Sardegna

Sa Die de Sa Sardigna e le migrazioni

L’assessore regionale alle Cultura Firino ieri al Teatro Massimo di Cagliari: «È un tema di riflessione sulla storia e il futuro dell’isola»

 

FirinoSaDie2016Cagliari. «Il tema della migrazione come filo conduttore de Sa die de sa Sardigna invita a una seria riflessione sulla nostra storia passata e sul futuro dell’isola». A dirlo, intervenendo al Teatro Massimo, è stata giovedì sera l’assessore della Cultura Claudia Firino. «Oggi più che mai è necessario interrogarci sul senso della nostra storia e della nostra identità – ha proseguito l’esponente della Giunta – condizionata inesorabilmente dagli spostamenti di sardi nel resto del mondo e dall’arrivo di altre genti, da terre lontane, nella nostra. Attualmente la migrazione è trattata come mero fatto di cronaca, senza un ragionamento su come questi movimenti si riflettano sulla nostra identità e cultura, soprattutto da parte delle nuove generazioni. La celebrazione del popolo sardo oggi ci deve portare a capire come costruire la società di domani, e come prendere coscienza dei nostri valori e della nostra forza di popolo per marciare uniti e determinati verso un obiettivo comune».

L’assessore Firino ha sottolineato come i sardi abbiano alle spalle una storia di migrazione anche dolorosa «per questo Sa die non è e non può essere una giornata celebrativa su un singolo momento storico, al di là di tutte le polemiche nate in questi giorni che dimostrano come il tema sia sentito e reale, ma prevede iniziative per le scuole e durante tutto l’anno. Dietro la scelta del tema della migrazione non vi è intento di ricerca di consenso né buonismo. Abbiamo invece voluto riflettere sul milione e mezzo di sardi che l’Istat conta nell’isola, senza considerare tutti coloro che vivono all’estero, ma sono e restano sardi».

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