sfruttando il suo linguaggio e secondo il suo sentito. Fra un momento e l’altro parleranno titolari e dipendenti delle attività coinvolte: faremo capire, tutti, che non si può continuare così. Faremo capire, tutti ma con grande garbo e senso di responsabilità, che è indispensabile un cambio di marcia. Gli interventi saranno concordati e programmati in modo da dare voce a tutti i settori. Ognuno avrà la libertà di raccontare a suo modo la sua sofferenza e il suo disagio. Daremo voce, qualora lo volessero, anche ad amministratori e politici della città e del territorio, così che possano dare il loro punto di vista e prendere impegni concreti davanti a tutti. Ribadiamo che non ci sarà nessuna disobbedienza, e chiaramente nessun atto di violenza, punti saldi che contraddistinguono l’agire del nostro comitato. Dimostreremo che si può manifestare in maniera impattante senza che questo comporti circolazione del virus o crei disordini o fastidi alla città e ai cittadini. Il tutto senza nessuna bandiera politica, senza sindacati e senza sponsor. Tutti uniti nel tentativo di sensibilizzare il Governo su temi che hanno condizionato e condizionano tutti noi».

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