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Salone di Torino, l’arrivederci degli editori sardi

Il programma di appuntamenti allo stand AES si è chiuso con un suggestivo stimolo alla riflessione sulla tragedia degli incendi boschivi in Sardegna

Torino. Nella giornata di chiusura del XXXIII Salone internazionale del libro di Torino, edizione straordinaria caratterizzata da importanti consensi di pubblico ed entusiastici commenti da parte degli operatori del settore, anche gli editori sardi dichiarano la propria soddisfazione per un bilancio più che positivo: «Con la presenza dell’AES e di un folto numero di case editrici sarde – ha affermato la presidente Simonetta Castia – abbiamo confermato e consolidato la continuità di partecipazione attiva a una delle più importanti manifestazioni del libro in ambito europeo. Lo abbiamo fatto promuovendo l’immagine e la cultura della Sardegna e sostenendo il valore del libro locale attraverso il nostro programma istituzionale, dato dall’apporto generoso e convinto di tutti».

Anche i numeri di questa edizione confortano l’associazione, che si prefigge così di dare corso a una programmazione stabile per l’appuntamento di maggio 2022, lavorando sin da ora e confidando di giungere a coronare questo traguardo, in rete e in stretto partenariato, con le maggiori istituzioni dell’isola.

In conclusione degli appuntamenti allo stand AES, il libro d’artista “Tracce di fuoco” di Gabriela Locci ha portato al cospetto del pubblico del Salone la tragedia degli incendi boschivi in Sardegna, attraverso un’opera di rara originalità, edita da Casa Falconieri e Mediando. Un’opera che vuole rappresentare un atto di denuncia e uno stimolo alla riflessione, soprattutto come positiva testimonianza di rinascita nella forza espressiva dell’arte.

“Del fuoco ha i segni, del paesaggio il colore, delle persone ha bruciato i nomi”, ha affermato Locci nell’illustrare l’opera al fianco di Simonetta Castia e Dario Piludu. Il libro d’artista, quasi come un’urna, imprigiona e custodisce due volumi trasfigurati dall’orrore del fuoco e sublimati nell’arte, offrendo un’esperienza dal forte impatto emozionale. Alla base del progetto creativo targato Casa Falconieri, vi è un sopralluogo fatto nei luoghi del devastante incendio del Montiferru, allo scopo di raccogliere la cenere e i pigmenti di colore presenti nel territorio attraversato dalle fiamme.

Proprio nel visitare le campagne di Santu Lussurgiu si è verificato il rinvenimento di sei libri dispersi in mezzo a tanta desolazione, carbonizzati ma ancora compatti, testimoni silenti dell’orribile rogo che l’estate scorsa ha mandato in fumo migliaia di ettari. Due di queste speciali rappresentazioni, sono ora all’interno di un percorso di rivisitazione artistica e di poetica nobilitazione (la stoffa che li avvolge riporta una poesia di Pietrino Soddu, i cui versi d’amore sono simbolo di speranza) che ne ha esaltato, al Salone del libro, la funzione memoriale e di rinascita culturale.

Non è la prima volta che la collaborazione tra Casa Falconieri e Mediando porta al Salone di Torino appuntamenti dalle intense suggestioni artistiche ideate da Gabriella Locci. Di forte impatto, nel 2019, fu il lungo nastro srotolato in Sala Avorio nel ricordo di Maria Lai, contenente parole tratte dalle opere di Grazia Deledda, Antonio Gramsci, Francesco Masala e altri grandi scrittori sardi, sul quale il pubblico poteva apporre un proprio pensiero.

A un altro grande autore, Antonio Gramsci, il più tradotto nel mondo tra gli scrittori sardi, è stato invece dedicato l’omaggio della casa editrice Aipsa per i centotrent’anni dalla nascita. Un omaggio al Gramsci cittadino del mondo, come hanno sottolineato l’editrice Annamaria Baldussi e Gianni Fresu, presidente IGS-Brasil e autore di “Antonio Gramsci. L’uomo e il filosofo”. Nell’illustrare il volume, Fresu ha evidenziato come la presunta frattura ideologica tra il “Gramsci politico” a il Gramsci “uomo di cultura” sia essenzialmente frutto di una forzatura. Perché in Gramsci convivono certo prospettive differenti, ma l’insieme della sua produzione teorica si sviluppa in un quadro di profonda continuità. La casa editrice cagliaritana ha quindi illustrato altre due pubblicazioni che vedono il filosofo, icona mondiale dell’antifascismo, influenzare l’orizzonte culturale di luoghi lontanissimi. Il primo è “Gramsci in Asia e in Africa” a cura di Annamaria Baldussi e Patrizia Manduchi, che contiene gli atti dell’omonimo convegno realizzato a Cagliari nel 2009. Il secondo è “Antonio Gramsci in Costa Rica” dove si evidenzia come nel Paese sudamericano la diffusione del pensiero gramsciano sia avvenuta ad opera di due docenti immigrati: il brasiliano Raimundo Santos e l’italiana Giovanna Giglioli.

Il calendario degli incontri con gli autori si è concluso con la presentazione di “Come in cielo così in terra”, un romanzo edito da Paolo Sorba e presentato insieme all’autrice Brunella Lottero. Una riflessione sulla vita, sugli affetti e sul tempo che passa, dove il rapporto tra una nonna e una nipote, negli ultimi istanti insieme, avvicina il lettore al mondo delle piante e al rispetto della natura. I due personaggi viaggiano nella memoria di una signora che ha attraversato l’infanzia con padre medico, mamma francese e tre sorelle, per poi affrontare la giovinezza con il marito filosofo, grecista e scrittore. In un contesto profondamente meditativo, la protagonista fa tesoro di ciò che scriveva Baudelaire: “Ci siamo dette cose che non possono morire”.

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