Sardegna

Silvio Lai: «Nessuna svendita di mare alla Francia»

Il senatore sassarese del Pd spiega che l’Italia non ha ceduto i mari del nord Sardegna. Ci sono già state le scuse transalpine. In corso verifiche prima della ratifica del trattato

 

 

CamComFuturo2
Silvio Lai

Sassari. «L’Italia non ha ceduto i mari del nord Sardegna alla Francia. Quanto accaduto al peschereccio bloccato dalle autorità transalpine è stato già oggetto di un chiarimento chiesto dal Pd al Ministero degli Esteri. Gli stessi francesi si sono già scusati per quello che da loro stessi è stato definito un deprecabile errore. In estrema sintesi: la politica della denuncia ad effetto, urlata e non verificata raggiunge solo obiettivi di effimera ribalta mediatica per chi la propone. Crea inutili allarmismi e non aiuta ad affrontare e risolvere i reali problemi della nostra isola». Lo afferma in una dichiarazione il senatore del Pd Silvio Lai.

«Che sia avvenuto un episodio grave ai danni di un peschereccio ingiustamente bloccato dalle autorità francesi lo si è appreso grazie all’intervento di una senatrice dl Pd, che invece di cercare visibilità negli organi di informazione ha fatto quello che ogni parlamentare dovrebbe fare: chiedere chiarimenti al governo ed in questo caso specifico al ministero degli esteri. La risposta è stata in parte quella che abbiamo riportato nella premessa. Il sottosegretario Della Vedova ha aggiunto inoltre che l’accordo Italia-Francia sulla delimitazione delle aree non è stato ratificato e dunque non è ancora in vigore e sono in corso ulteriori approfondimenti prima che possa essere avviato l’eventuale iter di ratifica parlamentare. Come dire, bastava forse utilizzare gli stessi canali parlamentari per poter ottenere la stessa risposta già data dal governo al Pd. È giusto ed è normale chiedere chiarimenti e verifiche, perché come detto il caso in oggetto è sicuramente grave, ma questo deve avvenire senza sceneggiate e vittimismi. Come quelle di qualche rappresentante sardo pronto a gridare all’attacco dell’isola per qualunque cosa. Dove è finita, ad esempio, la vicenda del deposito delle scorie in Sardegna, o il fatto che fosse tutto già deciso a luglio poi a settembre e poi a dicembre? Da parte nostra – conclude Lai – siamo e saremo pronti a difendere il nostro territorio in ogni occasione nella quale si dovesse prefigurare un qualsiasi pregiudizio. Possibilmente evitando le bufale e le denunce fini a se stesse».

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