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Pastore, visionario antifascista

A 50 anni dalla sua morte la Cisl di Sassari ricorda il fondatore del sindacato, protagonista della scena politica dell’Italia repubblicana

Sassari. La figura di Giulio Pastore è stata rievocata stamattina a Sassari, nella sala Giordo della segreteria territoriale Cisl, durante una conferenza promossa dal sindacato di via IV Novembre per commemorare, a cinquant’anni dalla scomparsa, uno dei padri fondatori del sindacato italiano, protagonista della scena politica dell’Italia repubblicana nonché esponente di quella cultura cattolica che confluirà per buona parte nella nascita della Democrazia cristiana. Rievocando le vicende che hanno caratterizzato tanta parte della storia di Pastore, che fu anche ministro per il Mezzogiorno, si può capire quanto sia importante avere una visione e lavorare per la realizzazione di un programma che in quello scenario trovi spazio e condizioni di sviluppo. Giulio Pastore era un autodidatta, aveva appena la licenza elementare, ma la sua passione era tale che lo studio e la conoscenza erano strumenti per la costruzione di un modello sociale in cui la centralità della persona doveva essere l’obiettivo primario. La narrazione per immagini della storia di Giulio Pastore è stata affidata a un filmato che ha preceduto l’apertura dei lavori con la relazione introduttiva del segretario territoriale Pier Luigi Ledda che ha dato l’avvio al dibattito fra i partecipanti. Nella riflessione proposta dal segretario territoriale della Cisl, sono almeno quattro i caratteri della rivoluzione operata dal primo, storico segretario nazionale della Cisl: «La valorizzazione dell’organizzazione sindacale, una visione innovativa nella formazione dei gruppi dirigenti, il ruolo avuto come ministro per il Mezzogiorno e il fatto di essere stato fautore di una svolta epocale».

Pier Luigi Ledda

«Da qui – ha proseguito Pier Luigi Ledda – l’esigenza di tornare al sindacalismo delle origini per recuperare il senso profondo della grande lezione di Giulio Pastore, riportare la persona al centro dell’azione politica a ogni livello per tendere verso una società più giusta e plurale, nell’ottica cristiana».

All’incontro, che ha visto la partecipazione di un folto pubblico, hanno preso parte fra gli altri, l’ex segretario Pasquino Porcu, Giuseppe Gallo della Fondazione Tarantelli, Francesco Marcorelli, autore del volume «Giulio Pastore e il nuovo osservatore» e il segretario regionale Gavino Carta a cui sono state affidate le conclusioni. L’evento era inserito nel quadro delle iniziative del «Patto per il Nord Ovest», un progetto ideato dalla Cisl territoriale e presentato a giugno scorso con l’intento di rilanciare Sassari e il suo territorio dopo dieci anni di crisi che hanno devastato il tessuto produttivo e sociale. Il senso della commemorazione della figura di Giulio Pastore, infatti, è legato all’esigenza di recuperare, insieme alla memoria, anche la sua visione delle cose.

Luciano Fais

 

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