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Peru: «Chiusura alle 18, conseguenze irreparabili per ristoranti e bar»

Il consigliere regionale del gruppo “Cambiamo! UDC”: «Credo sia fuorviante pensare e far pensare che il problema siano ristoranti, bar, palestre, piscine, teatri e cinema»

Antonello Peru

Cagliari. «Chiudere ristoranti e bar dalle 18 avrà di sicuro un effetto: mettere al tappeto definitivamente, o quasi, un intero comparto. Ho grossi dubbi che invece possa essere utile a limitare l’emergenza Covid-19. Lo dico subito e a scanso di equivoci: bisogna, ora più che mai, rispettare tutte le indicazioni e i protocolli di sicurezza, dall’uso della mascherina al distanziamento. Trovo però non condivisibile la chiusura dalle 18 di tutte le attività di somministrazione che avrebbe comunque conseguenze forse irreparabili per ristoranti e bar». Lo afferma in una nota il consigliere regionale del gruppo “Cambiamo! UDC” Antonello Peru.

«Tutto il settore della somministrazione di alimenti e bevande – afferma Peru – è forse tra quelli che più ha investito per garantire l’accesso nei propri locali in totale sicurezza, e lo ha fatto dopo aver trascorso diversi mesi in totale apnea durante il lockdown. Ora per loro arriverebbe un colpo forse mortale. Penso che il governo avrebbe dovuto ascoltare di più le indicazioni delle regioni che avevano chiesto di posticipare la chiusura alle 24. Ma ancor di più penso che non si possa continuare ad assumere decisioni che valgono indistintamente per tutto il territorio nazionale. Non si può trattare la Lombardia come la Sardegna, il Veneto come la Sicilia. Ogni regione ha le sue peculiarità e anche, ad esempio, per quanto riguarda bar e ristoranti non c’è lo stesso livello di assembramenti nelle diverse. Certo bisogna rispettare e far rispettare le regole, questo in ogni angolo del Paese. E un analogo discorso lo si può fare anche per cinema, teatro, palestre e piscine. Anche in questo caso tanti mesi senza guadagno, il resto del tempo passato cercando tra l’altro di ottemperare a quanto previsto dai protocolli di sicurezza ed ora una chiusura totale, senza distinzioni. Credo sia fuorviante pensare e far pensare che il problema siano ristoranti, bar, palestre, piscine, teatri e cinema. È giusto fare i controlli, è giusto richiamare i cittadini alla massima prudenza ma chiudere in questo modo non blocca i contagi ma crea solo danni economici a chi ne ha già subiti. E in tutto questo credo che non basti neanche dire genericamente che ci sarà un ristoro per chi in queste settimane sarà nuovamente penalizzato. Bisogna dire chiaramente e da subito – conclude Peru – in che modo e in che tempi perché per tanti anche una lunga attesa può significare la chiusura definitiva della propria attività».

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