Sassari

Soprintendenza archeologica a Cagliari, no del Consiglio comunale di Sassari

Va scongiurata la chiusura della sede competente per il centro-nord Sardegna: a rischio il Centro di Restauro di Li Punti. La riorganizzazione ministeriale prevede uffici dirigenziali accentrati

 

MuseoSannaSassari. In base a un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 25 novembre ed entrato in vigore il successivo 10 dicembre la struttura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo cambia anche a livello periferico. Per la Sardegna si prospetta una unificazione di tutti gli uffici dirigenziali a Cagliari, con la conseguente soppressione della Soprintendenza Archeologica per le province storiche di Sassari e Nuoro. Dovrebbe rimanere a Sassari un solo ufficio (la Soprintendenza per i Beni Artistici e Architettonici), contro i ben cinque accentrati a Cagliari. Un accorpamento che nelle scorse settimane ha sollevato tante polemiche e portato a diverse prese di posizione.

Soprintendenza unica, decisione da rivedere. Il senatore Silvio Lai (Pd) si rivolge al ministro Franceschini. A Sassari già fatti investimenti regionali per il centro restauro e la scuola di alta formazione per i beni archeologici

Giovanna Sanna: La Soprintendenza Archeologica a Sassari. «Si garantirebbe così un riequilibrio territoriale». A Cagliari le sedi degli altri uffici dirigenziali. La parlamentare del Pd presenta un’interrogazione urgente al ministro Franceschini

Soprintendenza Archeologica a Cagliari, una riforma che preoccupa. Il segretario del Pd di Sassari Fabio Pinna interviene sulla nuova articolazione territoriale del Ministero dei Beni Culturali. A rischio l’avviato iter di sviluppo del centro di restauro

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Salvatore Sanna

Lunedì scorso la questione è stata affrontata dal Consiglio comunale di Sassari, che ha discusso la mozione sul tema presentata da Salvatore Sanna (Pd). «Pare davvero inappropriato chiudere una struttura aperta nel 1958 che ha raggiunto tanti successi: tra questi il restauro dei giganti di Mont’e Prama nel Centro di Restauro di Li Punti. La chiusura – ha ribadito Sanna – inciderebbe su competenze e professionalità, che vanno salvaguardate. Chiedo che l’Amministrazione sia protagonista di un processo che scongiuri la chiusura della sede di Sassari».

Il testo della mozione di Salvatore Sanna (Pd)

«Pensiamo di promuovere al più presto una riunione per capire come questo percorso possa essere interrotto», ha spiegato l’assessore comunale alla Cultura Monica Spanedda. L’obiettivo è coinvolgere la Regione ed i rappresentanti del territorio in Parlamento per sollecitare un intervento del Governo. Per il momento c’è la presa di posizione unanime di tutti i consiglieri comunali sassaresi.

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Monica Spanedda

La prospettiva di perdere quanto conquistato negli anni è dietro l’angolo e non riguarda solo i vertici della Soprintendenza Archeologica, quella che dalla sua istituzione costituisce il fiore all’occhiello per Sassari e tutto il centro nord Sardegna. Tra le nefaste conseguenze dell’accentramento a Cagliari ci sarebbe infatti anche la costituzione di un Polo regionale per il restauro, con sede unica nel capoluogo regionale. Questo significherebbe la possibile chiusura del Centro di Restauro di Li Punti o quantomeno una scarsa attenzione, con finanziamenti ed interventi concentrati al sud. E, inoltre, dipenderebbero da Cagliari anche il Museo Sanna e il Mus’a, la pinacoteca con sede nello storico edificio del Canopoleno. «Perderemmo insomma gli uffici dirigenziali, portando ad un panorama di svilimento complessivo. Teniamo presente che nel nostro territorio ci sono eccellenze archeologiche più numerose rispetto al resto della Sardegna», ha detto l’assessore Spanedda. «Sulle gestioni di alcuni siti, come Monte d’Accoddi, l’Amministrazione comunale sta portando avanti dei percorsi insieme alla Soprintendenza. Come faremmo se tutto fosse accentrato a Cagliari? Stesso discorso per i percorsi museali: stiamo cercando di omogeneizzare l’offerta museale con interlocuzioni dirette».

Il sindaco Nicola Sanna ha già scritto al ministro Franceschini, lamentando «un ennesimo e gravissimo depauperamento del territorio e della città di Sassari, che verrebbe così a perdere contemporaneamente la locale Soprintendenza per i Beni architettonici e ambientali e la gestione dei Musei afferenti ad essa e alla “consorella” Soprintendenza per i Beni architettonici, paesaggistici, storici artistici ed etnoantropologici».

Soprintendenza, Nicola Sanna chiama Franceschini. Il testo della lettera

ConsCom22dicembre«È quanto mai opportuna una revisione della legislazione a partire dal nostro Statuto di autonomia. Dobbiamo sollevare la nostra voce, tramite il presidente della Regione ed il presidente del Consiglio regionale perché non possiamo continuare a subire questi scippi. Deve finire questo cagliaricentrismo che penalizza la parte settentrionale della Regione», ha subito commentato Franco Era (Centro Democratico). «Spero che questa mozione possa essere la base sulla quale sia i nostri rappresentanti presso il Governo ed in Parlamento che quelli in Regione si facciano carico di un problema importantissimo per il territorio, garantendo l’indipendenza del polo di Sassari, sicuramente un polo di eccellenza. Non c’è solo il restauro dei giganti di Mont’e Prama da ricordare, ma anche un impegno enorme con la capacità di lavorare in sinergia con i comuni. Auspico che questa mozione possa permettere di sensibilizzare il Governo a riflettere su questo insensato centralismo che porta tutto a Cagliari», ha aggiunto Esmeralda Ughi, capogruppo del Pd. «Si tratta di una decisione unilaterale, presa senza valutare le conseguenze. Una scelta scellerata, che porta a desertificare un intero sistema antropologico e di studiosi che hanno raggiunto traguardi di eccellenza», ha detto Giuseppe Mascia, che ha preannunciato il voto favorevole alla mozione anche del Movimento 5 Stelle.

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