Cultura

“Ospitone”, la Sardegna ai tempi dei bizantini secondo Vindice Lecis

È il secondo titolo del filone letterario dedicato al capo barbaricino dal giornalista e scrittore sassarese. I suoi romanzi storici tra i libri più venduti di un autore sardo con un editore isolano

Sassari. È in libreria in questi giorni “Ospitone. Dux Barbariae”, secondo titolo dedicato al capo barbaricino protagonista dei romanzi storici di Vindice Lecis, giornalista e scrittore sassarese. “Ospitone”, come il precedente “Hospiton” e la trilogia dedicata al periodo giudicale, libri ai quali va aggiunto “Rapidum”, ambientato invece in epoca romana, e la nuova edizione di “Le pietre di Nur”, è pubblicato dall’editore “Condaghes”. Titoli di successo, che complessivamente hanno venduto 12.200 copie (“Buiakesos”, il primo della trilogia giudicale aveva toccato da solo le 3 mila copie), di cui 10 mila nelle librerie sarde, e che rappresentano il migliore dato “di un autore sardo con un editore sardo e in Sardegna”. Facendo le proporzioni con l’ambito nazionale e considerando che l’isola “pesa” l’1,5 per cento sul totale dei fatturati delle case editrici nazionali, i romanzi storici di Vindice Lecis è come se avessero toccato le 80 mila copie vendute in tutta Italia.

Ma chi era Ospitone e come era la vita in Sardegna, in particolare nelle Barbagie, non solo quella di Ollolai, nel VI secolo? Quali erano i rapporti con l’Impero Romano Bizantino? L’intervista a Vindice Lecis è stata registrata fra gli scaffali della Libreria Koinè di Sassari.

Luca Foddai

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