Sassari

Soprintendenza Archeologica a Cagliari, una riforma che preoccupa

Il segretario del Pd di Sassari Fabio Pinna interviene sulla nuova articolazione territoriale del Ministero dei Beni Culturali. A rischio l’avviato iter di sviluppo del centro di restauro e della scuola di alta formazione

 

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Fabio Pinna

Sassari. Preoccupazione: è quanto rimarca in una nota il segretario cittadino del Pd Fabio Pinna relativamente alla nuova articolazione territoriale del Ministero dei Beni Culturali che accentra gli uffici direzionali a Cagliari, a cominciare dalla Soprintendenza Archeologica, con l’accorpamento della sede sassarese (finora competente per le province di Sassari e Nuoro), a quella del capoluogo regionale.

«In un territorio già messo a dura prova da una crisi economica e sociale senza precedenti, qualche preoccupazione arriva anche da un settore, quello dei beni culturali, nel tempo diventato un’eccellenza che gratifica la città e la vasta area, grazie anche alla dedizione degli operatori del settore», fa notare Fabio Pinna.

«Il Pd di Sassari condivide e rilancia tutte le perplessità che sono state già manifestate in queste ore dai propri rappresentanti in Parlamento, in relazione alla Riforma dei Beni Culturali varata dal ministro Franceschini che mette a rischio, fra l’altro, l’avviato iter di sviluppo del centro di restauro e della scuola di alta formazione per i beni archeologici di Li Punti, oltre a privare il territorio di centri dirigenziali fondamentali per l’affermazione delle politiche di tutela, di conservazione e di valorizzazione del patrimonio culturale. Infatti, è comune il disappunto che sta maturando nel sassarese sul fatto che tutti i livelli decisionali saranno trasferiti a Cagliari per poter essere definiti “regionali”», prosegue Pinna. In conclusione, «il Pd di Sassari difende la necessità di concertare con le istituzioni locali, le forze sociali, politiche e con gli operatori del settore ogni intervento legislativo che modifichi assetti e programmi faticosamente costruiti nel tempo e tutti finalizzati a valorizzare le peculiarità che il nord Sardegna può “spendere” nel mercato nazionale, europeo ed internazionale».

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