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Sabato 2 luglio a Sassari il Sardegna Pride

Evento che celebrerà anche i trent’anni del Mos. Ai giardini pubblici il Pride Village dal 30 giugno al 2 luglio

Sassari. Sabato prossimo 2 luglio Sassari ospiterà il Sardegna Pride, edizione 2022. L’evento chiuderà il percorso di Diritti al Pride, con il coinvolgimento delle realtà del coordinamento sardo LGBTQ+ e della rete Diritti al cuore. È stato seguito un programma ricco di appuntamenti, che hanno offerto l’occasione di affrontare e condividere con la cittadinanza diversi temi, dalla riflessione su linguaggio inclusivo alla discriminazione per orientamento sessuale o identità di genere, dal diritto alla libera espressione di genere alla violenza contro le donne, dal tema delle migrazioni a quello della prostituzione schiavizzata, dal contrasto alla guerra alla pena di morte, dal tema del consenso e del revenge porn alle riflessioni su HIV/AIDS e MST. Convegni, dibattiti, mostre e spettacoli che hanno permesso di raggiungere tutte le fasce della popolazione in un cammino politico, culturale, artistico che ha offerto anche l’occasione di ripercorrere la storia del movimento LGBT.

Per il Sardegna Pride, dopo due anni di pausa a causa dell’emergenza coronavirus, è stata scelta Sassari per celebrare anche i trent’anni del MOS, associazione incaricata della logistica per il 2022. Lunedì mattina a Palazzo Ducale l’evento è stato presentato alla stampa da Massimo Mele per il Mos, dall’assessora comunale alla Cultura Laura Useri, con la partecipazione delle associazioni partner di questa edizione, insieme a Claudia Aru e Luv!, autrici della canzone del Pride, a Roberto Putzu per il Sassari Beer Fest Pride Edition e Letizia Tedde per Noidonne2005. «È un evento che riveste un’importanza particolare per nostra città – ha detto l’assessora Useri –. Un segnale che la città si sta rianimando e riaffacciando alla sua vita ordinaria, ma anche un grande catalizzatore da un punto di vista turistico. E poi ha un valore importante in senso culturale e democratico. Un evento insomma inclusivo».

Il corteo partirà da piazza Università alle 18 (concentramento alle 17), sfilerà lungo corso Vico, Porta Sant’Antonio, corso Vittorio Emanuele, dove incrocerà la prima delle due partenze differite pensate insieme al movimento disabilità per agevolare la partecipazione. Terza partenza da piazza Castello, per arrivare in via Asproni e scendere l’ultimo tratto di via Roma fino a piazza d’Italia. Nel corteo sono previsti cinque carri con sound System, due pick up per agevolare il percorso di chi si stanca, quattro ambulanze e diversi soccorritori a piedi, insieme ai volontari che si occuperanno di sicurezza e della distribuzione dell’acqua alle persone. All’arrivo in piazza d’Italia è prevista la lettura del documento politico e gli interventi delle associazioni, delle madrine e la presentazione della canzone del Pride scritta e cantata da Claudia Aru e Luv!.

Massimo Mele

«Sono preventi diversi momenti di socializzazione – ha spiegato Massimo Mele –. Ci troviamo qui a due giorni dalla decisione della Corte Suprema degli Usa che ha riportato il calendario a 50 anni fa. È un momento molto drammatico con violenze, soprattutto quelle domestiche, ora riesplose. Abbiamo improntato il pride su Libertà senza confini. Non è sinonimo di anarchia, vogliamo andare oltre confini culturali e sociali che ci impediscono di esprimerci ma anche di incontrarci e contaminarci con altre persone. Questo è il significato della scelta del percorso. Non avremo grandi tir come nel passato, che facevano glamour, ma passeremo nelle strade del centro storico, un quartiere da anni in stato di abbandono, ma che è il più multietnico della città. Sarà una manifestazione contro l’odio, la discriminazione e l’ignoranza. Tutto fatto divertendoci».

