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Taglio parlamentari, nascono i comitati “c’è chi dice no”

L’iniziativa è del Partito Radicale: «Quelli che abbiamo davanti saranno mesi molto impegnativi e difficili»

Roma. «Sappiamo che i mesi che abbiamo davanti, quelli relativi alla campagna referendaria contro il taglio dei parlamentari, saranno mesi molto impegnativi e difficili. Siamo però certi che se i media consentiranno una adeguata informazione, i cittadini sapranno decidere se vale di più l’illusione di un fittizio risparmio in cambio di meno democrazia». È quanto riporta una nota del Partito Radicale.

«Sono molte le regioni che subiranno una drastica riduzione della rappresentanza». La Sardegna subirà un taglio netto, da 25 a 16 tra Camera (da 17 a 11) e Senato (da 8 a 5), con territori che saranno senza voce, per esempio, in occasione di importanti votazioni come quelle per la legge di stabilità (è ovvio, per capirci, che i territori che invece esprimeranno un parlamentare potranno difendere i propri diritti).

Decine di Comitati regionali e comunali saranno coordinati dal “Comitato c’è chi dice NO” del Partito Radicale. Da oggi saranno operativi i Comitati di Bologna; Cagliari; Catania; Catanzaro; Cremona; Firenze; Lecce; Lodi; Milano; Novara; Palermo; Reggio Calabria; Rimini; Roma; Siena; Taranto; Torino; Trieste; Verbania; Basilicata; Calabria; Campania; Emilia Romagna; Lazio; Liguria; Lombardia; Piemonte; Puglia; Sardegna; Sicilia; Toscana.

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