EvidenzaPolitica

Progetto Moss-Mobilità sostenibile a Sassari, finanziamenti a rischio?

Il capogruppo del Pd Giuseppe Masala ha presentato un’interpellanza rivolta alla Giunta comunale. Si rischia di perdere un milione e 600 mila euro

Il capogruppo del Pd Giuseppe Masala

Sassari. Il Comune di Sassari rischia davvero di perdere un milione e 600 mila euro? È quanto chiede con ‘interpellanza rivolto al sindaco Campus e alla Giunta comunale il capogruppo del Pd Giuseppe Masala, insieme ai colleghi del gruppo dem Fabio Pinna, Giuseppe Mascia e Carla Fundoni. Nel 2017 Sassari arrivò sesta nella graduatoria del Programma nazionale sperimentale di mobilità sostenibile casa-lavoro e casa-scuola, con un finanziamento di 1,6 milioni di euro, utilizzati per il progetto “Moss-Mobilità sostenibile a Sassari”. L’attuale Amministrazione ha però spiegato di «valutare il progetto come un ulteriore impatto significativo sulla città che va ad aggiungersi allo scompenso già subito a seguito della realizzazione delle piste ciclabili, soprattutto in alcuni punti nevralgici tra cui viale Italia o via Diaz, e che per questo ha disposto di sospendere il proseguo del succitato progetto e di richiedere al Ministero dell’Ambiente (finanziante) l’autorizzazione a procedere a una necessaria revisione della proposta di progetto»

Ecco il testo della mozione.

 

PREMESSO
che il Comune di Sassari nell’anno 2017 è arrivato sesto – dopo la Città metropolitana di Torino e i Comuni di Padova, Torino, Modena e Cremona che portano avanti piani per la mobilità sostenibile ormai consolidati – nella graduatoria del Programma nazionale sperimentale di mobilità sostenibile casa-lavoro e casa-scuola, con un finanziamento di 1,6 milioni di euro, finanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, fondi che sono stati utilizzati per il progetto “Moss-Mobilità sostenibile a Sassari”;

  1. che il summenzionato progetto, sviluppato in collaborazione con Centralabs (spin-off dell’Università degli studi di Cagliari) prevede:
  2. integrazioni piste ciclabili di primo livello (livello urbano);
  3. realizzazione di micro reti ciclabili di quartiere integrate con le precedenti;
  4. realizzazione di punti di bike parking;
  5. realizzazione di sistemi di Bike Sharing;
  6. allestimento di rastrelliere;
  7. acquisizione di nuovi mezzi ciclabili (bici tradizionali e bici a pedalata assistita);
  8. realizzazione di sistemi Piedibus (per i bambini delle primi tre classi delle elementari) e Bicibus (per le ultime due classi delle elementari) nelle scuole primarie;
  9. promozione e realizzazione del car-pooling di accesso alle scuole;
  10. rafforzamento e potenziamento dei “nonni vigile”;
  11. introduzione dei Bonus Finanziari “mobilità e ciclabilità” per studenti e/o lavoratori;
  12. introduzione di elementi di traffic calming a favore della pedonalità e ciclabilità;
  13. organizzazione di azioni promozionali di marketing e di incentivo e supporto all’uso del Car-pooling di accesso alle scuole sopra elencate;
  14. realizzazione di laboratori di ciclo-officina sperimentale, finalizzata ad insegnare ai bambini i rudimenti sull’uso e manutenzione della propria bicicletta e quindi a favorirne il suo utilizzo;
  15. realizzazione di 2 eventi e campagne di sensibilizzazione e promozione all’uso della bici e della pedonalità, da realizzare in collaborazione con i cittadini e le scuole coinvolte, oltre ad alcune uscite didattiche;
  16. attività e azioni di comunicazione e formazione per Mobility Manager presso le scuole coinvolte, al fine da incentivare la diffusione di tale figura e la sua autonomia in fase di gestione delle attività legate alla mobilità sostenibile;
  17. attività di comunicazione e attivazione di laboratori di tipo didattico finalizzati alla promozione dell’uso della bicicletta nei percorsi casa-scuola e casa-svago rivolti ai bambini delle scuole primarie coinvolte delle classi 3° 4° e 5° elementare (laboratori per insegnare ai bambini la manutenzione ordinarie delle biciclette, corsi di guida sicura).

