Sardegna

Referendum trivelle, nuovo incontro pubblico

Martedì pomeriggio a Pattada a confonto le ragioni del sì e del no. Ganau: «Tutte le concessioni devono avere un inizio e una fine»

 

 

GanauPattadaPattada. «Dati climatici allarmanti come lo scioglimento della metà dei ghiacciai alpini o l’inarrestabile erosione delle coste, ci dicono che anche il nostro Paese ha bisogno di una svolta. Lo ha fatto la Francia che dopo l’incidente nella Loira ha chiesto una moratoria sulle trivellazioni o i croati che hanno deciso di non investire più sulle piattaforme petrolifere e l’Olanda che ha depositato una proposta di legge per vietare entro il 2025 l’utilizzo di auto a benzina e gas. Hanno capito la strada giusta da seguire e che il futuro lo costruiamo oggi». Ieri pomeriggio (martedì) Gianfranco Ganau, presidente del Consiglio regionale e delegato sardo nel comitato promotore delle regioni, ha partecipato al confronto pubblico promosso a Pattada dall’associazione politico – culturale “Pattada Democratica” nello spazio del centro sociale di via Veneto. L’incontro, moderato da Marco Deiosso e Annamaria Cicilloni è stata l’occasione per illustrare al pubblico le ragioni del sì, affidate al massimo rappresentante dell’Assemblea sarda, e quelle del no illustrate dall’architetto ed esponente del Pd di Ozieri Michele Calaresu.

«Il quesito referendario è molto chiaro – ha sottolineato Ganau – molto più chiaro di quello che si racconta, tutte le concessioni devono avere un inizio e una fine, con possibilità di proroga ma non certo sino ad esaurimento del giacimento, se abbiamo deciso che entro le 12 miglia in mare ormai è vietato trivellare. Il tema vero è quale futuro energetico vogliamo per il nostro paese. Abbiamo avuto davvero poco tempo per informare i cittadini, quindici giorni per organizzare una campagna referendaria con tutte le difficoltà legate al fatto che le regioni non sono certo strutturate per mettere in piedi una campagna capillare nei territori come lo sono i partiti».

Il presidente Ganau ha parlato poi della sicurezza degli impianti, «sicuramente a basso rischio rispetto a molti altri – ha detto – ma la cronaca di questi giorni ci dimostra che gli incidenti sono possibili e purtroppo accadono».

 

Tags

Articoli collegati

Back to top button
Close
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: