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Precari Scuola Autoconvocati, oggi manifestazione a Sassari

Contro la politica inadeguata del Ministero. Intanto il numero minimo di studenti per classe è fissato a 22. E le regole contro il virus?

Sassari. Il Coordinamento Precari Scuola Sardegna manifesta in piazza Castello a Sassari giovedì 4 giugno alle 17 «contro la politica inadeguata del Ministero della Pubblica Istruzione che getterà la scuola nel caos e rischia di sostituire migliaia di insegnanti precari Sardi con insegnanti provenienti da altre regioni d’Italia». Di seguito la nota stampa.

Accorpamenti di classi a settembre, alla faccia del Covid-19! L’anno scolastico in arrivo non sarà semplice. Dovremo fare i conti con il Covid-19, col distanziamento sociale e con le disposizioni del comitato tecnico-scientifico del Governo.  L’unico che sembra non averlo capito è proprio il Ministero che con la nota n. 487, emanata ad aprile, porta il numero minimo di studenti per classe a ben 22. Questo causerà accorpamenti di classi sino anche a 33 alunni. Passeremo da “classi pollaio” a “classi lazzaretto” dato che non esiste alcuna scuola che disponga di aule abbastanza grandi per garantire il distanziamento sociale. I Dirigenti Scolastici dovranno buttare giù le pareti? Ci saremmo aspettati provvedimenti adeguati alla situazione e presi in tempo utile, invece abbiamo solo punti di domanda.

Concorso straordinario e “Call Veloce”, a settembre “supplentite” ed esodo per i precari sardi. Partiamo da una considerazione pratica: nessun concorso scuola in Italia si è mai concluso prima di tre anni dal suo inizio. La macchina dei concorsi è lenta e farraginosa e non è in grado di garantire insegnanti di ruolo in cattedra a settembre. I sindacati hanno cercato di far capire questo alla Ministra proponendo di assumere i precari che da anni tengono aperte le scuole direttamente dalle graduatorie per le supplenze. Piuttosto che accettare il suggerimento dei sindacati il Ministero preferisce attuare la famigerata “Call Veloce”, una nuova norma che porterà alla graduale sostituzione dei 5000 insegnanti precari Sardi con insegnanti provenienti da altre regioni d’Italia.  La “Call Veloce” è la ciliegina sulla torta della decennale discriminazione della Sardegna. A causa della mancanza di percorsi abilitanti gli insegnanti precari Sardi hanno avuto scarse possibilità di ottenere il titolo, trovandosi esclusi dalla maggior parte dei concorsi. Inoltre, il numero di posti per i concorsi nell’Isola è sempre stato esiguo. Oggi quei posti per i quali i Sardi non hanno mai potuto concorrere, ma che costituiscono la fonte di reddito per 5000 famiglie, potrebbero essere assegnati a colleghi di altre regioni che invece hanno potuto fare il concorso nel proprio territorio. I DOCENTI DA METTERE IN CATTEDRA A SETTEMBRE CI SONO E SIAMO NOI PRECARI SARDI. Non c’è bisogno di chiamare docenti da altre regioni d’Italia. 

Emergenza sostegno: la Sardegna Cenerentola d’Italia. Il prossimo concorso straordinario prevede solo 111 posti per insegnanti di sostegno in Sardegna a fronte di 3000 posti affidati a docenti precari senza specializzazione. I 3000 precari Sardi del sostegno non potranno neanche sperare di vincere il concorso per la loro materia di insegnamento poiché il Ministero ha deciso che il servizio prestato sul sostegno vale zero ai fini dei concorsi su posto comune. E così gli alunni con disabilità anche il prossimo anno cambieranno supplente e i precari resteranno tali, ma sempre pronti per essere sfruttati per garantire l’inclusione senza avere alcun diritto a partecipare al concorso o al corso di specializzazione per il sostegno. Sarebbero queste le risposte del Ministero alle esigenze del sistema scolastico?

Mai come da quest’anno la continuità didattica sarà importante. I nostri alunni stanno concludendo l’anno scolastico corrente con la Didattica a Distanza (DaD), anche se l’intero sistema scolastico ha fatto del proprio meglio, ci saranno apprendimenti da recuperare, ma soprattutto bisognerà accompagnare i ragazzi che non sono stati raggiunti dalla DaD nel rimettersi in pari. In Sardegna gli studenti non raggiunti dalla DaD sono stati 50.000 (un quarto del totale). Per garantire loro un recupero delle competenze sarà necessario programmare la didattica nel lungo periodo e questo non può prescindere dalla possibilità di avere lo stesso docente nel tempo a partire da settembre. Questo può essere garantito solo assumendo i precari direttamente dalle graduatorie per le supplenze.

Invitiamo anche le famiglie a raggiungerci in piazza Castello per dire: “Mai più DaD! Evviva la scuola in presenza!” Inorridiamo infatti davanti alle affermazioni dei tecnici del Ministero che parlano di scuola ibrida e di DaD a settembre. La scuola è fatta da persone, a scuola si cresce, si impara a stare al mondo, non davanti a un PC!

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