che il progetto prevede il coinvolgimento di soggetti terzi quali l’Università degli studi di Sassari, l’Azienda di trasporti pubblici, l’Istituto comprensivo “Latte Dolce–Agro” (che comprende quattro plessi di scuola dell’infanzia, tre plessi di scuola primaria, due Istituti di scuola secondaria di primo grado e sette Istituti superiori (l’Istituto tecnico industriale “G. M. Angioy”, l’Istituto tecnico agrario “Niccolò Pellegrini”, l’Istituto di istruzione superiore Devilla, il Liceo scientifico “Giovanni Spano”, il Liceo classico, musicale e coreutico “D. A. Azuni”);

CONSIDERATO
che l’Amministrazione attuale ha in diverse occasioni dichiarato di valutare il progetto come un ulteriore impatto significativo sulla città che va ad aggiungersi allo scompenso già subito a seguito della realizzazione delle piste ciclabili, soprattutto in alcuni punti nevralgici tra cui viale Italia o via Diaz, e che per questo ha disposto di sospendere il proseguo del succitato progetto e di richiedere al Ministero (finanziante) l’autorizzazione a procedere a una necessaria revisione della proposta di progetto, e questo almeno per calibrare e convogliare le somme oggetto di finanziamento con l’attuazione di differenti azioni più incentrate sul versante di infrastrutture alla sicurezza stradale di cui Sassari ha necessità;

Meazza: «Non ci saranno altre viale Italia o via Diaz»

che la precedente Amministrazione aveva ipotizzato di dare incarico e indicazioni ai tecnici del settore lavori pubblici di rimodulare il progetto preliminare evidenziando che non vi fosse alcuna intenzione di tracciare nuove ciclabili in via Napoli, in via Catalocchino, in via Coppino o in via Monte Grappa poiché troppo impattanti, ma piuttosto di voler programmare solo gli interventi necessari a chiudere l’anello dei percorsi ciclopedonali limitando così la soppressione degli stalli e riducendo l’impatto sul traffico;

che gli indirizzi progettuali da definire erano finalizzati a chiudere l’anello dei percorsi ciclopedonali, collegando la pista proveniente dalla strada per Ittiri a quella di viale San Pietro-via padre Taddei; seguendo i medesimi indirizzi di voler proseguire in via Enrico de Nicola fino a via Turati in direzione del Comando dei Carabinieri per collegare l’altra pista su via Washington e via Rockefeller; di voler procedere da via Verona verso via Rizzeddu fino all’ incrocio con via Monte Grappa per servire gli istituti Scientifico, Ragionieri e Geometri senza pista ciclabile su via Monte Grappa proseguendo invece in via Venezia di modo da realizzare un marciapiede ciclopedonale dalla casa dello studente fino a via Rockefeller;

ATTESO
che una rimodulazione del progetto, nato per ridurre le emissioni di co2 nelle città e di promuovere nelle stesse una mobilità sostenibile e alternativa, finalizzata all’attuazione di differenti (non ben definite) azioni più incentrate sul versante di infrastrutture alla sicurezza stradale, scaturirebbe verosimilmente la concreta perdita dei finanziamenti pari a € 1.600.000;

considerato quanto sopra esposto, con la presente interpellanza si chiede:

  • al Sindaco e all’Assessore competente di conoscere lo “stato dell’arte” del summenzionato progetto;
  • di conoscere quale sia l’eventuale responso del Ministero dell’Ambiente circa la Vostra richiesta di rimodulazione finalizzata all’attuazione di differenti azioni più incentrate sul versante di infrastrutture alla sicurezza stradale;
  • se esiste, ad oggi, una concreta possibilità di perdita del finanziamento.

Consiglieri Comunali PD
Giuseppe Masala
Fabio Pinna
Giuseppe Mascia
Carla Fundoni

Tags

Articoli collegati

Back to top button
Close
Close

Adblock Detected

Please consider supporting us by disabling your ad blocker
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: