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Peru: «Chiudere i centri commerciali la domenica e i festivi»

Almeno fino alla fine dell’emergenza Covid. La proposta del consigliere regionale del gruppo Cambiamo UDC. Una riflessione per il rilancio del settore

Sassari. «Chiudiamo la grande distribuzione, supermercati compresi, la domenica e nei giorni festivi, almeno fino alla fine dell’emergenza sanitaria. È una proposta che servirebbe non solo a contenere e a limitare il numero di contagi ma anche ad aiutare gli esercizi commerciali dei centri urbani, oltre che venire incontro alle esigenze dei lavoratori». Lo scrive in una nota il consigliere regionale del gruppo Cambiamo UDC Antonello Peru.

Antonello Peru

«Lo scorso mese di giugno su mia iniziativa avevamo organizzato un incontro operativo a Sassari che aveva riunito tutti gli operatori del commercio per discutere le soluzioni più idonee per un rilancio del settore. Era emerso, tra le altre cose, che nel periodo del primo lockdown i cittadini si erano abituati a fare la spesa una volta la settimana, anche online e durante i giorni feriali. Proprio il settore alimentare è tra quelli che in quel periodo non è andato in crisi, i consumi non sono diminuiti e gli acquisti sono stati distribuiti in più giorni e non si sono concentrati esclusivamente la domenica. I giorni festivi potevano e possono essere dedicati dunque allo stare insieme in famiglia al vivere le nostre comunità, i nostri centri urbani. In assenza di una competenza regionale che disciplini orari e giornate di aperture siamo ritornati alle vecchie abitudini – prosegue Peru –. Ora viviamo una seconda ondata dell’emergenza sanitaria e anche senza un blocco totale di tutte le attività si può riproporre il tema della chiusura nei giorni festivi dei centri commerciali, almeno fino alla fine dell’emergenza. Riusciamo in questo modo a contenere maggiormente il numero dei contagi ma possiamo anche dare nuovamente un segnale sulla necessità di ragionare su una diversa programmazione di aperture e chiusure. E in questo contesto si deve prendere in considerazione anche il punto di vista dei dipendenti del settore costretti a lavorare anche in quei giorni che possono essere vissuti in famiglia. E infine c’è da fare una riflessione anche sulla valorizzazione dei prodotti sardi e sulle strategie per tutelarli rispetto alla concorrenza con quelli che arrivano da fuori. Lo abbiamo detto anche qualche giorno fa: importiamo troppo e questo incide in maniera pesante su tutta la nostra filiera dell’agroalimentare, senza dimenticare anche i problemi legati ai controlli dei prodotti che arrivano da tutto il mondo».

«In definitiva – conclude Antonello Peru – questo momento può essere l’occasione per ripensare ad una regolamentazione di tutto il settore che tenga conto di tutte le esigenze, da quelle delle imprese (dalle più piccole alle più grandi), a quelle dei lavoratori fino ad arrivare ai singoli cittadini».

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