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Orgoglio e pregiudizio, l’attualità di Jane Austen

Riscontro di pubblico al Teatro Comunale di Sassari. Regia di Arturo Cirillo

Foto di Roberto Pintus

Sassari. “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen, sempre attuale, e in questo momento di forte crisi economico-sociale e spirituale ancora di più, dato che in alcuni ambiti sociali, l’emancipazione femminile viene vissuta più come pretesa di diritti individuali piuttosto che come ricerca di affermazione della propria emancipazione culturale a livello di genere umano, ha ottenuto al Teatro Comunale di Sassari un grande riscontro e successo da parte del pubblico presente in sala. L’opera, grazie alla sua prima versione teatrale italiana prodotta da Marche Teatro/Teatro Stabile di Napoli Teatro Nazionale, è stata adattata a livello teatrale da Antonio Piccolo, sotto l’attenta regia di Arturo Cirillo. “Orgoglio e pregiudizio”, nella sua interezza e sempre nella sua contemporaneità, ovvero dove tutto viene misurato e mercificato in nome del Dio denaro, sacrificando anche la virtù più alta quella dell’amore, disegna il ritratto emblematico di un’epoca, sempre più attuale, in cui le giovani donne inglesi appartenenti a una determinata classe avevano come unica alternativa sposarsi e acquisire così una relativa autonomia dalla famiglia d’origine – sotto la tutela del marito – ovvero restare nubili, sotto la protezione del padre e dei fratelli. I progetti matrimoniali portati avanti dai genitori, e in particolare dalle rispettive madri o zie, data la virginale modestia richiesta alle dirette interessate, potevano deciderne il destino se non la felicità, nell’arduo intento di conciliare ragione e sentimento. Un universo vivace e attraversato da tensioni e contrasti, celati sotto la superficie elegante e sofisticata di un’esistenza scandita da visite e feste danzanti;  un microcosmo immerso nella relativa  serenità della provincia, con brevi incursioni nella capitale, descritto con grande sensibilità e folgorante talento per i dialoghi dall’autrice, che fa dell’ironia la chiave di volta di una narrazione avvincente, dove emergono, con pochi e sapienti tratti, i caratteri dei personaggi con le loro intime contraddizioni e inquietudini, e specialmente i desideri e le aspirazioni di creature forti e fragili, in procinto di spiccare il volo verso una nuova vita e un futuro gravido di aspettative.  Pur con piena comprensione e partecipazione ai dilemmi dei protagonisti, Jane Austen pare distaccarsene, per regalare una visione obiettiva, seppure non scevra da predilezioni, di quell’umanità intenta a costruire trame d’incontri casuali, sottili giochi di seduzione attraverso sguardi e sorrisi, studiate lontananze e conversazioni briose.

Giulio Favini

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