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Sardegna e Covid, Pais: «Non siamo gli untori d’Italia»

«Tutti i sardi sono impegnati a proteggere l’isola». Il presidente del Consiglio regionale critica l’articolo del Corriere della Sera

Cagliari. «Oltre il danno anche la beffa. Siamo al teatro dell’assurdo, abbiamo cercato per mesi di proteggere l’isola e la sua economia e oggi ci accusano di contagiare mezza Italia». È la dura replica del presidente del Consiglio regionale Michele Pais all’articolo apparso oggi alla pagina 3 del Corriere della Sera. Nell’attacco del pezzo si legge: “In poche settimane la Sardegna da Covid Free – così proclamava con orgoglio il governatore Solinas – a regione che diffonde il contagio in mezza Italia e rischia, da indiscrezioni ministeriali, di essere isolata”.

«Niente di più falso – specifica il presidente –. È evidente che chi scrive non ha analizzato la provenienza dei contagi. Buona parte dei casi di positività non sono ascrivibili a sardi o residenti».

«Era il mese di maggio quando il presidente della Regione aveva prospettato i test in entrata alla Sardegna che il governo aveva bocciato come incostituzionali, salvo riproporli ora che la curva nel resto d’Europa riprende a salire. Noi abbiamo sempre e solo chiesto che il sacrificio che i sardi hanno fatto in questi mesi non fosse vanificato – continua Pais –. Il governo anche stavolta arriva in ritardo nelle soluzioni – così come quando il governatore Solinas aveva chiesto di poter chiudere porti e aeroporti per proteggere l’Isola e non, badate bene, per puro campanilismo ma per le difficoltà di gestione sanitaria e infrastrutturali delle nostra regione. Anche in quell’occasione il governo centrale rispose con un secco No per poi chiudere tutto dieci giorni dopo a contagi ed esodo già avvenuti».

«Vivere su un’isola porta con sé la necessità di una protezione ulteriore che lo stato centrale non percepisce e non per mancanza di volontà ma di sensibilità e distanza fisica. Come isola abbiamo necessità di più attenzioni e queste oltre ad esserci negate ci vengono pure proibite quando ci organizziamo per prenderci cura da soli della nostra terra. Passare da untori è un oltraggio alle nostre richieste di screening efficaci e non la mera misurazione della temperatura corporea che fino ad ora si è utilizzata come metro di valutazione per il diffondersi dell’emergenza», conclude il presidente del Consiglio Regionale sardo –. Ci sentiamo insultati come cittadini italiani e come Popolo sardo e pretendiamo delle scuse».

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