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Rizzu (Sassari Civica): «Il sindaco ci chieda scusa»

«L’unico in malafede è lui, che ha tradito la chiara indicazione data dagli elettori: un progetto civico che prevedeva l’esclusione assoluta dei partiti nazionali»

Massimo Rizzu

Sassari. All’indomani delle affermazioni del sindaco Campus, il coordinatore cittadino di Sassari Civica interviene per fare chiarezza e spazzare le false accuse rivolte. «Trovo disgustoso – scrive Massimo Rizzu, consigliere comunale – leggere che Campus parla di “malafede”, l’unico in malafede è lo stesso sindaco, che ha tradito la chiara indicazione data dagli elettori: un progetto civico che prevedeva l’esclusione assoluta dei partiti nazionali. Tutti i sassaresi ricordano le chiare dichiarazioni di Campus in campagna elettorale, che urlava “mai più con i partiti nazionali”; per poi allearsi con il M5S, risultato perdente. Chissà se i sassaresi sono contenti di vedere governata la città da chi è stato sonoramente bocciato. L’incompatibilità politica è nata all’indomani della vittoria, difatti nella prima riunione di maggioranza, a Consiglio non ancora insediato, affermò che se non avessimo fatto ciò che lui voleva, ovvero il gruppo unico, saremmo andati tutti a casa. Insomma, un inizio consiliatura con la prima minaccia di dimissioni. Minacce politiche che, ricordo, hanno proseguito per mesi e mesi, utilizzate come leva verso i neo-eletti in ogni occasione in cui si tentava di sviluppare un dibattito».

Già da subito, Campus, decise di smembrare le liste per costituire il gruppo misto di maggioranza, a sua svolta sciolto per le grossissime difficoltà nella conduzione del medesimo gruppo.

«Chi si è sottratto al confronto – prosegue Rizzu – non è certamente il gruppo che rappresento a livello cittadino, anzi abbiamo tentato diverse interlocuzioni e avanzato richieste di maggior coinvolgimento di tutta la maggioranza nelle scelte da assumere per il bene della città, un lavoro di gruppo e una crescita assieme; ed è evidente che la nostra esclusione è stata dettata dal timore che eravamo e siamo l’unico gruppo strutturato a livello locale e regionale, seppur con una connotazione certamente civica. Altrettanto doveroso è rimarcare che non è assolutamente vero che gli altri consiglieri di maggioranza hanno deciso di allontanarci, con i quali abbiamo un ottimo rapporto, difatti tanti colleghi mi hanno riferito che è stata una scelta assunta dal solo sindaco».

Una prassi consolidata, quella del primo cittadino, di non coinvolgere nessun consigliere, come d’altronde avviene in Aula, dove è il solo sindaco ad assumere ogni qualsivoglia decisione.

«Sono stati disattesi – rimarca il coordinatore cittadino – tutti gli accordi assunti in campagna elettorale con la città, a partire dall’alleanza con i 5 stelle. Sarebbe stato assolutamente naturale e doveroso che il sindaco e la maggioranza facessero di tutto per ripristinare la calma all’interno della stessa, cosa che non ha assolutamente voluto perché aveva compreso che non potevamo essere messi a tacere con la sua classica e repentina minaccia di dimissioni. Inoltre, affinché la città lo ricordi, lui era stato chiamato dalle liste e dai cittadini a rappresentarli, e non come unico uomo al comando. Infine, giova ricordare, che sul programma elettorale abbiamo più volte sollecitato il sindaco ad attuare diversi punti programmatici, tra cui il servizio di stazioni mobili che dovevano essere dislocate in più punti della città e che dovevano essere utili ai cittadini per espletare servizi comunali e pratiche amministrative; e ancora la tanto decantata riduzione dei costi dei parcheggi di superficie e la predisposizione di navette che collegassero i parcheggi periferici alla città. Sollecito che, purtroppo, non è mai stato recepito dal sindaco».

Anche il capogruppo Peppino Palopoli replica alle dichiarazioni del sindaco: «Sono quasi stanco di ripetere che non sono mai uscito dalla coalizione che era stata proposta agli elettori e che poi è diventata maggioranza. Se risulto scomodo perché non faccio il soldatino e dico le cose come stanno non è un problema mio; gli unici problemi di cui mi occupo sono quelli che mi sottopongono le persone che si rivolgono continuamente a me. Non mi interessa commentare le dichiarazioni del sindaco su bravi e cattivi o su chi (e perché) è stato premiato dall’inizio o in corso d’opera, mi sembrerebbe di rimestare nel torbido e non ne ho alcuna intenzione».

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