Porto Torres

Riservare il 5 per cento degli appalti pubblici alle cooperative sociali

Proposta del Partito del Sardi. Seminario a Porto Torres promosso dal coordinamento provinciale. L’obiettivo è creare nuova occupazione

 

 

PdsPortoTorresIncontro7ottobrePorto Torres. Una legge regionale che imponga di riservare il 5 per cento degli appalti pubblici in Sardegna alle cooperative sociali. È la proposta scaturita dal seminario organizzato nella città turritana dal Partito dei Sardi, che sarà elaborata in documento e che segue una lettera aperta, già inviata al Presidente della Regione, Francesco Pigliaru, da parte del coordinatore territoriale del Partito dei Sardi di Sassari Ottavio Sanna. Opportunità e criticità della proposta sono emerse nel corso del seminario, a cui ha partecipato il segretario nazionale del Partito, Franciscu Sedda, e i coordinatori territoriali Ottavio Sanna e Alessandro Pinna, oltre all’esperto Benedetto Sechi, dirigente di Legacoop e presidente del Gruppo di azione costiera del Nord Sardegna. Ha introdotto i lavori Alessandro Pinna, che insieme al coordinamento di Porto Torres ha organizzato l’evento. La cooperazione, e in particolare la cooperazione sociale, ha detto in sintesi Pinna, è una delle forme più adeguate per superare la gravissima crisi occupazionale nel territorio del Sassarese e in generale nell’Isola. Stanno cambiando vertiginosamente gli assetti economico-sociali e i vecchi sistemi di gestione del territorio si rivelano sempre più inadeguati. La politica e le Istituzioni devono creare le condizioni per la creazione di numerose imprese locali di tipo cooperativistico, le quali siano guidate a valutare e a scoprire le opportunità e le ricchezze dei luoghi in cui sorgono le attività.

Benedetto Sechi ha evidenziato come la storia della cooperazione in Sardegna, pur con eccellenti esempi, sia stata caratterizzata da numerose iniziative politico-imprenditoriali di tipo speculativo, costruite dall’alto più per utilizzare gli abbondanti fondi pubblici a disposizione che per creare imprese sane e realmente inserite nel contesto produttivo. La cooperazione deve partire da idee fattibili, da progetti realizzabili, da competenze lavorative spendibili e in queste valutazioni, ha detto Sechi, può intervenire con successo il supporto delle confederazioni e delle leghe.

Ottavio Sanna, che vanta una lunga esperienza nella dirigenza delle Acli oltre che nella creazione diretta di imprese e cooperative sociali, ha ribadito come il tema del lavoro costituisca la priorità assoluta nella azione politica del Partito dei Sardi, il quale, a livello territoriale, mantiene una visione ampia del problema occupazionale, da non trattare per ambiti ristretti nei singoli contesti produttivi. Occorre, ha detto, un vero piano industriale per il Nord Sardegna, dove “industria” va inteso nella sua accezione più completa, che comprenda tutte le attività economiche integrate fra loro, comprendendo Ambiente, Agricoltura, Cultura del territorio.

La politica e le amministrazioni, comprese quelle locali, devono incentivare la cooperazione sociale, e gli strumenti non mancano, ha detto Sanna. A partire dalla legge n. 381 del 1991, che all’art. 5 prevede l’interazione diretta fra ente pubblico e cooperative sociali e indica i modi per favorirne la costituzione. I fondi strutturali per il sostegno alle cooperative, il progetto regionale Garanzia Giovani, sono strumenti già attivabili per una risposta immediata. Ma ciò che darebbe un impulso decisivo, sarebbe la destinazione di una parte dei fondi destinati agli appalti pubblici alle cooperative sociali.

Ha chiuso gli interventi il segretario del Partito dei Sardi Franciscu Sedda, il quale ha sottolineato come la cultura della cooperazione sia stata recepita dal Partito come fondamentale anche nella sua struttura interna di corpo sociale. Nelle sue azioni di governo regionale, con Paolo Maninchedda e lo stesso Franciscu Sedda, il Partito si è impegnato in primo luogo nel mettere a dialogo istituzioni ed enti che prima di questa legislatura non avevano cooperato, ottenendo risultati storici nelle controversie fra Comuni e Abbanoa, fra Regione e Anas, fra Area e Assessorati regionali. Il Partito, ha concluso Sedda, anche fuori dalle amministrazioni, si impegnerà per dare risposte a chi cerca un orientamento nella cooperazione o ambienti che possano fungere da incubatori di esperienze.

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