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Pasquale Toschi Pilo, il viandante militare

Aveva 95 anni. Ad un mese dalla scomparsa di Gavino Toschi Pilo un altro lutto per il Gremio dei Viandanti

PasqualeToschiPiloSassari. Oggi sabato 20 ottobre, Pasquale Toschi Pilo è tornato alla Casa del Padre. Il più anziano vivente della storica famiglia Toschi Pilo si è spento serenamente a 95 anni circondato dall’affetto dei figli e dei nipoti. Alle 10,50 di stamane ha impartito dalla cattedra del suo letto, al quale era costretto da alcuni giorni, l’ultima grande lezione di devozione a Nostra Signora del Buon Cammino, è infatti spirato baciando l’Effige della Vergine Patrona dei Viandanti e invocando “Nosthra Signora di Bon Caminu”.

Così – scrive in una nota il segretario del Gremio Cristian Zedda – si è conclusa la lunga vita di Pasqualino Toschi Pilo, classe 1923 che da ragazzino con suo padre Edoardo e con i fratelli intraprese la vita gremiale. Nel 1940 lasciò l’azienda di famiglia fatta di cavalli, carrozze, frantoi di olive, campagne e vigneti per intraprendere a Roma la vita militare arruolandosi come carabiniere. Raccontava sempre con divertimento che dopo la visita militare venne assegnato allo squadrone di carabinieri a cavallo, riconoscendo anche nella professione la continuità con quanto appreso in famiglia. Un episodio assai particolare segnò la vita professionale di “signor Pasqualino” come molti lo riconoscevano e ammiravano in città: l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel 1944, infatti, venne fatto prigioniero dai tedeschi e venne caricato sui mezzi che conducevano alle Fosse Ardeatine. Sempre con grande commozione raccontava che mentre la colonna di mezzi militari si era messa in marcia aveva trovato lo spazio per inginocchiarsi e invocare Nostra Signora del Buon Cammino che lo liberasse. Ad un tratto si verificò un incidente che generò subbuglio, così il giovane Pasquale riuscì a saltare dal mezzo e fuggire. Ma in alcuni libri di storia il suo nome risultava tra le vittime.

Rientrato in Sardegna venne destinato a Siligo e poi dopo essersi congedato assunse il ruolo di Vigile Urbano. Si distinse in servizio per coraggio ed eleganza, tanto da ricevere svariati riconoscimenti tra cui negli anni Sessanta una medaglia per aver ucciso da solo un toro in via delle Croci che era scappato dal mattatoio, una negli anni Settanta quando, sempre da solo, sventò una rapina alle casse dell’Ospedale Civile cittadino e poi nel 1983, andando in pensione, ricevette la medaglia d’oro “Al vigile urbano più vigile che urbano”. Nello stesso anno tenne a Battesimo, con sua moglie Liliana Saragani, la Bandiera del Gremio.

Padre di sette figli, lascia in tutti un ottimo ricordo di galantuomo di altri tempi. Domenica alle 12,15, chiaramente in Sant’Agostino, si celebreranno le esequie di questo Viandante-militare che ha dedicato tutta la sua vita al servizio di Nostra Signora del Buon Cammino, invocata fino all’ultimo istante con affetto e devozione, certo che ancora una volta non lo avrebbe lasciato solo come in tanti episodi della sua vita.

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