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Teatro Comunale di Cappuccini, una struttura da adeguare

I problemi riguardano anche l’impianto elettrico. Il nodo dei finanziamenti della Stagione lirica e la sperequazione con l’Ente Lirico cagliaritano

Sassari. La conferenza stampa di presentazione della Stagione lirica costituisce da sempre l’occasione per fare il punto sui finanziamenti e da qualche anno anche sulle criticità del Teatro Comunale di Cappuccini. Una grande struttura da circa 1500 posti, che però sconta una serie di limitazioni, a cominciare dall’acustica. Martedì mattina, nella sala consiliare di Palazzo Ducale, è stato il sindaco Nanni Campus a ricordare che annesso al Teatro vi è un parcheggio multipiano, completato ma mai utilizzato. «Pensiamo di aprirlo per la Stagione, non solo lirica. Infatti gli accordi sperimentali con la Saba che speriamo di chiudere al più presto comprenderanno anche gli spettacoli della stagione di prosa, quindi fino ad aprile. Questa storia del Teatro comunale sono convinto che entrerà a buon diritto nelle enciclopedie della lentezza», ha detto il primo cittadino. Parcheggio insomma finalmente messo a disposizione della città, anche se non per il primo appuntamento della Stagione lirica.

Il presidente dell’Ente Concerti sassarese Antonello Mattone

«È già il secondo anno che facciamo una Stagione con un pubblico ristretto. Speriamo che al più presto il Governo decida di ampliare la capienza consentita, come già fatto per altre situazioni. Per adesso iniziamo con meno di 400 posti. Ma ci siamo – ha spiegato il presidente dell’Ente Concerti Antonello Mattone –. Con il Comune, lo voglio ricordare, i rapporti sono molto buoni. Ed è noto che tra me e il professor Campus ci sia una lunga amicizia». Le note in chiaroscuro riguardano invece i finanziamenti. Dal Ministero della Cultura sono pervenuti quest’anno 522 mila euro, cifra ferma al 2019 e mai adeguata, dalla Regione Sardegna 900 mila euro e 350 mila dalla Fondazione di Sardegna, per un totale di un milione e 772 mila euro. Non sono pochi ma non sono sufficienti, soprattutto se paragonati agli 8 milioni che la Regione destina all’Ente Lirico di Cagliari. «Ci dobbiamo adoperare per riequilibrare i finanziamenti a livello territoriale, con Sassari, come avviene anche in altri ambiti, sempre più svantaggiata – ha ripreso Mattone –. C’è poi l’aspetto che riguarda la ricaduta economica di questo finanziamento: diamo da lavorare per tre mesi a più di 250 persone nei vari ambiti dell’attività teatrale, dall’orchestra ai cori ai tecnici. Dobbiamo allora impegnarci perché una soluzione di gestione del teatro possa andare avanti, guardando soprattutto al contesto locale, senza aspettare fantomatici investimenti di tipo cinese, ma facendo un discorso serio con la Regione per la distribuzione delle risorse. E tenendo presente che Sassari ha una tradizione della lirica profondamente radicata a livello popolare».

Il Teatro Comunale rimane però per la maggior parte dell’anno inattivo. «Anche con le autorità regionali siamo andati dall’assessore Biancareddu per sollecitare innanzitutto il rinnovo della convenzione triennale, che scade quest’anno, e possibilmente anche un aumento della dotazione, per permettere, per esempio, che in primavera si possa allestire una stagione sinfonica utilizzando la nostra orchestra, che è di buon livello ma essenzialmente operistica», ha rimarcato il presidente dell’Ente Concerti De Carolis.

Un altro punto importante riguarda la gestione del teatro. Ma anche i problemi strutturali. Una curiosità: le luci non possono essere controllate per settori, ma si deve accendere o spegnere l’intero sistema, tutte le volte con un pesante aggravio di spese. Tre sono allora gli obiettivi immediati, secondo il professor Mattone. «Il primo è una sorta di comitato di coordinamento per la gestione futura del teatro. Il secondo è risolvere il problema della bolletta dell’energia elettrica, che ammonta a ben 360 mila euro all’anno e impedisce di fatto una gestione diretta di una struttura costosa. Serve insomma un investimento nel rifacimento dell’impianto elettrico, da ammortizzare nel tempo. Infine, il completamento delle autorizzazioni e dell’agibilità, perché nel 2012, quando il teatro fu inaugurato, i vigili del fuoco diedero un’autorizzazione solo per palcoscenico, camerini e sala. Si pensi che non sono ancora a norma tutti i magazzini e gli spazi che potremmo utilizzare per la costruzione degli allestimenti».

La conferenza stampa a Palazzo Ducale

E perché non si riesce a collaborare con Cagliari? Le differenze, anche quelle strutturali, pesano. «Il teatro lì è quattro volte quello di Sassari – ha continuato il professor Mattone –. Quindi siamo costretti proprio per le dimensioni del nostro palcoscenico, più piccolo di quello del Verdi e addirittura anche del Civico, a dover collaborare con altri teatri piccoli, come Novara, Jesi, Pavia e altri. L’altro aspetto riguarda i difetti strutturali del Comunale, che ha una buca troppo profonda, un palcoscenico piccolo, ripeto, tanti posti ciechi e anche problemi acustici. Per il futuro bisognerà allora porsi il problema sì di una gestione ma anche di un ammodernamento».

«Abbiamo una ricchezza che è la continuità della nostra storia. Ma facciamo nostre le criticità che vengono ricordate. A cominciare dalla gestione della struttura teatrale – ha concluso l’assessore comunale alla Cultura Nicola Lucchi. L’obiettivo è infatti trovare uno strumento giuridico che possa sollevare l’Amministrazione da un impegno economico gravoso. «Ecco perché abbiamo pensato a una chiamata alle armi di tutte le istituzioni culturali della città. E penso che il ragionamento si potrà chiudere prima di quanto possiate immaginare. Anche sulle questioni strutturali si lavorerà». (LuFo)

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