Sardegna

Soprintendenza unica, decisione da rivedere

Il senatore Silvio Lai (Pd) si rivolge al ministro Franceschini. A Sassari già fatti investimenti regionali per il centro restauro e la scuola di alta formazione per i beni archeologici

 

CentroRestauriLiPunti
Il Centro Restauro di Li Punti

Sassari. «Una decisione da rivedere immediatamente. Sassari non può perdere la soprintendenza per i beni archeologici proprio ora che la Regione ha finalmente avviato il percorso per l’istituzione del centro restauro e della scuola di alta formazione per i beni archeologici di Li Punti». Lo scrive il senatore del Pd Silvio Lai che sull’argomento preannuncia un’interrogazione urgente al ministro per i Beni e le Attività culturali Dario Franceschini.

«L’accorpamento in un unico ufficio dislocato a Cagliari – scrive Lai – non può essere deciso senza aver sentito il parere della Regione Autonoma della Sardegna che su questo tema aveva intrapreso una strada totalmente diversa. Si corre tra le altre cose il rischio di un notevole spreco di denaro pubblico. L’iter per la rimodulazione dei fondi POR e per l’adeguamento dei locali del centro di Li Punti è già partito. Che senso ha ora accentrare tutto a Cagliari quando nel nord Sardegna si sta già lavorando da anni per valorizzare le eccellenze esistenti nel campo del settore archeologico? Silvio-LaiBasta pensare, solo per fare un esempio, a tutto il lavoro svolto per il recupero delle statue di Mont’e Prama. Sarebbe molto più utile e sensato, dunque, creare due Poli, uno a Cagliari per i beni architettonici e l’altro a Sassari per i beni archeologici. A questo si stava lavorando, accelerando i tempi sia sulle questioni legate alla dotazione organica che per quanto concerne i finanziamenti. Ora la notizia dell’accorpamento degli uffici a Cagliari ci preoccupa non poco perché rischia di gettare al vento una grande opportunità come quella legata alla creazione di una scuola e di un centro che potrebbe diventare un punto di riferimento per tutto il mediterraneo. Per questo motivo chiederemo al ministro Franceschini di rivedere la decisione assunta».

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