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Storie e Misteri nella Valle dei Nuraghi

È la nuova opera letteraria di Bernardo De Muro, edita da Cùlt Books. «Un romanzo è inno alla maturità di uno scrittore»

Sassari. Bernardo De Muro è un viandante e “chirurgo” della parola. Qualcuno lo appella “studioso di retorica antica e moderna, cultore della parola, saggista, narratore favolistico e autore di teatro”; altri aggiungono “docente di arte oratoria e di scrittu­ra narrativa”, con una specificazione: “con proprie metodologie”. Ha avuto una lunga frequentazione con il mondo dei giovani e della prima adolescenza per insegnare loro i meccanismi, i segre­ti, i giochi, le astuzie della parola. Ecco allora che ai bambini delle elementari ha insegnato a leggere prima di tutto nel loro cuore e soltanto dopo un testo narrativo. “Storie e Misteri nella Valle dei Nuraghi” è il terzo volume della collaborazione fra Bernardo De Muro e Cùlt Books. Lo hanno preceduto “Il pennino d’oro che volle scrivere il tempo” e “Sonetti” e presto altre opere andranno in stampa.

«Il romanzo è o dovrebbe essere l’ultimo sguardo di uno scrittore, per la complessità che gli è insita, per il peso narrativo che comporta, per gli autori che hanno fatto scuola. Il romanzo è il genere di scrittura per eccellenza. E merita rispetto», dice. «Considero un azzardo pensare di scrivere un romanzo, una prova di coraggio per non doversene pentire, per non avere il pollice verso dei lettori. Un romanzo è inno alla maturità di uno scrittore. Non dimentichiamo che Tommasi di Lampedusa scrisse “Il Gattopardo” oltre sessantenne, lui attento coltivatore di parole nel suo essere solitario e taciturno, e sommamente erudito. Uno di quelli che, appunto, hanno fatto scuola».

«In un romanzo ci sono molte parti in gioco, dei personaggi, dei luoghi e dei tempi, delle vicende che si sviluppano o che riemergono». E in “Storie e Misteri nella valle dei Nuraghi”? «Se avessimo chiesto a Sebastiano Vassalli perché della “Chimera” o di “Marco e Mattio” avrebbe risposto che il titolo di un romanzo è il romanzo stesso. E avrebbe aggiunto che sarà il lettore attento a scoprirlo. Il simile riconosce il simile. Certo, il titolo qualcosa rivela: chi in libreria vede la copertina di “Marco e Mattio” potrà immaginare che uno rappresenti il male e l’altro il bene (e sarebbe quasi banale o scontato) o che siano dei gemelli con carattere e modi di pensare diversi o potrebbero essere padre e figlio o figlio e padre. Ma per scoprirlo dovrà leggere il libro».

Lao, Pedru, Jana, Juanne, Serafina. Solo qualche nome dei personaggi coinvolti. Ma, ancora, la trama rimane misteriosa. E quanto c’è di poesia, di teatro, di favola, di magia nel libro? «Sarà il lettore a scoprire quelle tracce, se ci sono».

Il libro è disponibile nelle librerie di Sassari oppure direttamente richiedendolo a: cultsassari@gmail.com

L.F.

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