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Sassari saluta la Madonnina delle Grazie

Nessuna partecipata processione per il secondo anno consecutivo. Ma il Voto è stato ugualmente sciolto di fronte al Santuario

Sassari. Anche quest’anno, per la seconda volta consecutiva, Sassari non ha potuto rinnovare la solenne e partecipatissima processione di fine maggio in onore della compatrona della città, la Madonnina della Grazie. Ma il Voto è stato sciolto. Nel rispetto delle prescrizioni anti contagio, i fedeli, seppure in numero limitato, non hanno rinunciato a salutare l’amata effigie della Vergine Maria. Un rito, lo Scioglimento del Voto, che si ripete dal 1943, con la Madonnina che ritorna al Santuario portata dai Vigili del Fuoco. Come si diceva, il viaggio di rientro è però avvenuto a bordo di un pickup, sacrificando la processione. Lungo il percorso, tenuto riservato fino all’ultimo (ma con passaggi nelle vie da sempre incluse nel tragitto), in tanti hanno atteso la Madonnina. Grande l’entusiasmo all’uscita dal Duomo di San Nicola al termine del solenne pontificale presieduto dall’arcivescovo Gian Franco Saba e concelebrato con il Capitolo turritano, alla presenza delle massime autorità civili e militari del territorio. E poi, in piazza San Pietro in Silki, di fronte a un pubblico numericamente contingentato per poter garantire il distanziamento fisico, il Voto è stato rinnovato.

«Saluto e ringrazio tutti gli operatori che hanno preparato la sosta al Policlinico. La benedizione sia un segno vivo dell’esperienza della protezione del Signore», ha detto l’arcivescovo Saba durante la prima tappa alle strutture sanitarie cittadine. La Madonnina si è poi fermata, come vuole la tradizione, anche all’Ospedale Civile e alle Cliniche Universitarie. Il corteo era formato dai mezzi che ospitavano l’arcivescovo, il vicario generale Antonio Tamponi, il sindaco Nanni Campus, la prefetta Maria Luisa D’Alessandro e il comandante della Polizia Locale Gianni Serra.

Alla fine la breve cerimonia in piazza, di fronte al Santuario, con la recita della preghiera alla Beata Vergine delle Grazie e la benedizione finale con il simulacro sollevato dall’arcivescovo, affiancato dal sindaco e dalla prefetta, presenti le altre autorità, tra cui il presidente del Consiglio comunale Maurilio Murru e il rettore Gavino Mariotti. «Ancora in una forma segnata da un po’ di restrizioni, ma non per questo con minor fede o fiducia, abbiamo vissuto un piccolo pellegrinaggio dalla chiesa cattedrale dopo avere celebrato l’eucarestia sino al Santuario dove quotidianamente viene custodito il simulacro della Beata Vergine delle Grazie alla quale ci affidiamo perché costantemente vegli su di noi e sui nostri passi – ha detto monsignor Saba –. I fedeli lungo il percorso esprimevano quanto i teologi con l’intelletto e le loro riflessioni hanno formulato su Maria. Sentivo dire “quanto è bella”, espresso dal cuore, dalla fede, con la preghiera “tota pulchra est Maria”. La bellezza di Maria è la sua fede, il suo amore, il riflesso della vita di Dio. Anche ora la sua bellezza risplenda e sia il segno di un’umanità nuova, che Gesù costantemente coltiva. E con questi sentimenti di fiducia e speranza ancora una volta nel solco della tradizione dei nostri padri sciogliamo il Voto alla Beata Vergine delle Grazie».

In conclusione, prima che i Vigili del Fuoco riportassero in chiesa la Madonnina, ha preso la parola il sindaco Nanni Campus. «Desidero ringraziare a nome di tutta la città la Diocesi turritana e i frati che custodiscono con affetto e con un sentimento filiale la nostra protettrice – ha detto il primo cittadino –. Voglio ringraziare i Vigili del Fuoco che anche quest’anno ci hanno aiutato a riportare a casa la Madonnina, come ieri ho ringraziato la Polizia locale. Ma soprattutto voglio ringraziare la città che ancora una volta ha dato dimostrazione di maturità, di sentirsi comunità. La tragedia che abbiamo vissuto in questo anno ha visto Sassari soffrire la piaga del coronavirus, ma sono convinto che siamo stati protetti dalla Madonnina delle Grazie. Noi abbiamo conosciuto la piaga del coronavirus, ma Sassari è la città che ha sofferto di meno nella nostra Isola e in tutta Italia. Si può anche non credere. Ma la devozione che Sassari ha nei confronti della sua Madonnina ci ha aiutato a ragionare come comunità, come fratelli e sorelle. E questo è dimostrato nei numeri. Per questo, con orgoglio, dico grazie alla Madonnina ma anche grazie a tutti voi». (lf)

 

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