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Ripresa post lockdown, tre mesi di successi al Teatro Verdi di Sassari

Dieci spettacoli al mese e 93 alzate di sipario. Prosegue la collaborazione tra Teatro e/o Musica e Abno. Al via la pianificazione del cartellone primaverile

Sassari. Bilancio nettamente positivo per la stagione appena conclusa nello storico teatro Verdi di Sassari a tre mesi dalla riapertura a capienza piena dopo il lockdown imposto dalla pandemia. «Da ottobre a dicembre possiamo calcolare 93 alzate di sipario ccon una media di dieci spettacoli al mese. Come Teatro e/o Musica abbiamo recuperato gli appuntamenti cancellati nel 2020 e presentato nuove produzioni per un totale di 68 spettacoli. Abbiamo poi ospitato altri 25 progetti artistici organizzati da altre associazioni e compagnie del territorio. Questo conferma che il Teatro Verdi è un presidio culturale permanente in città, punto di riferimento anche per il pubblico che ci ha seguito numeroso adattandosi alle nuove regole sanitarie anti covid. La voglia di tornare a teatro ha prevalso su ogni timore sul rischio contagio e i dati confermano che nel rispetto dei protocolli sanitari i teatri sono luoghi sicuri». A raccontare i primi tre mesi di riapertura del Verdi è Stefano Mancini, direttore artistico di Teatro e/o Musica la cooperativa che da sei anni gestisce il teatro sassarese.

Un particolare successo ha riscosso nei mesi scorsi la rassegna Beethoveniana realizzata nell’accogliente sala concerti spazio perfetto per la musica da camera. «Il pubblico si è trovato in un contesto raccolto, dove si respirava un’atmosfera da salotto ottocentesco, ad ascoltare un repertorio composto da Beethoven per le accademie musicali. Il successo è stato immediato abbiamo registrato subito il tutto esaurito. Forti di questo risultato abbiamo deciso di replicare ogni singolo concerto di questa mini stagione concertistica». Numeri importanti anche per la rassegna “Voci di donna” e per il gran finale di stagione che ha presentato sul palco un doppio tributo a due band storiche, i Beatles e i Genesis, per un fine anno che ha condotto gli spettatori dal beat al rock alla progressive. «Le nostre proposte proseguiranno nel nuovo anno – conclude Mancini – appena iniziato nel segno della musica dal vivo con produzioni e rassegne dedicate a diversi generi musicali. Tornerà la stagione dedicata alla classica “I grandi interpreti della musica” e apriremo a nuovi eventi lo spazio “riscoperto” della sala concerti con un cartellone che stiamo delineando proprio in questi giorni. È confermata inoltre la fortunata collaborazione che ha preso il via nel 2021 con l’associazione Blue note Orchestra – Orchestra jazz della Sardegna che ha riportato il jazz al Teatro Verdi». Questo sodalizio artistico tra due fra le più importanti realtà culturali del territorio è nato nel maggio del 2021 con l’idea di dare forma simbolicamente al desiderio comune di unire le forze per far ripartire con determinazione lo spettacolo dal vivo in Sardegna. Una scommessa andata a buon fine visti i risultati che hanno portato al Verdi numerosi eventi di grande successo alcuni realizzati in coproduzione tra le due associazioni. «Il Verdi è diventato la nuova casa dell’Orchestra Jazz della Sardegna – dice il direttore artistico di Abno Gavino Mele –. Nell’anno appena concluso abbiamo presentato con successo due delle nostre rassegne più apprezzate “Jazz op” e “To be in jazz: I concerti aperitivo”. Il teatro cittadino offre uno spazio ideale per la musica jazz. Torneremo presto al Verdi con il cartellone primaverile che sarà annunciato prossimamente». Tra gli eventi in programma anche la nuova edizione di “Jazz Op” dedicata ai progetti originali scritti appositamente per l’organico dell’Ojs.

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