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Salvatore Calvia, un uomo d’arte nel Risorgimento

Il nuovo libro di Bruno Lombardi. Da Garibaldi alla 1ª guerra d’indipendenza italiana, sino all’Accademia Pontificia di Roma e le opere d’arte in Sardegna

Sassari. “Salvatore Calvia: uomo d’arte e Risorgimento” è il titolo del nuovo libro del ricercatore e scrittore Bruno Lombardi; egli ha ricostruito la biografia di Salvatore Calvia di Mores, padre del poeta e pittore Pompeo, includendo documenti storici inediti, e gli aggiornamenti e le scoperte sulla sua vita. Disponibile su Amazon, diviso in 5 sezioni, il libro dedicato al Calvia è interamente a colori e comprende numerose fotografie e tutti i documenti d’archivio conservate dal pronipote di Salvatore Calvia, il dottor Antonio Mario Siotto Calvia; quest’ultimo ha incaricato Bruno Lombardi per lo studio e valorizzazione del patrimonio culturale familiare.

Il libro del Lombardi confuta moltissime cose scritte in precedenza su Salvatore Calvia. Sino ad oggi si parlava del Calvia unicamente per aver progettato il campanile della parrocchiale di Mores, e per aver seguito Garibaldi in battaglia; in realtà, l’esistenza terrena di Salvatore è più ricca e avvincente, e dallo studio del Lombardi emerge un Calvia molto diverso dalle descrizioni conosciute. Moltissime sono le novità scritte nel libro, sia sui suoi primi anni di infanzia e la vita familiare, che sulla sua morte. Tra le altre novità scritte nel libro del Lombardi, c’è l’effettiva partecipazione alla 1ª guerra d’indipendenza italiana, e prima dell’arrivo di Garibaldi, in cui il patriota sardo Salvatore Calvia si arruola sotto l’armata pontificia seguendo l’ideale “Italia Libera e Unita”, e ricevendo onori sul campo e la promozione da soldato semplice ad ufficiale; e ancora, la vera esistenza militare di Salvatore Calvia si ferma nel 1853, senza partecipare ad ulteriori battaglie: egli rimase fedele ai suoi ideali per l’Italia Unita, e non fu mai anticlericale, né partecipò alla Repubblica Romana del 1849 e nemmeno alla Spedizione dei Mille. Bruno Lombardi ha ricostruito l’esatta permanenza sui campi di battaglia del Lombardo-Veneto in cui Salvatore Calvia ha versato il sangue per la patria: Cornuda, Treviso e Vicenza, prima di Luino e Morazzone. Emerge la novità delle battaglie venete con le azioni valorose del Calvia che da ferito grave si batte con onore, e quell’onore gli valse la promozione ad ufficiale riconosciutagli dal Generale Durando. Salvatore Calvia rimase, dopo la guerra, inglobato come ufficiale nell’esercito piemontese, e ricoprì un ruolo di comando a Sassari nella Guardia Nazionale.

Bruno Lombardi

Altre novità del libro dedicato al Calvia, riguardano il suo percorso da studente all’Università di Sassari, all’Accademia Pontificia di San Luca a Roma, e nell’Accademia Albertina di Torino definendo una più ricca ed esatta descrizione dei fatti, luoghi, personaggi e arco cronologico. Ancora, nelle novità del libro di Bruno Lombardi, scopriamo Salvatore Calvia geometra, ingegnere, professore, critico d’arte e pittore. Da geometra e ingegnere, il Calvia ha svolto funzioni di perito tecnico per il Ministero dell’Agricoltura e quello della finanza per anni, e da ingegnere ha svolto un prezioso incarico per la tratta ferroviaria Sassari-Ploaghe-Oschiri; da professore, si scopre che Salvatore Calvia è stato il promotore dell’arte del disegno a Sassari, ricoprendo pregevolmente il ruolo da insegnante d’architettura e disegno per molti anni sino alla pensione.

Come critico d’arte e pittore, Salvatore Calvia è ora conosciuto, poiché ha svolto molti incarichi di organizzatore e critico di mostre d’arte di livello regionale, e dipinto diverse opere pittoriche. Per la professione di architetto, Bruno Lombardi offre numerose scoperte relative ai progetti realizzati da Salvatore Calvia, integrando di preziose notizie le opere già conosciute come il campanile di Mores, la parrocchiale di Ittiri, il cimitero di Usini; tra le opere inedite svolte dal Calvia, vediamo progetti e direzioni di lavori a Sassari (tra queste, ci sono quelle di San Sisto) Ozieri, Oschiri, Ittiri, Alghero, Mores, Ossi, Siligo, Ittireddu, Buddusò. Degna di nota è la scoperta di Bruno Lombardi, relativa al progetto di costruzione del campanile dell’allora cattedrale di Bosa: un’opera mai realizzata, ma dipinta e proposta al Vescovo Cano, che poteva gareggiare in bellezza e maestosità con il campanile di Mores. La folta schiera di opere d’arte e architettoniche di Salvatore Calvia, descritta nel libro di Bruno Lombardi, denota una fama dell’architetto morese in tutta l’isola, e oltremare; infatti, i rapporti col “continente” non si sono mai interrotti, soprattutto con Genova, Torino e Roma. 

Dal 1822 al 1909, il patriota, architetto e insegnante Salvatore Calvia è vissuto da grande personaggio; a quasi 110 anni dalla sua scomparsa viene offerto alla collettività; un libro, questo di Bruno Lombardi, che restituisce alla storia d’Italia un suo degno protagonista.

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