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Pesca dell’aragosta vietata all’Asinara

Il sindaco di Stintino Antonio Diana critica la decisione della Regione e in qualità di vicepresidente del parco nazionale vieta la pesca nell’area marina protetta

 

 

AragostaStintino. Una lettera pacata ma che esprime la massima contrarietà verso il decreto che l’assessore regionale all’Agricoltura ha siglato aprendo, sino al 15 settembre, alla possibilità di pescare l’aragosta nei mari della Sardegna. A scriverla e inviarla al presidente Francesco Pigliaru, all’assessore dell’Agricoltura Elisabetta Falchi e all’assessore alla Difesa dell’ambiente è il sindaco di Stintino Antonio Diana. Lo stesso nelle vesti di vicepresidente del Parco nazionale dell’Asinara ha anche vietato la pesca dell’aragosta nell’area marina protetta dell’isola parco.

Nella missiva indirizzata alla Regione il sindaco scrive che i motivi del disaccordo sono da ricercare nel fatto che «la proroga comporterà uno sforzo di pesca eccessivo concentrato nella stagione in cui inizia la deposizione delle uova, causando un importante danno agli stock ittici dell’aragosta». Antonio Diana che nei giorni scorsi aveva già scritto alla Regione, invitando gli amministratori di viale Trento a non adottare la proroga, fa presente che «fatta eccezione per una esigua rappresentanza delle marinerie sarde, la maggior parte delle stesse, tra le quali anche quelle del comune di Stintino e del Nord Sardegna, si erano espresse totalmente contrarie a una deroga del fermo biologico. La comunicazione e l’adozione del decreto regionale – prosegue – è avvenuta a ridosso della data di scadenza, non consentendo agli enti di poter disporre dei tempi tecnici per l’avvio degli atti di opposizione a tale decisione politica».

Il sindaco quindi è critico anche nei riguardi della motivazione con la quale è stata concessa la deroga, perché «si ritiene che tale sperimentazione sia del tutto evitabile in quanto, come dimostrato in passato, consente di ottenere scarsi risultati, e si dimostra nel complesso inefficace. A tale riguardo – afferma ancora – si sottolinea la possibilità di adottare metodologie alternative per ottenere sia i dati relativi alle giornate di prelievo che ai dati biometrici e biologici di ciascun esemplare di aragosta».

In conclusione di lettera il sindaco comunica che «in qualità di rappresentante legale del Parco nazionale dell’Asinara e dell’area marina protetta, valuterà le opportune attività da mettere in atto in opposizione a tale decreto».

E il primo atto non ha tardato ad arrivare. Nel primo pomeriggio di martedì Antonio Diana, dopo aver sentito le marinerie di Stintino e Porto Torres, ha siglato un atto di disposizione urgente con il quale ha vietato, all’interno dell’area marina protetta dove è ammessa l’attività dei pescatori, la pesca dell’aragosta (Palinurus elephas), dell’aragosta di fondale (Palinurus mauritanicus), dell’astice (Homarus gammarus) e della granseola (Maja squinado) dal 1° al 14 settembre. Dal 15 settembre 2016 resta fermo quanto stabilito dal decreto delle Regione del 29 agosto, con il quale si vieta appunto la pesca sino al 15 marzo 2017 e vengono previste altre prescrizioni. Un atto necessario, si legge nel documento, perché «è attualmente in essere il ciclo riproduttivo delle specie in oggetto ed è perciò necessario garantire la sostenibilità del prelievo all’interno dell’area marina protetta dell’isola dell’Asinara».

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