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Roberto Cappuccinelli (M5s): «Il nostro è un programma scritto dai cittadini per i cittadini»

«Tante idee innovative, con una vera continuità territoriale, e proposte per il lavoro, per la sanità, per l’agricoltura, per le diverse tipologie di turismo e per l’ambiente»

Roberto Cappuccinelli

Sassari. Roberto Cappuccinelli, ricercatore presso Porto Conte Ricerche, laurea in Scienze Biologiche all’Università di Sassari e dottorato di ricerca in “Riproduzione, produzione, benessere animale e sicurezza degli alimenti di origine animale”, è candidato nella circoscrizione sassarese al Consiglio regionale della Sardegna alle elezioni di domenica prossima nella lista del Movimento 5 stelle, che propone Francesco Desogus alla Presidenza della Regione.

Perché la sua candidatura al Consiglio regionale sardo? A chi darà voce se sarà eletto?
«La mia candidatura è dovuta all’amore incondizionato che ho per questa terra, che mi ha accolto quando avevo 5 anni, in cui sono cresciuto, ho studiato, in cui sono nate le mie figlie e che mi ha fatto diventare parte di essa. Se sarò eletto, la mia priorità sarà rappresentare i cittadini di tutti i 66 comuni della circoscrizione elettorale di Sassari».

Il M5s per la prima volta si presenta alle elezioni regionali. Una novità non solo come presenza politica ma anche come proposte?
«La presenza politica senza un programma serio e attuabile ha veramente poco senso e noi presentiamo un programma scritto dai cittadini per i cittadini, con tante idee innovative, con una vera continuità territoriale, con tante proposte per il lavoro, per la sanità, per l’agricoltura, per le diverse tipologie di turismo e per l’ambiente. Con la credibilità di chi fa quello che dice».

A Roma governate insieme alla Lega, che in Sardegna è parte invece della coalizione di centrodestra. Un rapporto temporaneo o un’alleanza vera e propria?
«Già il fatto che la Lega qua si presenti assieme alla coalizione di centrodestra, evidenzia che la nostra non è un’alleanza, ma è semplicemente un contratto frutto di una necessità contingente per poter attuare le proposte del programma elettorale. Noi qua ci presentiamo da soli, coerenti con le nostre idee e con le battaglie intraprese nel corso degli anni».

L’Isola ha bisogno di lavoro e di uscire da una situazione economica non positiva. Quali ricette avete, oltre alle soluzioni adottate dal governo centrale? Su quali settori bisognerebbe puntare secondo lei?
«Il lavoro è il tema principale del programma del Movimento 5 Stelle. Senza lavoro non ci può essere né sviluppo né benessere né un futuro per i nostri figli. Pertanto è indispensabile mettere al centro delle politiche attive le vere esigenze dei territori, calibrando la formazione professionale al fabbisogno di personale e alle esigenze del tessuto imprenditoriale. Sarà opportuno disincentivare il ricorso al tirocinio e parallelamente, consolidare il sostegno economico all’apprendistato, che è l’unico contratto di natura mista, presente nel panorama normativo nazionale. Parallelamente occorre rafforzare le competenze professionali post lauream, favorendo quindi l’integrazione nel mondo del lavoro di figure d’eccellenza.
Inoltre, è fondamentale che la Regione Sardegna possa esercitare la propria autonomia in materia di incentivazione occupazionale, con l’istituzione di bonus in favore delle imprese, nel rispetto dei regolamenti europei e delle soglie de minimis».

RobertoCappuccinelliFrancescoDesogus
Con Francesco Desogus, candidato presidente delle Regione

Il centrosinistra propone Zedda, il centrodestra Solinas. Perché invece Francesco Desogus è il candidato migliore per guidare la Sardegna?
«Da una parte abbiamo un candidato fantasma alla guida di undici liste, che ha quasi completamente disertato questo territorio, affidando la propria campagna elettorale a Salvini, al punto che spesso mi viene difficile spiegare alle persone chi è il candidato governatore del centrodestra. Dall’altra abbiamo quella che è stata unanimemente riconosciuta come la peggior Giunta regionale mai vista, che pur di sopravvivere a se stessa ha sostituito Pigliaru con Zedda, accompagnandolo con uno slogan: come se bastasse una mano di cipria per non farsi riconoscere. Pensiamo solo al fatto che ricandidano quattro assessori uscenti e tutta la vecchia nomenklatura, addirittura, per sua stessa ammissione, a insaputa del candidato governatore! Francesco Desogus è una persona capace, seria e preparata, che si presenta con un programma condiviso e attuabile, e soprattutto con la credibilità di chi fa quello che dice».

Sassari e il nord ovest dell’Isola vivono una crisi devastante. Lei e il M5s cosa proponete?
«In questi ultimi 5 anni abbiamo assistito al declassamento dell’aeroporto di Alghero, del porto di Porto Torres, al sistematico saccheggio della sanità, non solo per Sassari, ma anche per altre importanti realtà del territorio, come Ozieri, Thiesi e Ittiri; a un continuo impoverimento del tessuto sociale ed economico, in nome di cosiddette riforme mai annunciate nel programma elettorale del centro-sinistra. Far ripartire il territorio del nord ovest della Sardegna, dopo quello a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, sarà un’impresa! Ma noi amiamo le sfide impossibili, proprio per questo ho proposto la mia candidatura, per contribuire al rilancio del mio territorio e dell’intera Sardegna».

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