Sardegna

A Sassari la staffetta dei Diavoli Rossi

“L’Esercito marciava”, cento anni fa l’ingresso in guerra dell’Italia e la costituzione della Brigata Sassari. Ieri sera partecipato evento in piazza Castello

 

EsercitomarciavaarrivostaffettaaSassari2.jpgSassari. Hanno attraversato tutta la Sardegna, da sud a nord, toccando 25 comuni e correndo, 24 ore su 24, la distanza complessiva di 245 km. Sono i 31 soldati della Brigata Sassari che, con il tricolore in mano, simbolo dell’unità nazionale, hanno percorso l’Isola in occasione della tappa sarda della staffetta inserita tra gli eventi di “L’Esercito marciava…”, manifestazione promossa in tutta Italia per ricordare l’ingresso in guerra e riscoprire il sacrificio di un popolo e di un’intera nazione. La Sardegna con la Brigata Sassari ha versato il più alto tributo di sangue alla causa della Patria. Il progetto, dal nome evocativo, cade proprio nell’anno in cui si celebra il centesimo anniversario della costituzione della gloriosa unità, avvenuta il 1° marzo 1915, data di nascita dei suoi due reggimenti storici, il 151° a Sinnai e il 152° a Tempio Pausania. Per l’occasione, anche nell’Isola sono stati organizzati una serie di eventi promozionali preparatori all’evento conclusivo che si svolgerà il prossimo 24 maggio a Trieste con l’arrivo di una staffetta militare. Ideata allo scopo di rappresentare il movimento di avvicinamento dalle località più lontane del Paese al capoluogo friulano da parte delle migliaia di cittadini chiamati al fronte, la tappa sarda della staffetta si è conclusa lunedì sera in piazza Castello a Sassari.

Esercitomarciava3.jpgDomenica mattina nel comprensorio polisportivo militare “Generale Rossi” di Cagliari, c’erano i “Dimonios” del 151° Reggimento fanteria “Sassari” con in testa il comandante del Reggimento, il colonnello Enrico Rosa, primo staffettista della tappa isolana. A Guspini i fanti del 151° hanno ceduto il testimone ai bersaglieri del 3° reggimento. Il tricolore, passato nel frattempo a Riola Sardo nelle mani dei militari del 5° Reggimento genio guastatori, è stato ceduto a Padria e sventolato fino a Sassari dai tedofori del 152° Reggimento fanteria “Sassari”, del Reparto Comando e Supporti Tattici “Sassari” e del Comando Brigata “Sassari”, giunti alle ore 18 in piazza Castello, davanti alla caserma “La Marmora”, sede del Comando Brigata. La staffetta sarda è stata accolta dal comandante della Brigata Sassari, generale Arturo Nitti, e dalle massime autorità istituzionali del territorio, tra cui il prefetto Salvatore Mulas ed il sindaco Nicola Sanna, oltre all’assessora provinciale Marisa Porcu Gaias ed il vicequestore vicario Maurizio Terrazzi. Erano presenti diverse scolaresche, tra cui gli alunni della classe 3ª B della Scuola media “Pinna Parpaglia” di Pozzomaggiore, che sono stati premiati dal generale Nitti quali vincitori del concorso fotografico nazionale “La via della Grande Guerra” promosso dall’Esercito con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per ricordare la Grande Guerra.

Esercitomarciava5.jpgLunedì, per l’occasione, sono stati allestiti in piazza Castello alcuni spazi espositivi grazie ai quali i cittadini hanno potuto conoscere più da vicino la Forza Armata, la sua storia, i suoi mezzi e soprattutto le opportunità professionali che oggi l’Esercito Italiano mette a disposizione dei giovani. È stato inoltre aperto al pubblico il Museo storico della Brigata Sassari, che nelle sale espositive custodisce le tradizioni dei leggendari “Diavoli Rossi”, dalle origini dei loro gloriosi reggimenti fino ai più recenti impegni operativi all’estero. Nel Museo, che nel corso della recente edizione di “Monumenti aperti” ha registrato circa 2.500 presenze, ancora una volta uno dei siti più visitati della manifestazione, sono stati esposti per la prima volta i nomi dei 13.602 sardi caduti nel corso della I Guerra Mondiale.

Immancabile all’evento la presenza, come sempre apprezzatissima, della Banda della Brigata Sassari, che ha eseguito i principali pezzi del proprio repertorio tra i quali “Dimonios”, il celebre inno dei “Diavoli Rossi”.

 

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