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Robinson e Bendzius accendono la Dinamo

Nella preziosa vittoria contro Trento sono stati decisivi nell’ottima prestazione di squadra. Il punto di Aldo Gallizzi

Robinson al tiro (https://www.dinamobasket.com)

La prestazione della squadra prima di tutto, perchè senza quella i singoli difficilmente bastano, ma è altrettanto vero che all’interno di una prestazione corale, difficilmente si vince se nessuno dei protagonisti emerge. È un po’ quello che è successo nella bella e incoraggiante prova vittoriosa della Dinamo, contro l’Aquila Trento, formazione di alta classifica, che al PalaSerradimigni, al termine di una partita bella ed entusiasmante, si è dovuta inchinare al carattere e alla solidità tecnica e mentale dei ragazzi di Baioni. Giacomo Baioni, che a causa dell’assenza dell’ultimo minuto di coach Bucchi, risultato positivo al covid poche ore prima della palla a due, ha guidato dalla panchina la magistrale prova dei biancoblù. Lo stesso Baioni che, a fine partita ha dedicato il successo proprio al suo capo allenatore. La prova della squadra dicevamo: di alto livello, perchè per vincere la resistenza di una compagine tosta e forte come Trento, se non hai gli attributi vieni spazzato via. Ed è ciò che sarebbe potuto accadere in quaranta minuti caratterizzati da break e contro break, nei quali Sassari ha allungato più volte, arrivando anche al +16 nel corso del terzo quarto, per poi farsi raggiungere rischiando un tracollo psicologico che, senza la solidità mentale dimostrata, sarebbe finito con una clamorosa e pesante sconfitta. Invece ecco che quando l’ordinario non è sufficiente per spuntarla, viene fuori l’importanza di avere in squadra quei giocatori che hanno l’intelligenza e il talento per dare la spallata che serve ad indirizzare la contesa. Il riferimento è a Bendzius, letale dall’arco e non solo, ma soprattutto a Gerald Robinson. È stato proprio quest’ultimo a tirar fuori il Banco dalle secche, con un ultimo quarto stellare, per intelligenza nella gestione dei ritmi e per le giocate che hanno spaccato in due la partita, vincendo la resistenza di Toto Forray e compagni. Canestri da tre, uno contro uno brucianti, assist, accelerazioni, talento e fosforo.

Era da qualche tempo che la Dinamo non aveva in squadra un giocatore con queste caratteristiche, il pensiero torna indietro a Jerome Dyson, forse un po’ più potente di Robinson ma con meno playmaking. Ad un giocatore con questo tipo di caratteristiche, difficilmente nel basket moderno si può rinunciare, non solo per ciò che può determinare in campo, ma anche per l’entusiasmo che genera sugli spalti e fra i tifosi e ingenerale in tutto l’ambiente.

Aldo Gallizzi

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