Sassari

Sassari città metropolitana, opportunità per tutta la Sardegna

Il Comitato ricorda che l’aspirazione del nord Sardegna è pienamente legittima ed ha tutti i requisiti previsti dagli orientamenti comunitari e dalla legge nazionale

 

CittaMetroIncontro03La legge Delrio n. 56/2014 ha istituito in Italia nove città metropolitane, che sono – secondo la stessa definizione che ne da Corinne Cretu Commissaria europea per lo sviluppo regionale – centri propulsori dell’innovazione, dei servizi digitali ai cittadini e di progetti di sostenibilità urbana. Inoltre dovranno mantenere grande attenzione al settore sociale, dalla lotta all’esclusione e alla marginalizzazione, al problema abitativo”.

La Sardegna, in quanto Regione a Statuto Speciale, può autonomamente istituire le proprie Città metropolitane ed ora il progetto di riforma degli enti locali è giunto – non senza polemiche – ad una fase decisiva. Infatti, il disegno di legge Erriu istituisce in Sardegna accanto alla Provincia del Sud Sardegna la sola città metropolitana di Cagliari, identificata con l’area ristretta dei comuni ad essa confinanti, disattendendo la Legge Delrio che, invece, prevede come norma fondamentale di riforma la necessaria e vincolante coincidenza del perimetro metropolitano col territorio della vecchia provincia. La Delrio tra l’altro non indica altri criteri, né di popolazione né di numero di comuni, mentre invece il disegno di legge Erriu introduce arbitrariamente il parametro della densità abitativa che di fatto esclude il nord Sardegna

Come ampiamente documentato durante il convegno tenutosi a Sassari il 3 novembre presso la Sala Langiu, tale impostazione pone legittimi e autorevoli dubbi di incostituzionalità al disegno di legge in discussione,. Ma esistono anche altre ragioni che consigliano una maggiore cautela in tal senso. Occorre considerare, infatti, che deve essere ancora risolto con una apposita legge costituzionale lo snodo delle Province. Inoltre, il quadro normativo risulta oltremodo incerto perché non sappiamo quale può essere il territorio provinciale di riferimento, dato che risulta ancora pendente presso la Corte Costituzionale il ricorso contro il referendum per l’abrogazione delle Province Sarde nate nel 2005.

Da settimane il Nord Sardegna si è mobilitato e chiede a gran voce un confronto aperto con i legislatori ed i propri rappresentanti in Parlamento, nella Giunta Regionale e in Consiglio Regionale, non accettando l’imposizione di un quadro normativo non solo incerto, ma anche lesivo della autonomia gestionale e della pianificazione strategica, rivendicando pari legittimità con l’area urbana ristretta di Cagliari.

L’istituzione di una o più città metropolitane in Sardegna è una scelta politica ed è fondato timore che la mancata previsione di una città metropolitana per il Nord Sardegna comporterà, nel medio termine, la soppressione di servizi fondamentali per la crescita di un territorio vasto e importante, con probabili ripercussioni su istituzioni e presìdi fondamentali come l’Università, l’Autorità portuale, la Camera di Commercio, la Prefettura, ecc. ecc.

Gli amministratori, la cittadinanza, le forze produttive e sindacali del Nord Sardegna, credono fortemente che debbano esistere due città metropolitane destinate a sostituire le due Province storiche di Sassari e di Cagliari, per realizzare una gestione razionale dei servizi presenti sui territori e delle infrastrutture attuali e future, consentendo nel contempo un bilanciamento adeguato non solo di risorse ed opportunità, ma anche di natura istituzionale, sociale economica e politica.

L’aspirazione del Nord-Sardegna a diventare Città metropolitana sarda è pienamente legittima ed ha tutti i requisiti previsti dagli orientamenti comunitari e dalla legge nazionale: Università, Accademia e Conservatorio musicale, Camera di Commercio, Tribunale e Corte d’appello garantiscono un insieme di funzioni direzionali primarie; un sistema di comuni e una rete transnazionale di parchi naturali unica nel suo genere; un sistema radicato di piccole e medie imprese e numerosi distretti industriali che trarrebbero da questa opzione una occasione per riaffermare le loro specificità e contribuire in misura ancora più importante alla formazione della ricchezza prodotta nella nostra isola, aeroporti con oltre 4 milioni di transiti l’anno, porti, un asse stradale dalla costa orientale a quella occidentale. Questi sono gli asset espressi dal Nord Sardegna, che deve avere l’opportunità per crescere e guidare il suo futuro.

Un futuro da costruire, che richiede la creazione di un sistema di valori condiviso, di una gestione strategica e di un soggetto in grado di dare impulso e guidare questo processo.

L’attribuzione dello status di Unione di Comuni di valenza metropolitana quale misura compensativa per il territorio del Nord Sardegna, come emerge dal dibattito in corso, non è proponibile perché:
• Non avrebbe effetti giuridici, cioè il riconoscimento statale o comunitario
• Declasserebbe il Nord Sardegna mettendo in discussione l’accesso diretto alle risorse comunitarie specifiche, ed il riconoscimento di ente intermedio di programmazione dello sviluppo delle aree urbane, riducendone il ruolo ad una mera pianificazione e gestione di servizi.
• Avrebbe una durata limitata, mentre invece lo status di area metropolitana sarebbe riconosciuta giuridicamente e condizionando la governance dei prossimi decenni.
• Potrebbe essere disattesa e cancellata in qualsiasi momento dalla prossima giunta regionale

Nessun compromesso è compatibile con queste legittime aspettative e per questa ragione invitiamo tutti i rappresentanti istituzionali e i legislatori ad un confronto pubblico aperto, non più rinviabile.

Sassari città metropolitana è un’opportunità per tutta la Sardegna.

#sassaricittametropolitana
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