Lettere

Palme che cadono, c’è un responsabile?

La riflessione di Carla Puligheddu (PSd’Az): «Interroghiamoci sull’utilità di piante estranee al nostro paesaggio». Priva di buon senso l’azione del Comune

In una domenica assolata, senza vento, assisto ad un tonfo che scuote l’aperitivo in via Roma. È una palma che si schianta sul parabrezza di un’auto parcheggiata sotto (e lo rompe). Quante palme seguiranno lo stesso esempio a Sassari? Da alcuni anni cadono a pezzi, quasi per uguagliare una giunta che, perdendo i suoi pezzi, infrange irreparabilmente la città. Attenzione sassaresi, per attraversare via Roma, munitevi di elmetto metallico. Un cittadino, presente alla scena, racconta di aver chiamato per due settimane il Comune e i Vigili, nel tentativo di segnalare un’evidente pericolo ma, come al solito, uno lo mandava dall’altro. Ecco il risultato. Quella palma andava messa in sicurezza da tempo perché si vedeva anche da una certa distanza che era colpita dal punteruolo rosso. Era sofferente, aveva iniziato a perdere parte del fogliame e le restanti a perdere la loro vitalità. Di chi sarebbero le responsabilità? Come si dice: Prevenire sarebbe stato meglio che curare. Anche la palme di piazza Castello non sono in buone condizioni. Una ha già la forma di elicottero, potrebbe schiantarsi sulla piazza gremita di giovani. Il punteruolo rosso non si ferma mai, scava le palme dall’interno rendendole pericolose. Vanno disinfestate, oppure abbattute. Eppure, c’è in atto un decreto che stabilisce una cura urgente per la pianta allo scopo di uccidere il suo più temuto predatore il Rhynchophorus ferrugineus, per far sì che l’insetto non deponga le uova in altre palme. Infatti, le larve che causano questi gravi problemi sono da temere.

L’ordinanza n.3 del 10 gennaio 2017 del Comune di Sassari stabilisce che entro 48 ore la palma va abbattuta rimossa o interrata. In caso di inottemperanza il trasgressore sarà sottoposto alle sanzioni di cui all’art.7 bis del D. Lgs 267/2000 e in ulteriore fase ai sensi e per gli effetti dell’articolo 650 del Codice penale. Art. 7-bis. D. Lgs 267/2000. Salvo diversa disposizione di legge, per le violazioni delle disposizioni dei regolamenti comunali e provinciali si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 500 euro. Credo sia prudente una perizia su tutte le palme della città, ma in particolare di quelle numerose, presenti negli spazi pubblici, prima che avvenga qualche grave incidente.

Oggi ha preso in pieno il parabrezza dell’autovettura ma a due passi c’era seduta una giovane donna col suo bambino. Cos’altro poteva succedere? Da esponente di un partito politico che non può intervenire direttamente ma può segnalare incongruenze e vuoti amministrativi, invito tutti ad interrogarsi sull’utilità di mettere a dimora queste piante, estranee al nostro paesaggio, al nostro habitat, di dubbio gusto estetico, che non rappresentano l’eccellenza nemmeno nel fare ombra, oltre che ritenute pericolosissime per via dei loro aculei. Probabilmente andrebbero evitate. Là dove non agisce la stupidità umana, ci pensa la natura col “punteruolo rosso”. Propongo una riflessione su questo tema che riguarda non solo il decoro della città, ma la sicurezza e il benessere di chi abita o visita Sassari. Per esempio, piantare lecci non palme. Stiamo attenti a quanta superficialità oggi come nel recente passato abbia reso pericolosa e priva di buon senso l’azione dell’Amministrazione comunale. Lo possiamo evincere da tutta una serie di stravaganze che abbiamo subìto. Quando è stata rifatta la pavimentazione di piazza d’Italia, sono state reimpiantate quelle quattro brutte e spelacchiate palme come fossero sculture di grande pregio. Perché non usare intelligenza e prudenza? Se cadono quelle, fanno una strage. Ma la dabbenaggine maggiore, oltre a quella di dar loro valore estetico, è quella di avergli attribuito valore storico, come se le stesse o altre quattro piante non fosse stato la medesima cosa. Scusate, dove sono gli agronomi del Comune di Sassari fautori della terapia/taglio di piante ammalate? L‘amministrazione ha il dovere di curarsi del verde pubblico ma da gennaio 2017 ad oggi ancora troppe palme non sono state oggetto di interesse da parte del comune. E allora mi metto dalla parte del cittadino che, avendo una pianta infetta, in 5 giorni deve provvedere allo smaltimento per non incorrere in sanzioni. Quello che più preoccupa è la severità dell’ordinanza nei confronti dei cittadini. Se: “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [337, 338, 389, 509], con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro”.

I vigili urbani gentilmente intervenuti, su mia segnalazione, avrebbero dovuto arrestare il sindaco?

Carla Puligheddu (PSd’Az)

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