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Scuola, un requiem politico per i “voltagabbana”

Mozart, morente, detta a Salieri le note del Requiem. Il testo è quanto mai attuale. Rivedere il rapporto alunni/docente è necessario. Non è solo una questione di sicurezza, di incolumità fisica, di igiene e di vivibilità

Antonio Salieri, nella ricostruzione contenuta nell’“Amadeus” di Milos Forman, anelava all’esecuzione di una sublime “Messa da requiem” composta in suo onore. Per ottenerla, forse perché riteneva di essere meno bravo del suo “rivale”, si presentò mascherato a casa Mozart spacciandosi per un committente anonimo. Wolfgang Amadeus non portò a compimento l’opera; la morte lo colse prima del trentaseiesimo compleanno.

Lucia Azzolina, del MoVimento 5 Stelle, eletta alla Camera dei Deputati il 4 marzo 2018, si presentò come la vendicatrice delle pseudo-riforme gelmin-berluscon-renziane della Scuola, la paladina dei precari vessati da uno Stato inadempiente rispetto alla Sentenza europea per la loro immissione in ruolo, la santa patrona degli insegnanti specializzati sul Sostegno, la “terminator” delle classi-pollaio. Depositò la miglior proposta di legge sulla Scuola dal tempo in cui la Moratti tagliava, con letizia, ore delle materie e cattedre. Questo il commento del Sindacato Snals: “(…) Ridurre il numero massimo di alunni per classe (come richiesto dal DDL 877 all’esame alla Commissione cultura) è dunque, in primis, una questione di sicurezza, di incolumità fisica, di igiene e di vivibilità. Ma rivedere il rapporto alunni/docente è necessario perché inciderebbe molto positivamente soprattutto sulla qualità della didattica: avere meno studenti da seguire permetterebbe al docente di dedicarsi individualmente con maggiori attenzione e sollecitudine ai suoi allievi. Inoltre si realizzerebbe la piena integrazione degli alunni con disabilità con certificazioni specifiche e degli alunni BES (…)”. Passò l’autunno e arrivò l’inverno, un altro rigido inverno per la Scuola; per la proposta Azzolina, nemmeno trenta denari in Finanziaria…

Francesco Verducci, senatore del Partito Democratico, è il primo firmatario di un emendamento del maggio 2020 che, come scrive OrizzonteScuola, “(…) richiede modifiche al Decreto n. 22 dell’8 aprile 2020 (…). Le graduatorie provinciali che saranno istituite ai sensi della Legge 29 ottobre 2019 vengano utilizzate per l’assunzione in ruolo dei docenti in possesso di specializzazione sul sostegno.”. Ricordo che, nel frattempo, il nuovo Ministro dell’Istruzione è Lucia Azzolina, già docente di Sostegno. Ma il 27 maggio 2020, grazie ai voti del MoVimento 5 Stelle e del Partito Democratico, l’emendamento Verducci-Iori-Rampi viene bocciato! Queste le amare parole di Francesco Verducci: “I miei emendamenti per la stabilizzazione dei docenti precari sono stati bocciati per un voto (un voto!!). Il rammarico è grande. Penso alle migliaia di persone che mi hanno scritto e parlato in queste settimane. Vite, esistenze, professionalità, passione civile (…)”.

Wolfgang Amadeus Mozart, morente, detta ad Antonio Salieri le note che daranno vita ad un frammento sublime del Requiem. Il testo è quanto mai attuale: “Confutatis maledictis, flammis acribus addictis (Condannati i maledetti, tra vive fiamme reietti)”. Ovviamente la condanna, nel Terzo Millennio, è laicamente Politica. Si ricorderanno, le donne e gli uomini della Scuola, dei “voltagabbana” che hanno tradito la loro stessa parola. Si ritroveranno reietti, e probabilmente tra i non eletti, quei “maledetti” mozartiani. Il Partito Democratico, che ha votato contro l’emendamento di Francesco Verducci del PD, dopo aver intrapreso la risalita sulla parete fangosa della sedicente “Buona Scuola”, scivola inesorabilmente nel baratro dell’ostilità per docenti e discenti. Il profilo scolastico del MoVimento 5 Stelle, immacolato in quell’azzoliniano 5 luglio 2018, appare butterato dal mancato rispetto della parola data agli insegnanti di ruolo su classi-pollaio e nuovo contratto, ai precari e agli specializzati sul Sostegno sull’immissione in ruolo, agli alunni e alle loro famiglie su una Scuola liberata dalle pseudo-riforme gelmin-berluscon-renziane. Requiem, Maestro!

Antonio Deiara

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