Candelieri 2014Sassari

Ottava dei Candelieri, i ceri lignei ritornano alle loro cappelle

Nel giorno dedicato a Maria Regina sono stati “spogliati” e sistemati nelle quattro chiese che li ospitano nel corso dell’anno: Santa Maria, San Nicola, Sant’Agostino e San Pietro di Silki

Ottava1Sassari. Sono stati risistemati nelle loro cappelle e solo tra un anno potranno nuovamente “ballare”. A meno che non si decida, come già fatto lo scorso anno (da Intergremio e Comune), di riportarli tutti a Santa Maria per un evento straordinario: per un paio di settimane, tra Natale e l’Epifania, erano stati esposti, sempre “a corona”, come recita la tradizione, per festeggiare la decisione dell’Unesco che aveva appena incluso la Faradda, insieme a tutta la Rete delle Feste con le Grandi Macchine a spalla (Nola, Viterbo e Palmi), nella prestigiosa lista dei Beni immateriali dell’Umanità. Ma in un passato seppure non recentissimo, proprio a dicembre, erano state organizzate vere e proprie Faradde, con tutto il rituale al completo.

Ottava2Ieri sera i ceri lignei protagonisti della Faradda del 14 agosto sono rientrati nelle loro “case”. Al termine della Santa Messa celebrata a Santa Maria di Betlem in occasione dell’Ottava dell’Assunta e nel giorno dedicato a Santa Maria Regina, i portatori dei candelieri, presenti i gremianti, hanno sistemato i ceri nelle cappelle. Per Ortolani, Sarti, Muratori, Falegnami, Piccapietre e Contadini si è trattato semplicemente di spostare i candelieri nelle cappelle dei propri santi patroni, all’interno della chiesa di Santa Maria. Gli altri hanno invece portato i ceri, in alcuni lasciati in parte “vestiti”, nelle rispettive chiese: Calzolai e Fabbri a San Nicola, Viandanti a Sant’Agostino e Massai, i più lontani, a San Pietro di Silki.

Ottava3Prima del saluto del padre guardiano dei francescani conventuali di Santa Maria, Alfio Pusceddu, il simulacro della Vergine Assunta, raffigurata in posizione dormiente, è stato portato in processione intorno alla chiesa. Il classico «A Zent’anni!» ha chiuso definitivamente la Faradda di quest’anno. Ma gli appuntamenti relativi alle feste maggiori e minori dei Gremi continuano per tutto l’anno: la prossima, ai primi di settembre, sarà quella dei Sarti.

Da Santa Maria i candelieri sono quindi usciti in ordine inverso rispetto all’ingresso della sera del 14 agosto: i Massai si sono subito diretti verso il convento dei Frati Minori dove è custodita la Madonna delle Grazie, la loro patrona (ed anche di Sassari), seguiti, nell’ordine, dai Calzolai (Santa Lucia a San Nicola), Viandanti (Madonna del Buon Cammino a Sant’Agostino) e Fabbri (Sant’Eligio Vescovo a San Nicola). Sono rimasti a Santa Maria Muratori (Madonna degli Angeli), Contadini (San Giovanni Battista, detto “della Nebbia”), Falegnami (San Giuseppe), Ortolani (Santa Maria di Valverde), Piccapietre (Madonna della Salute) e Sarti (Madonna di Monserrat, ovvero la “Moreneta”, patrona della Catalogna).

I candelieri non ospitati a Santa Maria sono stati portati a braccia tra le 20,30 alle 21 attraverso il traffico, con alcune soste per i “balli”, attirando l’attenzione dei tanti automobilisti incuriositi per l’insolito spettacolo. Perché il fascino della Faradda è un tesoro che Sassari e i suoi Gremi attendono ancora di poter valorizzare al meglio. Un’eredità del passato che potrebbe costituire un formidabile volano per tutta l’economia cittadina, a partire da quella culturale e turistica, in un momento di forte crisi.

Luca Foddai

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