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Satta (Progressisti): «Salta lo screening, Sardi e insicuri»

Manca l’accordo con la Regione, diversi medici revocano la disponibilità non presentandosi all’appuntamento programmato

Gian Franco Satta (Progressisti)

Sassari. Nella giornata di oggi, con prosecuzione domani, sarebbe dovuta iniziare la campagna di screening nel Sassarese coinvolgendo oltre al capoluogo, altri quattordici comuni ovvero Sorso, Sennori, Ossi, Usini, Tissi, Ittiri, Castelsardo, Viddalba, Tergu, Osilo, Uri, Nulvi, Valledoria e Santa Maria Coghinas. Nelle scorse ore la Regione, attraverso un proprio comunicato ufficiale ha descritto le modalità di organizzazione del monitoraggio informando che lo stesso si sarebbe concentrato in un unico fine settimana con l’impiego dei tamponi antigenici a immunofluorescenza grazie all’impiego di oltre 600 operatori fra medici, infermieri, amministrativi, tecnici informatici e volontari. I comuni interessati dall’attività di monitoraggio hanno indicato delle fasce orarie corrispondenti alle iniziali dei cognomi dei propri residenti allo scopo di evitare assembramenti nei luoghi predisposti per lo screening, iniziando l’attività a partire dalle 8,30 di questa mattina ma all’apertura delle postazioni si è rivelata l’amara sorpresa. I medici dell’Ats e delle Usca che avevano confermato la propria disponibilità a portare avanti l’attività di screening, alla luce del mancato perfezionamento dell’accordo con la Regione, hanno revocato la propria disponibilità non presentandosi all’appuntamento programmato. L’assenza di medici, ma anche di altri operatori, ha creato fin da subito numerose problematiche che nei comuni più fortunati si sono tradotte in ritardi di qualche ora con il conseguente mancato rispetto delle fasce orarie dovuta alla riduzione delle postazioni, mentre in altri comuni le amministrazioni locali hanno dovuto chiedere ausilio ai medici di base che su base volontaria, in alcuni casi, hanno prestato la propria attività. Nei casi peggiori, invece, lo screening è stato rinviato al pomeriggio o addirittura a domani e in altri sono stati eseguiti i tamponi senza che fosse presente un medico, scaricando su tecnici e amministrativi la responsabilità di eseguire il monitoraggio.

La mancata definizione dell’accordo con i medici non ospedalieri ha comportato ulteriori problemi anche presso le postazioni presenti nei porti e negli aeroporti che hanno subito, anche in questo caso, una riduzione del personale impiegato con conseguenti ritardi legati al monitoraggio dei passeggeri allo sbarco.

«Altro che sardi e sicuri, ancora una volta la Giunta regionale sta dando dimostrazione delle proprie incapacità – attacca il consigliere regionale dei Progressisti Gian Franco Satta. «Se l’argomento non fosse tragico ci sarebbe da definirli “sordi e insicuri”, sordi perché non ascoltano le criticità che ormai da mesi stiamo evidenziando al fine di migliorare le attività a supporto della salute dei sardi; insicuri perché con le loro scelte non fanno altro che creare insicurezza. Dopo mesi dall’inizio dell’attività di screening è inconcepibile che l’organizzazione possa mostrare falle di questo tipo, di questo passo non si capisce dove andremo a parare. Questa mattina bastava fare delle telefonate per comprendere il senso di spaesamento dei sindaci che non sapevano neppure cosa rispondere ai propri concittadini per il mancato avvio del monitoraggio e che hanno dovuto supplicare i medici di base o i laureati presenti nei propri comuni per consentire lo svolgimento delle attività programmate. Castelsardo da cinque postazioni previste alla fine è riuscito a metterne in piedi solo una; Usini che avrebbe dovuto disporre di tre medici e nove infermieri si è trovata con un solo medico e tre soli infermieri; Valledoria aveva un unico medico impiegato nell’attività oltre al supporto dei volontari; Viddalba, Nulvi, Osilo, Ossi, Uri e Sorso hanno aperto le postazioni senza la presenza di un medico con ritardi di ore o in alcuni casi con rinvii al pomeriggio, con conseguenti assembramenti dei cittadini in attesa e con tecnici, infermieri e personale amministrativo costretti ad eseguire i tamponi in assenza del medico per il referto. Da lunedì la Sardegna sarà nuovamente in zona rossa, siamo la regione Italiana che nell’ultima settimana ha registrato la percentuale maggiore di incremento di positivi e siamo tra le ultime regioni per somministrazione dei vaccini. Mi chiedo cosa debba succedere ancora perché il presidente Solinas esca dal suo letargo e invece di occuparsi di moltiplicare le poltrone inizi a pensare ai sardi. Spero veramente che domani non si ripetano le stesse criticità di oggi e soprattutto che la Giunta regionale la smetta di approfittare della pazienza e del buon senso dei cittadini che non meritano tutto questo, diversamente prendano atto della loro inadeguatezza e vadano a casa».

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