Le madrine del Sardegna Pride 2022. La scelta è caduta non su celebrità ma su donne famose per il loro impegno nel sociale, nel lavoro e nell’arte. Donne che hanno lottato, e che lottano ogni giorno, per affermarsi, realizzarsi e vedere riconosciuti tutti i loro diritti, formali e sostanziali. Tre donne che rappresentano tre culture, generazioni e percorsi di vita diversi ma uniti nella determinazione e nel desiderio di essere interpreti della propria vita e del proprio tempo. Sono Francesca Arcadu, esponente UILDM, da anni impegnata sulle questioni di genere e sulla disabilità, Filomena Costa Morais, da 30 anni nella nostra città dove si è perfettamente integrata, ha una propria attività e partecipa da sempre ai movimenti sociali, e Alessandra Garau, giovane artista che ha già conosciuto lo stalking virtuale fino a vere proprie minacce di morte per la sua arte che unisce tradizione e innovazione.

Legato alla manifestazione di sabato è il Pride Village che quest’anno si terrà per la prima volta giovedì 30 giugno e il 1 e 2 luglio ai Giardini Pubblici e sarà in collaborazione con il Beer Fest, il festival delle birre artigianali. Il village è stato ideato come uno spazio arcobaleno di incontro, formazione e gioco come con i laboratori nella zona famiglie e bambine, informazione, conoscenza e partecipazione nella zona associazioni e divertimento, musica, spettacoli zona palco e stand food & drink. Sul palco artisti che spaziano dal cosplay al reggae, dall’elettronica al queerness, dalla comicità agli spettacoli in drag. Le tre serate saranno presentate da artiste d’eccezione: giovedì 30 Daniele e Laura di Bobò Chanel, venerdì 1 luglio La Trave Nell’Okkio e sabato 2, dopo il corteo, le mitiche Lucido Sottile. Tra gli altri segnaliamo Casey Spooner, eclettico performer queer, già voce dei Fisherspooner gruppo d’oro dell’electroclash e ora cantante, attore e modello, attualmente in tournée per la presentazione del suo ultimo film Fashion Babylon del regista Gianluca Matarrese. Ma anche Ava Hangar, la drag Queen cagliaritana reduce dall’esperienza di RuPaul’s Drag Race Italia, la vibrante voce di Charles Carter e delle piccole chicche, come Giuseppe Piras e Irene De Arcangelis con la canzone dello Zecchino d’Oro “Raeggetonno” e una cartoon cover band per far divertire e travestire (cosplay) i più piccoli (ma anche quelli un pò più grandi). Musica ad alti livelli con Forelock e Arawak il 30 e il batterista dei Litfiba, Luca Martelli per venerdì 1 luglio. Grande spazio allo spettacolo dal trasformismo di Gianni Dettori, agli spettacoli in drag di La Trave Nell’Okkio, Darla Fracci, Rebecca e Ava Hangar e della vocalist e performer da Madrid Sandra Love. A chiudere la tre giorni Puta Caso con un dj set electro e Giangi Cappai, dj Producer oristanese sempre in tour fra festival e discoteche di tutto il mondo. (Pagina evento https://www.sardegnapride.it/event/pride-village-sassari/). Ci sarà anche Claudia Aru, madrina d’onore del Pride, venerdì in concerto con Simone Sassu. Sabato invece insieme a Luvi canterà il nuovo inno del Pride “Per me, per te”.

Nel percorso di comunicazione del Sardegna Pride 2022 sono state coinvolte artiste, artigiane e molte scuole dell’isola con un concorso che ha portato le tre opere vincitrici a diventare manifesti per la comunicazione dell’evento. Tutte le altre opere pervenute, 107, sono esposte nelle vetrine degli esercenti del centro storico. L’operazione “Limen” a maggio ha visto partire l’affissione di opere uniche di artiste affermate, come Giulia Sale, Giusy Calia, Josephine Sassu e Moju Manuli, in collaborazione con Tonito Solinas e Leonardo Boscani. La grafica definitiva è invece opera di Alessio Loi, nuova risorsa grafica del MOS, mentre lo spot è di Alberto Zaccheddu. Per qualsiasi info il sito https://www.sardegnapride.it/ e i social Sardegna Pride e MOS.

La manifestazione gode del Patrocinio del Comune di Sassari e dell’Università degli Studi di Sassari ed è supportata da aziende e strutture del territorio fra cui anche la Fondazione di Sardegna.

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