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Risanamento conservativo per la chiesa di Santa Croce a Ossi

Per riqualificare l’edificio seicentesco al centro del paese saranno spesi 210 mila euro per una ristrutturazione da completare in 150 giorni

Ossi. La piccola chiesa di Santa Croce che si posiziona al centro del paese verrà presto ristrutturata. Si tratta di una riqualificazione per una somma di 210 mila euro, di cui 60 mila provenienti dal mutuo comunale 2021 e 150 mila finanziati dalla Regione Sardegna.

«Nel programma elettorale abbiamo inserito il completamento e il recupero della chiesa di Santa Croce e del cortile adiacente, non solo perché merita una degna ristrutturazione che veda per un lungo tempo la messa in sicurezza dell’edificio, ma anche perché rappresenta, per gran parte della mia comunità, un luogo di appartenenza, una chiesa che merita di essere abbellita per accogliere i suoi fedeli», ha detto il sindaco Pasquale Lubinu.

I lavori di risanamento e messa in sicurezza, guidati dall’architetto Monica Ortu che ha stimato un tempo di esecuzione di circa 150 giorni, interesseranno gli spazi interni ed esterni dell’edificio, dalla sistemazione della copertura con la pulizia delle grondaie, un sistema di raccolta acque e la riparazione del manto di copertura. I prospetti verranno interessati dalla demolizione di intonaci ammalorati e rifacimento con intonaco di tipo macroporoso, previo trattamento di pulitura, con successiva mano di decapante, antisale e consolidante mentre le pareti verranno rasate e tinteggiate a base calce. Il Ripostiglio, la Sacrestia e in particolare le parti esterne quali facciata, campanile e cortile interesseranno in maniera importante i lavori di ristrutturazione. Quest’ultimo (il cortile), infatti, risulta fortemente compromesso, complici l’incuria e l’incedere del tempo.

Storia. Non si conosce con esattezza la data in cui è stata realizzata la chiesa di Santa Croce, probabilmente nel 1611 con la costituzione della confraternita. Nel 1803 si fecero i primi lavori di ristrutturazione nell’oratorio, poco più avanti furono rinnovati gli altari, ma i veri problemi si presentarono all’inizio del ‘900. Lo stesso giornalista Turanve, nel 1964, definì la chiesa come «vecchia, umida, grezza all’esterno e scalcinata all’interno, cadente come nessuna chiesa di campagna». Nonostante i restauri degli anni precedenti (rinnovo del tetto nel 1937, intonacatura esterna nel 1940 e restauro totale nel 1944), l’edificio non pareva in ottimo stato. Anche gli arredi, collocati quasi tutti dopo il 1812, erano pochi.

Nel 2002 venne realizzato un progetto di restauro che prevedeva la spicconatura dell’intonaco esterno a base cementizia, della facciata principale e del prospetto sinistro, il rifacimento dello stesso a base calce con relativa tinteggiatura e la riorganizzazione del sistema di smaltimento delle acque meteoriche con la raccolta su pozzetti lungo il lato strada, ma, che di fatto, non era stato realizzato, poiché, ad oggi i pluviali scaricano direttamente sul manto stradale. In tale occasione venne realizzato una sorta di portale che incornicia il portone d’ingresso principale. Tale intervento venne realizzato nel 2005. Oggi, grazie, al finanziamento di 210 mila euro si prevede di mettere la parola “fine” a tutta la serie di interventi di ristrutturazione.

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