Sassari

Servizio di igiene ambientale a Sassari, definito il Pef

,chLe Commissioni Ambiente e Finanze approvano il Piano; già questo pomeriggio l’esame del Consiglio comunale. L’assessore Pinna: «Sulla differenziata siamo ad un passo dal 50 per cento»

 

 

CommPef1Sassari. È stato illustrato mercoledì mattina ai consiglieri comunali delle Commissioni Ambiente (presieduta da Valeria Fadda) e Finanze (Salvatore Sanna) il nuovo Piano Economico Finanziario del servizio di igiene urbana. L’assessore alle Politiche Ambientali Fabio Pinna, affiancato dall’assessore alle Finanze Alessio Marras, ha spiegato ai commissari le cifre del documento, che già nella seduta del Consiglio comunale di questo pomeriggio sarà discusso e votato insieme alle aliquote della Iuc e della Tari (in mattinata illustrata in Commissione). Il Pef per il 2016 parla di 24 milioni e 863.961 euro, che per 24 milioni 731.401 euro sono coperti dalle tariffe pagate dai cittadini mentre 132.560 euro è il contributo Anci-Conai (ovvero quanto recuperato dal ritiro di materiali da imballaggio: acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro). Un aumento quindi, sebbene contenuto (che si ripercuoterà sulla Tari del 2016 nella misura di poco più del 2 per cento), rispetto allo scorso anno, quando il fabbisogno del servizio era stato di 24 milioni e 172 mila euro.

Quest’anno non è inserita nel Pef la penalità derivante dal mancato raggiungimento dell’obiettivo del 50 per cento di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti ritirati. «Adesso siamo al 48 per cento e la soglia prevista dalla legge è alla nostra portata. La percentuale appena si stabilizzerà la vogliamo portare come dato medio annuo», ha spiegato l’assessore. Questa è una delle novità principali del Pef del 2016, che per il resto ricalca i documenti degli ultimi anni. Il contratto dell’appalto del servizio di igiene urbana data 2011: questo significa che sarà rinnovato nel 2018. C’è allora tempo per studiare un qualcosa di diverso, ha fatto notare l’assessore Alessio Marras. «La percentuale di variazione prevista dall’Istat incide ancora. Spero che nel nuovo appalto questo aspetto sia tenuto in considerazione», ha detto la consigliera del M5S Desirè Manca. Ma è soprattutto sul raggiungimento della soglia del 50 per cento di differenziata che le richieste di chiarimento sono state insistenti da parte dell’opposizione. «Nel 2014 la penale era stata di 340 mila euro, nel 2015 era 392 mila euro, per il 2016 non è inserita», ha ricordato ancora la consigliera pentastellata. «Stavolta manco la prevedete nel Pef. Quello che mi preoccupa è che con enfasi ripetete da tempo che non ci sarà, però tutti gli anni si paga. Spero che non si proceda poi a fine anno con una variazione di bilancio», ha fatto notare Manuel Alivesi (Forza Italia). Stavolta però ci siamo davvero.

FabioPinna
L’assessore Fabio Pinna

Il primo obiettivo anche per altri assessori era il raggiungimento di questa soglia. Ma il 50 per cento non si è mai raggiunto. Adesso ci siamo», ha detto Antonello Sassu (Sassari Progetto Comune). «Mi sono sempre chiesto che vantaggio ha un cittadino normale che da anni continua a fare la differenziata e che però vede la sua tariffa aumentare ogni anno perché non raggiungiamo la soglia. Non sarebbe il caso di intervenire sul fronte premialità? Perché io che sono un cittadino modello che tengo tutti i giorni a casa cinque buste e rispetto gli orari di conferimento devo essere trattato come gli altri, che fanno di testa loro? Cominciamo a ridurre la tariffa del 2-3 per cento». «In due anni di amministrazione Sanna la tassa rifiuti è aumentata del 7 per cento: paradossalmente più ci avviciniamo alla soglia del 50 per cento più aumenta la tariffa. Negli ultimi tre mesi sto registrando un dato positivo», ha aggiunto Maurilio Murru (M5S).

CommPef2Eppure ci sono zone ancora grigie. Per esempio l’agro. «Il 30 per cento degli abitanti anagraficamente non è censito. Occorre allora fare una squadra ad hoc per stanarli», ha detto Giampaolo Manunta (Idv-La Base). I controlli comunque ci sono. Per esempio, chi utilizza la compostiera firma anche una liberatoria che dà all’Amministrazione il potere di svolgere un controllo periodico a campione. «Mentre altri tributi nascono da un servizio che viene erogato e non ci sono aspetti migliorativi, qui invece i cittadini possono incidere – ha ripreso l’assessore Alessio Marras –. Questo contratto scade nel 2018, cominciamo a ragionare anche su un appalto diverso. Il rinnovo è dentro questo mandato. Pensiamoci». Premialità però personali o collettive? «Sono contraria a quelle individuali. Meglio quelle collettive, con fondi da impiegare in progetti sulla qualità urbana o sul miglioramento del servizio», ha detto Lisa Benventuto (Pd). «Interessante quello che ha spiegato l’assessore Marras. Nello scorso mandato ci dicevano che non si poteva discutere l’appalto perché ci sarebbe stata una turbativa d’asta», ha ricordato Simone Campus (Pd). I tempi erano infatti stretti e lo schema contrattuale era già chiuso, senza possibilità per i consiglieri comunali di intervento. «Aumento di costi non ce ne sono stati. La prima innovazione culturale va portata avanti dai cittadini. Sassari deve fare molto di più. I costi sono in proporzione uguali a quelli dei piccoli comuni. Eppure questi riescono a raggiungere percentuali di differenziata molto più alte», ha proseguito Campus. «Abbiamo due variabili: una è quella degli assessori, che cambiano; l’altra è statica ed è quella dei cittadini, su cui bisogna lavorare», ha detto Carla Fundoni (Pd).

L’ultima critica è di Giancarlo Carta (Forza Italia): «L’appalto ci costa 25 milioni di euro, con spazzamento e pulizia in generale che valgono circa sei milioni di euro. Eppure quello che si percepisce, e basterebbe parlare con la gente, è che questa città non sia proprio pulita. Faccio un esempio: perché le strade non sono pulite con l’acqua e non solo con le scope? Non possiamo che vedere quindi negativo il bilancio. Chi l’ha preceduta nell’Assessorato, anche nella Giunta Ganau, non ha fatto bene». «La sua analisi si basa su una percezione, la mia su dati obiettivi. Mi sento di dire che abbiamo un buon servizio ma che va migliorato con la collaborazione di tutti. Io stesso segnalo criticità e disservizi. Nelle prime settimane in assessorato ho girato in lungo e in largo al mattino presto per capire e vedere i problemi principali. Ci serve il sostegno dei cittadini, che devono rispettare le prescrizioni previste, per migliorare ulteriormente il servizio», ha risposto l’assessore Fabio Pinna.

Il Pef è stato approvato dalle due Commissioni con l’astensione delle opposizioni.

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